Matrimoni civili con stranieri
Famiglia Cristiana attacca Tosi

IL CASO. A Uno Mattina, in diretta televisiva, botta e risposta tra il sindaco intervenuto da Palazzo Barbieri e un giornalista del settimanale dei Paolini. Il sindaco: «Qui le nuove norme annulleranno un centinaio di cerimonie» Anfossi: «Provvedimenti strumentali, non eravate la città dell'amore?»
13/08/2009
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Il balcone di Giulietta rischia di vedere meno matrimoni stranieri

Verona. Botta e risposta in diretta tivù tra il sindaco Flavio Tosi, intervenuto a sostegno delle nuove norme, prontamente applicate dal Comune scaligero, che consentono le nozze con stranieri extracomunitari e fra immigrati solo a chi è in possesso di regolare permesso di soggiorno e il giornalista di Famiglia cristiana, Francesco Anfossi in collegamento da Milano. «Fa effetto», esclama quest'ultimo, «che i primi provvedimenti per impedire questi matrimoni siano stati emessi proprio nella città di Giulietta e Romeo».
Su 22 matrimoni civili che avrebbero dovuto essere celebrati a Palazzo Barbieri da sabato scorso, giorno in cui sono entrate in vigore le norme del cosiddetto pacchetto sicurezza, la metà sono saltati. Hanno dovuto rinunciare alla cerimonia anche alcune coppie di immigrati dal Ghana e dalla Nigeria. E dei quattro previsti oggi si è salvato un solo matrimonio, mentre sabato, ferragosto, ne saranno celebrati sei sui dieci programmati.
Di questi «risultati», Tosi ha parlato ieri nel corso della trasmissione «Unomattina estate», condotta su Raiuno da Arnaldo Colasanti e Miriam Leone. «Finora quasi la metà dei matrimoni tra stranieri o tra italiani e stranieri», conferma il sindaco durante il collegamento in diretta da Verona, «sono saltati. Se siano nozze di convenienza non so, sicuramente molte sono d'amore, ma portare a termine un atto di stato civile con una persona clandestina era una stortura tutta italiana».
Nello studio Rai di Roma c'è anche l'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione matrimonialisti italiani, che parla di «mercato dei matrimoni combinati, con vere e proprie tariffe che vanno dai 5mila ai 20mila euro», di un «30 per cento dei matrimoni misti che ha per obiettivo l'ottenimento della cittadinanza italiana» e di «tribunali italiani intasati di pratiche di separazione e divorzio, esito cui va incontro quasi l'80 per cento dei matrimoni misti».
Ma ora, con le nuove regole, assicura, «la ricreazione è finita». Musica per le orecchie del leghista Tosi, che sottolinea: «Nel Comune di Verona, ogni anno, si sposano civilmente circa 600 coppie, il 40 per cento delle quali con stranieri, ebbene, con le nuove norme saranno un centinaio i matrimoni che non si potranno fare».
E a chi gli chiede quanti siano nella nostra città i matrimoni combinati, risponde: «Le situazioni anomale sono poche e quasi sempre le nozze sono tra stranieri, ma ora se un ufficiale di stato civile non riceve i documenti richiesti, fra cui il permesso di soggiorno, non può più celebrare le nozze».
Ma il giornalista di Famiglia cristiana che interviene pochi secondi prima che la linea venga data al telegiornale, boccia su tutta la linea i «provvedimenti strumentali di chiaro sapore politico che non risolveranno il problema delle nozze truffaldine, e che saranno spazzati via dalla Consulta. Ma intanto», aggiunge, «avranno consentito alla Lega di raccogliere il consenso per portare Tosi alla presidenza della Regione Veneto». E.S.




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