Gino Strada non c'è ma la passione è grande
PREMIO TRABUCCHI. IL FONDATORE DI EMERGENCY, CHE DA POCO HA PERSO LA MOGLIE TERESA, NON È ARRIVATO A ILLASIPresenti alcuni volontari dell’associazione dei medici e i vincitori delle passate edizioni Celestini e Paolini
Illasi. Non è venuto Gino Strada, il fondatore di Emergency a ritirare il Premio Trabucchi d'Illasi alla passione civile, assegnato a lui e alla memoria della moglie Teresa Sarti, recentemente scomparsa. È stato trattenuto dagli sviluppi delle ultime vicende dell'attento a Kabul ai nostri militari, e alla loro figlia Cecilia, alle ultime settimane di gravidanza, è stato sconsigliato il viaggio, ma la giovane ha voluto far arrivare tramite i volontari dell'associazione una lettera in cui ha espresso il proprio rincrescimento: «Ci spiace non poter venire. Non è un momento facile, per noi, come potete capire. Non ci siamo ma è come ci fossimo. Davvero vorremmo esserci per sentire il vostro affetto, il vostro apprezzamento e il vostro impegno, soprattutto», ha scritto Cecilia Strada, messaggio accolto da un lungo applauso dai tanti che affollavano il parco giardino di Villa Trabucchi. Così il bottiglione magnum di Amarone, che rappresenta il premio, è stato consegnato dagli ideatori (Giuseppe e Raffaella Trabucchi con Enrico Faccio, Ascanio Celestini e Marco Paolini, vincitori delle due precedenti edizioni) ai volontari di Emergency Alberto Pecorari e Ambretta Perrino. «Gino non c'è; Teresa non c'è più; ma c'è Emergency, quasi un allargamento del riconoscimento a tutti quanti lavorano a fianco dei fondatori, perché non ci è permesso essere i turisti di quello che succede nel mondo», ha commentato Celestini.
Del resto la testimonianza del cardiologo veronese Lorenzo Bolognini, che da febbraio a maggio scorsi ha lavorato nel centro cardiologico Salam di Emergency a Kartum, in Sudan, è stata esemplare: «È l'unico gratuito di tutta l'Africa, all'eccellenza per strutture e tipo di interventi, criticato perché collocato in un continente dove si muore di fame ma dove il più alto tasso di mortalità, dopo le malattie infettive è per quelle cardiologiche. I 50 posti letto, i 16 di terapia intensiva e le 2 sale operatorie in cui sono presenti medici europei e sudanesi, non sono solo un ospedale, ma anche un esempio di come si possa fare una politica di formazione a favore di popolazioni più povere, regalando strutture e personale capaci di migliorare la qualità della vita. Per me è stata un'esperienza straordinaria dal punto di vista lavorativo e umano che ripeterò l'anno prossimo», ha promesso Bolognini. È questo coinvolgimento diretto e concreto di Emergency e dei suoi volontari che è stato all'origine del premio, come ha spiegato Giuseppe Trabucchi: «Gino e Teresa hanno dato risposte concrete senza tradire gli ideali costituzionali di rifiuto della guerra come soluzione delle controversie tra i popoli. Abbiamo bisogno di persone così».
La consegna del premio è stata preceduta dal lungo monologo di Celestini sul «paese della mondezza», dove popolo e sovrano giocano allo stesso gioco di obbedire e comandare; dall'apologo dell'epidemia, dove tutti muoiono e solo il becchino sotterra la putrefazione del potere che è causa dell'epidemia. Poi un lungo dialogo fra Paolini, Celestini e il cantautore Franckie Hi Nrg Mc ha innescato la riflessione sulla «parola» detta, scritta e televisiva. «Voi lavorare per un progetto che non è tuo o per qualcosa che ti appartiene?», ha chiesto Paolini rivolgendosi al pubblico, «allora il fare concreto deve essere commisurato alle tue gambe. Mi piacciono le persone che fanno quello che dicono. Abbiamo pensato a Gino e Teresa fin dall'anno scorso per questo premio», rivela Paolini, «perché se il mio lavoro non cambia la vita di qualcuno ho fallito, non come missionario ma come cittadino».
Vittorio Zambaldo



1mlonzar - 21/09/2009 09:56
Giornata intensa ed emozionante! Ascoltare queste persone, nutrirsi di simili idee ed esempi pratici, ti stimola a porti delle domande profonde sul tuo ruolo nell'ambiente che ti circonda. Grazie a chi c'era e a chi ha organizzato il tutto.