«Burkini», un caso nazionale
E i veronesi intanto si dividono
CULTURE. È diventato un caso nazionale la vicenda della mamma mussulmana che alle Santini si è vista chiedere se il proprio costume integrale fosse «a norma». C'è chi trova imbarazzante il comportamento dei gestori e chi vorrebbe addirittura vasche separate per le islamiche
Verona. Il caso «burkini» è diventato un caso nazionale: ne hanno parlato tv, giornali e siti web. E a Verona divide i cittadini. All'indomani infatti di quanto accaduto alle piscine di via Santini, dove a una giovane mussulmana, che per entrare nell'acqua indossava quella sorta di costume-tuta ideato appositamente per le donne mussulmane che non vogliono rinunciare al nuoto, è stato chiesto se il tessuto era a norma (le è stato chiesto dal direttore di far avere, anche in seguito via mail, le specifiche tecniche del costume), ci siamo recati in una delle più «popolari» piscine comunali estive della nostra città, il Lido di via Galliano, per sentire che cosa pensano i veronesi di questa vicenda. Il fatto si è verificato alle Santini, dove la signora si era recata con i suoi bambini la scorsa settimana: non era la prima volta che ci andava, ma a qualcuno il suo «abbigliamento» deve aver dato fastidio e questo ha spinto i responsabili dell'impianto ad intervenire, almeno per avere conferma che il tessuto della tuta fosse effettivamente corrispondente alle norme in vigore. Pare che alcune mamme si fossero lamentate della cosa, sostenendo che il loro bambini erano spaventati dalla presenza di una signora vestita. Verrebbe da chiedersi allora come siano rimasti i tre bimbi della signora mussulmana davanti alla scena.
«Ognuno dovrebbe essere libero di fare quello che vuole, ovviamente nel rispetto degli altri. Ho letto subito di questo fatto e mi ha colpito: mi chiedo di che cosa potessero essere spaventati i bambini? Di un vestito?», afferma la signora Cristina Fusaro che con il marito Alberto si reca spesso al Lido. Lui interviene: «Basta che siano puliti….». E lei ribatte: «Quello è un altro discorso, allora bisogna controllare tutti, comprese le bermuda dei ragazzini che spesso vanno in acqua con costumi che assomigliano più a calzoni che a slip».
«Se le sue abitudini le impongono di non mettere il costume e di indossare un abito che è comunque fatto apposta per entrare in acqua, non vedo che problema c'è; ognuno fa come vuole», conviene Luciana Sommavilla. Anche in questo caso il marito è meno convinto: «Se però noi andiamo da loro, possiamo metterci o no il costume? Non mi pare che loro siano così tolleranti. Se si va in un Paese straniero, è giusto adeguarsi alle sue abitudini».
«Qui quest'anno non abbiamo mai visto donne mussulmane col burkini, e a dire il vero non mi piacerebbe vederle», afferma un'altra signora che preferisce restare anonima. «Trovo che possa essere poco igienico. Ma non c'era anche stata una proposta di realizzare a Verona una piscina apposta per le mussulmane? Almeno là possono stare come vogliono». E una vicina conviene: «No, con il vestito non mi piace, non so perché, mi fa effetto. Non sono razzista, per carità, però non mi convince».
«Non sono affatto d'accordo», interviene una giovane, e anche la sua amica la pensa allo stesso modo. «E' giusto che ciascuno sia libero di indossare l'abbigliamento che ritiene, nel rispetto degli altri e in uno spirito di tolleranza. Parliamo tanto di civiltà multietnica ma non sappiamo poi accettare la diversità nelle questioni più quotidiane e innocue».
La discussione continua, ma i due punti di vista restano questi: da una parte chi ritiene che l'episodio sia un segnale piuttosto inquietante di intolleranza rispetto ad una forma di diversità che assolutamente nulla aveva di ostile o contrario ad una norma, dall'altra chi invece considera la diversità di per se stessa negativa, espressione di una cultura «altra» e come tale da relegare, al massimo, in una «piscina musulmana».
Alessandra Galetto
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1 simone 19/08/2009 23:23 625 commenti
Più di tanti politici mi spaventano proprio quelle "mamme" veronesi... Sono appena ritornato da una vacanza sul Conero e nelle spiaggie, assieme a tante famiglie, bambini ed adolescenti, c'erano i "democratici" nudisti. "Signore" (per usare un eufemismo)che se ne infischiavano del regolamento comunale e DELLE LEGGI (la sanzione del nudismo è GIUSTAMENTE punita con 516 euro di multa)e mostravano tutto il loro ben di Dio.Non vi dico lo spettacolo:generalmente erano proprio madri di famiglia, di una certa età (e stazza...)incuranti dei loro figli,delle LEGGI E DEL BUON SENSO ora chiedo a queste sensibili "madri"non avrebbe destato scandalo questa sponsorizzazione alla TRO*** (perchè di lerce *** stiamo parlando...)queste madri, amio avviso, rappresentano il peggio della mentalità CRETINOIDE SONO uno schiaffo alla memoria di Shakesperare che consacrò Verona nella leggenda! Care le mie "signore"... da espellere e non far guardare ai nostri figli sono le gesta di Belen Rodriguez alle otto di sera in tv, i rave party dove i nostri pargoli calciano gli anni più belli della loro vita, il relativismo imperante. Ovviamente con questo commento sarò tacciato di "esterofilia", "buonismo", "marxismo, leninismo"...non sono, orgogliosamente, nessuno di questi..sono solo un cittadino che pensa...scandalizzato (oramai persino stufo di scandalizzarmi)della vacuità e della superficialià che ci domina (nessuno critica i veri poteri forti che corrispondono ai veri modelli cattivi per noi ed i nostri figli:corona, belen, le veline, i furbetti del quartierino, gli evasori fiscali ecc... ci si scandalizza per ASSURDITà... Paolo Legnago