Venti secondi in apnea
per entrare nel Guinness
TORRI DEL BENACO. Una folla di spettatori ha applaudito l’originale record, realizzato in occasione della festa che ha portato sul lago il campione Gianluca Genoni
Torri del Benaco. Duecento ottanta in apnea contemporaneamente per 20 secondi. E Torri porta a casa il Guinness dei primati e entra nella storia grazie a «La Scuola del mare 2» di Verona. Si è conclusa con questo felice epilogo l'impresa realizzata ieri mattina da sportivi provenienti da tutta Italia alla «Festa dell'apnea e della subacquea», messa in piedi dal sodalizio scaligero al cui vertice siedono il presidente, Franco Galvani, e il vice, Luca Rossi, responsabile per il club della parte relativa all'apnea.
Poco dopo le 12, subito a nord del porto, ben 280 sportivi si sono cimentati in questa performance di cui «finora non esiste traccia in tutto il mondo», come ha confermato il giudice del Guinness World Records, Lucia Sinigagliesi.
La giovane italiana, da anni vive a Londra e gira il mondo per giudicare record stravaganti e imprese impossibili, ieri ha staccato la certificazione ufficiale e l'ha consegnata nelle mani di Franco Galvani e di Luca Rossi che, a stento, sono riusciti a trattenere l'emozione per una due giorni lacustre memorabile.
Una giornata baciata dal sole, quella di ieri sul Garda, con una temperatura di 25 gradi e quella in acqua di 21 gradi. Non male, visto che siamo ormai a metà ottobre.
Già dalle 10 il lungolago di fronte al porto e fin oltre piazza della chiesa si è riempito all'inverosimile: giovani, anziani, donne, bambini, famiglie e centinaia e centinaia di subacquei appartenenti a club di Trento, Milano, Torino, Roma, Ancona, Lecce, Verona, Londra e da tantissimi altri posti hanno letteralmente fatto traboccare piazza e lungolago.
Luca Rossi, coadiuvato dal giudice Sinigagliesi, ha dettato le «regole» per arrivare al record mondiale. «Dovete stare a 1 metro di distanza uno dall'altro», ha spiegato ai 284 iscritti, diventati poi 280 in acqua, «e ancorarvi, una volta scesi tutti contemporaneamente, alle cime piazzate sul fondo a 3, 6 e 8 metri di profondità. Dovete resistere per 20 secondi e, quando sentirete il suono di risalita, lasciate le cime e tornate tutti a galla».
Il via, con tanto di conto alla rovescia stile festa di capodanno, è stato dato a 5 minuti e poi a 1 minuto dall'avvio. Gli ultimi 10 secondi sono stati scanditi da svariate centinaia di persone assiepate e festanti sul lungolago. Infine il via, dato da una cannonata prodotta da un «trombino»" di Marano di Valpolicella.
Il suono subacqueo per la risalita, come lo stesso Rossi ha ironizzato, «sarà dato da questo congegno ultramoderno e costato una cifra esorbitante», ha detto indicando un martello e una staffa in ferro che, battuto, ha emesso un suono metallico fortissimo, impossibile da non sentire neanche a 8 metri di profondità.
A coadiuvare gli ancora aspiranti recordman mondiali una quindicina di istruttori subacquei dislocati lungo i circa 300 metri delle tre file di boe, i sommozzatori del Carabinieri, le motovedette della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, i gommoni della Protezione Civile di Verona e un elicottero degli Scuba Angels di Bergamo.
Oltre a questo, una barca con due medici rianimatori, vari infermieri e una ambulanza a terra.
Dopo la cannonata, capriola all'indietro per i 280 e via all'impresa. Venti secondi in tutto che non sono parsi per nulla interminabili e che, alla riemersione, hanno valso il record mondiale di apnea per numero di partecipanti. E Torri è entrata nella leggenda.
«Fra due anni, quando organizzeremo il decimo anniversario della nostra festa a Torri», ha chiuso Franco Galvani, «stracceremo questo nostro record. Per ora, però, ce lo gustiamo».
Tweet