Alle Santini scoppia il caso «burkini»
«Ci fa vedere l'etichetta del costume?»

RELIGIONI E CONVIVENZA. Si è presentata all'impianto sportivo con l'indumento da bagno ideato per le islamiche. Protesta delle mamme: «Spaventa i nostri bimbi». Alle Santini a una giovane mussulmana con il modello intero è stato chiesto se il costume era a norma
18/08/2009
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Esempio di Burkini

Verona. «Mostri l'etichetta per piacere». Se vuoi fare il bagno alle piscine comunali di via Santini il regolamento dice che devi far vedere di che tessuto è fatto il tuo costume. Ma solo se indossi il burkini, l'«abito tuta» in tessuto speciale ideato per le donne musulmane che non vogliono rinunciare al nuoto.
«La donna che fa il bagno vestita» si è presentata coi suoi tre bambini all'impianto sportivo a ridosso delle colline avesane, tra Quinzano e Ponte Crencano la settimana scorsa. E non era la prima volta. Ma è stata l'ultima. È arrivata, si è spogliata, si è rivestita, è entrata in acqua. E il direttore delle piscine ha preso provvedimenti: c'era chi non gradiva, evidentemente. E Bisognava fare qualcosa. Poi alcune mamme si sarebbero lamentate che i loro bimbi erano impauriti.
Christian Panzarini, il responsabile della struttura gestita dalla società Sport Management, ha affrontato la questione chiamando le «autorità competenti», come le ha definite - e cioè in Comune e, nello specifico, la responsabile delle piscine comunali Silva Polo - e, dopo essersi consultato con lei, ha poi deciso di procedere verificando innanzitutto l'idoneità del costume. «Per controllare», ha detto Panzarini, «che fosse a norma, idoneo a fare il bagno in piscina. Che non fosse un vestito normale insomma che potesse essere usato anche in altre circostanze». E per stabilirlo ha chiesto alla signora musulmana di farle avere, se non subito anche via mail, le specifiche tecniche del costume, per sapere cosa c'era scritto sull'etichetta.
«Non era la prima volta che veniva», spiega il direttore, «l'abbiamo sempre fatta entrare e ha fatto pure il bagno, senza problemi col suo costume intero. Alla terza volta le abbiamo solo chiesto se poteva farci vedere l'etichetta del costume, per capire se era effettivamente un costume e non un abito normale, una semplice precauzione igienica, insomma, niente di più. Le ho addirittura chiesto di farmi avere questa informazioni via mail, con calma, le ho lasciato l'indirizzo».
Una calma apparente però. Che la situazione per il giovane direttore della piscina non fosse così tranquilla lo si intuisce dalle parole di Silva Polo, responsabile delle piscine comunali, alla quale Panzarini si è rivolto. «Sì, mi ha chiamato per sapere come doveva comportarsi visto che alcune mamme si sarebbero lamentate dicendo che i loro bimbi erano terrorizzati e voleva essere sicuro di essere in regola e di poter così rispondere adeguatamente alle rimostranze». «Diciamo che questa per i veronesi è una situazione nuova», dice, «la gente non è abituata a vedere donne che fanno il bagno vestite, e comunque», rassicura, «nelle piscine comunali possono entrare tutti, purché siano rispettati i regolamenti, le norme igieniche».
Ma fare la doccia col costume ad esempio è igienico? Nelle piscine del Nord Europa è vietato proprio per ragioni igieniche. Qui invece è obbligatorio. «Ma qui si tratta di pudore, ci sono i bambini, abbiamo avuto diversi problemi». Col risultato che in doccia gli adulti devono fare le acrobazie per lavarsi e i bimbi girano tranquillamente nudi. «Eh, lo so», ammette la responsabile, «non dovrebbero nemmeno loro stare nudi».
Ma ci stanno eccome. Come in piscina ci stanno senza che nessuno abbia nulla da eccepire i sommozzatori per i corsi di sub con muta, pinne e bombole; i nuotatori con le «tute dei record»; i ragazzini con costumi a braghetta di tutti i tipi e con i quali spesso giocano a calcio o a pallavolo prima di tuffarsi in acqua dove immancabilmente lasciano sul fondo della piscina tutto quello che hanno in tasca.

Marzio Perbellini

commenti - 23

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1brolo - 26/08/2009 12:09

Il perchè da una questione di semplice igene ci sia gente che ne fa una caso polito-cultural-razzial-religioso, francamente non me lo spiego. Da parte mia penso che se il costumone lo indossassero anche nostre certe locali, sarebbe meglio...vedere certe masse adipose incastonate su di un mini bikini o su un nastrino di costume...francamente mi fa più paura che una mussulmana con il "Burkini". Per concludere, in piscina sarebbero vietati anche occhiali, orologi e quant'altro possa, in caso di urto, creare danno agli altri nuotatori...e poi la doccia prima di entrare...chi la fa più? Facciamo rispettare le regole che ci sono a tutti e allora ci sarebbero meno persone scandalizzate e meno speculazioni sui fatti!!!

2vifa71 - 23/08/2009 19:49

mi sembra giusto che questa signora possa usare la piscina come tutti gli altri, l'importante è che il costume che indossa risponda ai requisiti di igiene che servono. non vedo comunque come possa terrorizzare i bambini (forse i genitori sono impauriti da quello che è diverso) se si spiega loro la differenza che c'è frà le varie culture credo non ci sia alcuna paura da parte loro e questo lo dico da genitore....

3fraval7 - 19/08/2009 21:37

Esatto, sono loro che devono integrarsi a noi, non noi che ci dobbiamo integrare alle loro regole fondamentaliste

4alberofalezza - 19/08/2009 16:21

Bello il clima che si respira a verona, eh? "Vattene da verona che non abbiamo bisogno di concittadini come te", mi scrive avvr. Certo, i veronesi devono essere fatti tutti con lo stampino, e chi ha un pensiero diverso, via di qua! Chi sia lui, poi, per decidere se posso rimanere o meno non mi è dato sapere: non si firma! Ritengo gravissimo che ad una mia provocazione pur forte (vedi i miei messaggi precedenti) mi si risponda con indegne intimidazioni anonime di questo tono, che ricordano il fascismo. A quando l'olio di ricino per quelli come me? Io comunque da verona non ho intenzione di andarmene, alla faccia di questi arroganti prepotenti, e neppure di stare zitto. Poi: Non mi pare poi che la signora di cui si discute sia una talebana, nè una estremista, nè antidemocratica. E' una donna che ha trovato un escamotage per fare il bagno in piscina pur senza contravvenire alle regole comportamentali della sua religione e cultura (che anch'io trovo assurde). La cultura e la religione non sono cose immutabili, ma si evolvono con la società. Questa donna ha cominciato ad andare in piscina col costume a pigiamino. E' già una scelta di emancipazione: intanto in piscina ci va. Probabilmente tra qualche anno ci andrà col costume intero normale, e forse sua figlia ci andrà col 2 pezzi. Invece se costruiamo le piscine solo per mussulmani, cosa succederà?? due comunità diverse, che si odiano, che si disistimano profondamente... magari diversi saranno anche gli autobus, le scuole, i treni, gli ospedali, i bar... io non voglio l' "apartheid". Non capisco davvero cosa c'entrino i paesi mediorientali... siccome là uccidono gli oppositori e lapidano le adultere lo dobbiamo fare anche qua??? L'espressione "quella mussulmana non è una semplice religione ma un sistema politico antagonista a quello democratico ed è per la sua natura sovversiva che non va accettata come tale" che ha scritto RiccardoF, mi fa paura. Trovo che sia ripiena di germi di odio, e invito RiccardoF a leggersi gli scritti di Ghandi, del Dalai Lama, di Giovanni Paolo II e anche l'ultima enciclica di Benedetto XVI, in merito al dialogo tra le religioni e tra queste in particolare al dialogo con l'Islam. Alberto Falezza (che si firma orgogliosamente)

5ciri85 - 19/08/2009 15:05

caro supermura ti consiglio di rileggere il mio commento con attenzione, come al solito qui si gioca a mettere in bocca agli altri altri parole non dette: mi potresti indicare dove avrei fatto quest'elogio dei talebani (stessa testa di chi va a sparare le cannonate alle pasque x come la vedo, schifoso integralismo non importa di quale religione), e dove li avrei citati come esempio di tolleranza? cerco di spiegarmi in un altro modo, così forse ti sarà più chiaro il mio pensiero... il concetto di base da cui bisogna partire è la laicità dello stato, cosa che evidentemente chi "tifa" x una o l'altra religione non può o non vuole capire: qui non si tratta di "punire", o far pagare ad esseri umani SINGOLI, la malefatte di qualsivoglia religione (converrai con me tra l'altro che siano malefatte equamente suddivise fra tutte le religioni: non mi pare ad esempio che esista una religione dove le donne non siano considerate esseri quasi demoniaci), nè si tratta di "vendicarci" perchè in paesi teocratici (così come l'iran è lo stesso vaticano, si fonda su una legge, fra le tante, di dio) non è ammesso culto diverso da quello di stato. purtroppo x i "tifosi" in questione nel nostro paese si è tutti ugualmente cittadini con gli stessi diritti (Costituzione !) , a prescindere dal fatto che una persona sia cattolica, musulmana, ebrea o di religione jedi. l'unico parametro valido x regolare la convivenza perciò è la legge dello stato, che non ha nessuna simpatia teologica, mi segui? tantomeno tale legge deve elevarsi a giudice e vendicatore di un particolare culto (sebbene sia della maggioranza comunque non lo è di tutti) x via delle discriminazioni subite dai suoi seguaci in altri paesi del mondo, sei d'accordo? il problema dell'intolleranza sta proprio qua: se il nostro paese si è evoluto slegandosi da una concezione morale-teologica dello stato è forse un male? io dico di no, anzi è proprio questo che lo rende un paese "civile" (almeno nella teoria). se così non fosse, e lo stato fosse "tifoso" come lo sei tu torneremmo indietro di secoli, alle crociate (cosa che sia il talebano, sia il cannoniere delle pasque auspicano), ai massacri in nome di dio, alla conversione forzata... è più chiaro adesso? la questione perciò è la seguente: come mai il direttore della piscina è stato così pignolo con questa signora ( di per sè il rispetto delle norme igieniche lo giustifica in toto sia chiaro!), mentre non vi è traccia di tale pignoleria nei confronti di chi fa il bagno con le mutande o con la maglietta et similia? non è che forse ha trovato un escamotage burocratico per cacciare fuori dalla piscina questa signora, evidentemente non gradita alle mamme impaurite ( di sicuro non lo erano i bambini non prendiamoci in giro)? in altre parole: perchè la legge (vedi sopra) è stata applicata solo verso una persona e non verso la generalità dei clienti? a casa mia questo si chiama lesione del principio di uguaglianza, ancor più grave perchè fondato su una differenza di natura religiosa, e bada che comunque la penso esattamente come te riguardo alla difesa delle donne da OGNI integralismo religioso, ma non mi sembra che sia il direttore di una piscina, tantomeno chi ci va a prendere il sole che debba ergersi paladino di tali libertà...

6RiccardoF - 19/08/2009 00:02

Le idiozie come quelle di comparare le tute sportive o dei sommozzatori che hanno valore tecnico dovrebbero essere evitate. Il costume della signora è un simbolo e non una scelta personale per quanto opinabile, è il simbolo della sudditanza della donna nella religione mussulmana che tutti dovrebbero avere sempre ben presente. A noi non ci importa se alla signora in quetione ciò vada bene. Rispettiamo noi stessi e le nostre libertà conquistate a caro prezzo prima di tutto. E' giusto che nei loro paesi facciano quello che vogliono come loro devono addattarsi ai nostri usi e costumi. Non sta scritto da nessuna parte che ci dobbiamo integrare per forza con i mussulmani: è una scelta che la maggior parte dei cittadini ha già fatto in senso negativo. Non ci sono gli estremi per discriminazione religiosa perchè quella mussulmana non è una semplice religione ma un sistema politico antagonista a quello democratico ed è per la sua natura sovversiva che non va accettata come tale.

7supermura1 - 18/08/2009 22:27

perdonami Ciri85... chi sarebbero gli integralisti? Afghanistan, minacce dei Talebani agli elettori Martedì 18 Agosto 2009 Naso, dita e orecchie tagliate a chi oserà andare a votare il 20 agosto: è la minaccia raccapricciante che i talebani fanno calare sugli elettori afghani a due giorni dal voto: volantini nei quali si spiega a che punizione andranno incontro i «nemici dell’Islam», che oseranno esprimere il voto, sono stati distribuiti nella notte tra domenica e lunedì in molte province afghane. Gli integralisti islamici, alleati con Al Qaeda, chiariscono anche che useranno proprio l’inchiostro indelebile, con il quale vengono sporcate le dita di chi vota, per identificare gli «amici del governo e delle forze straniere» da punire con la mutilazione. Mica male come esempio di tolleranza da seguire.

8supermura1 - 18/08/2009 22:02

tutto vero, dobbiamo essere tolleranti e aperti alle diverse culture. Quindi qualcuno potrebbe spiegarmi perche' una donna occidentale non puo' indossare il proprio "costume" in una spiaggia mediorentale? Vuoi vedere che i razzisti intolleranti sono loro e non noi? Vi prego, dimostratemi che non e' vero.... se potete e se siete mai stati voi ospiti a casa loro come lo sono stato io per diversi anni. provate e vedrete quanto tolleranti sono loro nei vostri confronti.

9avvr - 18/08/2009 17:52

Questa è una recente dichiarazione di Peter Howard Costello, che è stato vivepresidente del Partito Liberale Australiano( liberale, non nazionalsocialista) dal 1994 al 2007 e Ministro del Tesoro Australiano dal 1996 al 2007: "Non sono contrario all’immigrazione e non ho niente contro coloro i quali cercano una vita migliore venendo in Australia. Tuttavia ci sono questioni che coloro che di recente sono arrivati nel nostro Paese e, a quanto sembra, anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire. L’idea che l’Australia debba essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità e il sentimento di identità nazionale. Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua e il nostro modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e di donne che hanno cercato la libertà di questo Paese. Noi parliamo l’inglese, non il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua! La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo e incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su questi principi cristiani, ed è chiaramente documentato nella storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole. Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura. Se la croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte. Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente a cambiarla, e i problemi del vostro Paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro. Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma no dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo. Questo è il nostro Paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere: vi offriamo la possibilità di viverci al meglio. Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettare la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene. Se non siete felici qui, allora andatevene. Nessuno vi obbliga a venire nel nostro Paese. Voi avete chiesto di vivere qui: e allora accettate il Paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene! Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro Paese: se non volete essere cittadini come tutti in questo Paese, allora tornate da dove siete partiti! Questo è il dovere di ogni nazione. Questo è il dovere di ogni immigrante."

10avvr - 18/08/2009 17:38

per alberto falezza: evidentemente se nella nostra splendida città c' è puzza di m...a è perchè c' è la gente come te.... vattene da verona che non abbiamo bisogno di concittadini come te. se io vado in arabia saudita devo attenermi alle regole locali, se uno dall' arabia saudita viene qui deve attenersi alle regole locali. Principio della reciprocità..Facile, no? convivenza=rispetto delle regole

11alberofalezza - 18/08/2009 17:17

E' possibile controllare se le mutande di mccorna (che nn si firma) sono a norma e rispettano le precauzioni igeniche? perché in questa città ultimamente sento puzza di m***! E la sua puzza particolarmente.. Tanta puzza! Sento puzzo insopportabile di paure ingiustificate, tanfo di intolleranza, miasmi di razzismo strisciante e di egoismo crescente, verso chi è diverso per cultura o perchè chiede spiegazioni su scelte politiche che nn condivide. E ho eccome il coraggio di dirlo: a soffiare senza ritegno su questo schifo è la Lega Nord e il sindaco Tosi. E ho eccome il coraggio di dirlo: a Verona sempre di più si sentono discorsi che fanno paura, anche dal vicino di casa, o dal collega di lavoro, o dal postino. A Verona sempre di più sembra normale che un sindaco dica che la Polizia di Stato è comunista, o che un tal giudice è deficiente, o che ritiene normale che agli stranieri venga controllata l'idoneità del costume da bagno prima di entrare in piscina. Per favore, svegliamoci. Non voglio più stare zitto: io mi indigno. Infine gentile sig. Mccorna, si firmi e veda di imparare l'italiano! o quantomeno una lingua comprensibile ai più. O almeno tenti di addurre motivazioni pertinenti a perorare la sua causa, grazie. Alberto Falezza

12ciri85 - 18/08/2009 16:47

come al solito gli integralisti mascherati da difensori delle regole la sanno sempre più lunga degli altri, ed a verona abbiamo una solida tradizione di questi ottusi personaggi... posto che l'italia fino a prova contraria è ancora uno stato laico non hanno nessuna base discorsi da osteria padana del tenore noi loro essi casa nostra casa loro casa degli altri: l' Italia tutela ogni cittadino in egual modo senza distinzione di sesso razza RELIGIONE censo idee politiche e così via (consiglio la lettura di un libretto assolutamente alla portata di tutti: la Costituzione). Quello che fanno in paesi stranieri, giusto o sbagliato che sia non ci riguarda, tantomeno se deve stare alla base di una non megli precisata vendetta... oltre al fatto che questi signori che si ergono paladini della libertà individuale nei confronti della religione dovrebbero, quanto meno per coerenza, inorridire anche di fronte al crocifisso appeso nelle aule delle scuole PUBBLICHE, così non è quindi mi sembra che questi moralisti a corrente alternata lo siano solo quando gli fa comodo... chiarito questi semplici ( anche se non per tutti) concetti la domanda è: perchè tutta questa pignoleria nei confronti della signora quando non ho mai visto nessuno richiesto di abbassarsi il costumino per verificare l'etichetta? sarà mica che il direttore di fronte a queste mamme inorridite ( da che poi? perchè la signora non aveva tette e sedere di fuori?) non ha saputo fare altro che fare finta di fare qualcosa? risultato: umiliazione gratuita per la signora, brave mamme soddisfatte e la nostra città puntualmente riconfermata portabandiera di ignoranti ottusi intolleranti e razzisti della peggior risma... saluti

13baltimorer - 18/08/2009 16:21

invito il sig. Panzarini a controllare anche la composizione delle mutande che tantissimi ragazzini portano in bella mostra sotto i costumi a braghetta.....

14mccorna - 18/08/2009 15:58

Mi complimento con Alberto Falezza, perchè lui sa (anche magari non essendo stato presente) che tutte quelle persone che, come sottointente perchè non ha il coraggio di dirlo chiaramente, probabilmente erano leghiste, o comunqe di destra e sicuramente razziste!!!! Veramente bravo!!!! Ora lo considero un ignorante (colui che ignora...non è un'offesa), come ignoranti le persone che eventualmente si sono spaventate di un costume "diverso" dai nostri. Ma non le guardate mai le gare di nuoto in televisione......che costumi usano gli o le atleti?? Altro discorso riguarda le tradizioni.....mi chiedo se una donna occidentale andasse in piscina, nelle terre di queste signore islamiche e normalmente si mettesse il loro bikini.....cosa succederebbe? Allora è vero che noi ci dovremmo abituare di più agi usi e costumi delle persone arrivate da noi, ma è altrettanto vero che sopratutto loro si dovrebbero abituare, e in fretta, agli usi e costumi nostri, visto che ora vivono qui facendo parte delle nostre comunità (sempre se in regola con le leggi)!!!

15cecco68 - 18/08/2009 15:48

Favorevole a quanto attuato. Anzi doveva farlo fin da subito. Ricordiamoci che in casa nostra non devono venire ad insegnarci le regole. Se uno vuole tenere le proprie usanze, deve tollerare il fatto che è inserito in una cultura diversa dalla propria, una cultura - non dimentichiamo - abituata a frustare le donne che usano i pantaloni. Quindi le regole sono queste, volere o volare...

16Francesco82 - 18/08/2009 15:47

La "morale medievale islamica" tirata in ballo da fraval7 è la medesima morale dei tradizionalisti -anzi, integralisti- cattolici che celebrano messa a santa toscana. Inutile fare stupidi distinguo.. A propsito del "terrore" suscitato da questa persona, è aberrante. Come può un bambino spaventarsi per un costume da bagno (per inusuale che sia)? Non è che questo timore sia indotto dalle madri che magari preferiscono far rimbambire i figli davanti a "mamma tv"? Almeno lì le donne vengono mostrate con ampi strati di pelle nuda. Molto meglio no? Così impareranno a trattare le donne come oggetti, diventando come quegli integralisti islamici che tanto disprezzano. Francesco Molinari

17Marta Costa - 18/08/2009 15:22

Queste 'mamme' si preparino a scrivere delle letterine ai loro figli in carcere. Sì, educati ìn questo modo diventeranno delle bestie che uccidono per una sigaretta........tutto perché gli altri nn sono uguali a loro. Vero che certe donne dovrebbero avere il grembo secco piuttosto che mettere al mondo dei figli che poi nn sono in grado di educare. Marta Costa

18fraval7 - 18/08/2009 13:55

Il costume dell'ignoranza, tanto che la nostra religione tradizionalista si è adeguata da molto al fatto che viviamo a certe latitudini (ad esempio ammettendo il cibo suino e l'uso di alcolici rispetto a quando Mosè vagava nel deserto del Sinai). Purtroppo l'ISLAM, essendo ancora ad una morale medievale, pretende di varcare qualsiasi parallelo mantenendo inalterate le regole costruite scientificamente SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per chi le ideò in mezzo ad un deserto. Basta dunque con la tolleranza di questa arrogante ignoranza religiosa, che le donne col burkini si vadano a fare una loro piscina con regole islamiche a loro spese. E che i dementi che fanno tanto i tolleranti se la mettano via, avete fatto guerra nei '70 contro la morale della Chiesa, non crederete di passarla liscia ora facendo passare per normali le medievali regole dell'ISLAM FONDAMENTALISTA!

19gegiaste - 18/08/2009 12:36

Il direttore si è comportato in modo più che corretto. Bisogna lavorare ancora molto per l'integrazione però. Non credo che nessuno si debba spaventare nel vedere un costume diverso dal proprio o un colore della pelle diverso dal proprio. D'altra parte è evidente che le regole vanno rispettate da tutti ed è ovvio che non si può fare il bagno con indumenti non adatti all'uso in piscina.

20alberofalezza - 18/08/2009 11:57

Mamme "terrorizzate"??? Ma di che? Controllare che il costume fosse "a norma" per fare il bagno??? Perché "c'era chi non gradiva"??? E allora? io non gradisco i leghisti, compreso il sindaco, che alimentano sentimenti di odio razziale e insultano chi non è d'accordo perchè "è di sinistra" e solo perché è di sinistra. Li trovo altamente diseducativi, socialmente pericolosi e culturalmente barbari, e mi fanno terrore. E' possibile controllare se le loro mutande sono a norma e rispettano le precauzioni igeniche? perché in questa città ultimamente sento puzza di m***. Alberto Falezza

21cencionissimo - 18/08/2009 11:49

Sono d'accordo con lucapanna. Questi bambini "terrorizzati" sono frutto di genitori "poco aperti" (permettetemi l'eufemismo) alla multirazzialità. Andrebbero educati e non "difesi" da costumi diversi dai nostri! Sottolineo anche quanto viene riportato in fondo all'articolo. Le norme igieniche nelle piscine (estive, aggiungerei) sono poco più degli optional: dalla mancata doccia prima di entrare in acqua, ai costumi a braghetta usati tutto il giorno per attività varie; dalle cuffie di tessuto che si tolgono al primo tuffo, peraltro proibito.....ma i controlli sono affidati spesso ad assistenti bagnanti con poco più della loro età e non sono per niente autoritari. Tutto ciò si traduce in una accozzaglia di corpi spruzzanti che rendono quasi sempre impossibile altra attività a chi magari a figli piccoli. Quindi, per favore, lasciate stare l'etichetta dei tessuti!!!!! Stefano Zanoni

22uirzi - 18/08/2009 11:27

Forse saranno le islamiche che dovranno abituarsi al mondo che sta cambiando e indossare un bikini.

23lucapanna - 18/08/2009 10:25

Anche la "provinciale" Verona dovrà abituarsi al fatto che il mondo sta cambiando e la società sarà sempre più multirazziale, con tutte le conseguenze. Le mamme , invece di allarmarsi, dovrebbero spiegarlo ai loro figli.

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