Alle Santini scoppia il caso «burkini»
«Ci fa vedere l'etichetta del costume?»
RELIGIONI E CONVIVENZA. Si è presentata all'impianto sportivo con l'indumento da bagno ideato per le islamiche. Protesta delle mamme: «Spaventa i nostri bimbi». Alle Santini a una giovane mussulmana con il modello intero è stato chiesto se il costume era a norma
Verona. «Mostri l'etichetta per piacere». Se vuoi fare il bagno alle piscine comunali di via Santini il regolamento dice che devi far vedere di che tessuto è fatto il tuo costume. Ma solo se indossi il burkini, l'«abito tuta» in tessuto speciale ideato per le donne musulmane che non vogliono rinunciare al nuoto.
«La donna che fa il bagno vestita» si è presentata coi suoi tre bambini all'impianto sportivo a ridosso delle colline avesane, tra Quinzano e Ponte Crencano la settimana scorsa. E non era la prima volta. Ma è stata l'ultima. È arrivata, si è spogliata, si è rivestita, è entrata in acqua. E il direttore delle piscine ha preso provvedimenti: c'era chi non gradiva, evidentemente. E Bisognava fare qualcosa. Poi alcune mamme si sarebbero lamentate che i loro bimbi erano impauriti.
Christian Panzarini, il responsabile della struttura gestita dalla società Sport Management, ha affrontato la questione chiamando le «autorità competenti», come le ha definite - e cioè in Comune e, nello specifico, la responsabile delle piscine comunali Silva Polo - e, dopo essersi consultato con lei, ha poi deciso di procedere verificando innanzitutto l'idoneità del costume. «Per controllare», ha detto Panzarini, «che fosse a norma, idoneo a fare il bagno in piscina. Che non fosse un vestito normale insomma che potesse essere usato anche in altre circostanze». E per stabilirlo ha chiesto alla signora musulmana di farle avere, se non subito anche via mail, le specifiche tecniche del costume, per sapere cosa c'era scritto sull'etichetta.
«Non era la prima volta che veniva», spiega il direttore, «l'abbiamo sempre fatta entrare e ha fatto pure il bagno, senza problemi col suo costume intero. Alla terza volta le abbiamo solo chiesto se poteva farci vedere l'etichetta del costume, per capire se era effettivamente un costume e non un abito normale, una semplice precauzione igienica, insomma, niente di più. Le ho addirittura chiesto di farmi avere questa informazioni via mail, con calma, le ho lasciato l'indirizzo».
Una calma apparente però. Che la situazione per il giovane direttore della piscina non fosse così tranquilla lo si intuisce dalle parole di Silva Polo, responsabile delle piscine comunali, alla quale Panzarini si è rivolto. «Sì, mi ha chiamato per sapere come doveva comportarsi visto che alcune mamme si sarebbero lamentate dicendo che i loro bimbi erano terrorizzati e voleva essere sicuro di essere in regola e di poter così rispondere adeguatamente alle rimostranze». «Diciamo che questa per i veronesi è una situazione nuova», dice, «la gente non è abituata a vedere donne che fanno il bagno vestite, e comunque», rassicura, «nelle piscine comunali possono entrare tutti, purché siano rispettati i regolamenti, le norme igieniche».
Ma fare la doccia col costume ad esempio è igienico? Nelle piscine del Nord Europa è vietato proprio per ragioni igieniche. Qui invece è obbligatorio. «Ma qui si tratta di pudore, ci sono i bambini, abbiamo avuto diversi problemi». Col risultato che in doccia gli adulti devono fare le acrobazie per lavarsi e i bimbi girano tranquillamente nudi. «Eh, lo so», ammette la responsabile, «non dovrebbero nemmeno loro stare nudi».
Ma ci stanno eccome. Come in piscina ci stanno senza che nessuno abbia nulla da eccepire i sommozzatori per i corsi di sub con muta, pinne e bombole; i nuotatori con le «tute dei record»; i ragazzini con costumi a braghetta di tutti i tipi e con i quali spesso giocano a calcio o a pallavolo prima di tuffarsi in acqua dove immancabilmente lasciano sul fondo della piscina tutto quello che hanno in tasca.
Marzio Perbellini



1brolo - 26/08/2009 12:09
Il perchè da una questione di semplice igene ci sia gente che ne fa una caso polito-cultural-razzial-religioso, francamente non me lo spiego. Da parte mia penso che se il costumone lo indossassero anche nostre certe locali, sarebbe meglio...vedere certe masse adipose incastonate su di un mini bikini o su un nastrino di costume...francamente mi fa più paura che una mussulmana con il "Burkini". Per concludere, in piscina sarebbero vietati anche occhiali, orologi e quant'altro possa, in caso di urto, creare danno agli altri nuotatori...e poi la doccia prima di entrare...chi la fa più? Facciamo rispettare le regole che ci sono a tutti e allora ci sarebbero meno persone scandalizzate e meno speculazioni sui fatti!!!