Domingo, il successo è anche una biografia
FESTIVAL ARENIANO. PRESENTATO IERI ALLA GRAN GUARDIA IL VOLUME DI FRANCESCA ZARDINI DEDICATO AL TENORE SPAGNOLO CHE DOMANI DIRIGERÀ «CARMEN»«Come concertatore spero di essere fedele alla creatività dei compositori» I tanti ricordi di una carriera strepitosa. «Mi manca Luciano Pavarotti»
Verona. Placido Domingo sul podio, in veste di direttore d'orchestra -inaugurerà dopodomani anche l' 87° Festival all'Arena di Verona con Carmen- non è sicuramente una novità di questi tempi, ma semmai una passione che da sempre ha alimentato il suo cuore. Per niente i suoi primi studi musicali, ancora prima di iniziare col canto, sono stati al Conservatorio di Città del Messico, col pianoforte e la direzione d'orchestra.
Ieri nell'assistere alla presentazione del nuovo libro sulla sua carriera -«Placido Domingo, direttore d'orchestra» edito da Umberto Allemandi & C. di Francesca Zardini, svoltosi alla Sala Convegni della Gran Guardia di Verona, il tenore ha voluto sottolineare questa sua non secondaria attività, che lo vede spesso alla conduzione di grandi orchestre internazionali, al Metropolitan di New York, al Covent Garden di Londra, all'Opera di Stato di Vienna, con le Filarmoniche di Berlino e Vienna, con la London Symphony, con la Sinfonica di Chicago.
Ben 450 concertazioni, nel suo carniere, con 34 titoli operistici e molti concerti sinfonici, tanto per stare in tema.
Domingo è un personaggio multiforme, vorace, poliedrico, curioso di ogni nuova partitura, di ogni progetto artistico che gli viene a tiro e che possa allargare ed estendere ancor più i suoi infiniti orizzonti artistici e non smette mai di mostrarlo. Ieri durante la presentazione del suo nuovo libro - inizia dagli esordi sul podio del 1972 - introdotta dal sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, Francesco Girondini e dalla curatrice Francesca Zardini, ha ricordato numerosi episodi e aneddoti, anche curiosi della sua carriera, come i quattro anniversari dei suoi 40 anni con: il debutto italiano, con l'Arena di Verona, come Calaf nella Turandot, con la Scala di Milano e con una «formidabile collega come Birgit Nilsson». E come in qualche situazione abbia dovuto abbandonare la veste di direttore per rimpiazzare un collega impossibilitato a cantare.
«Come direttore spero sempre di servire il compositore e di essere fedele a tutti i segni espressi nelle partiture che dirigo - ha soggiunto - ma di essere sempre anche al servizio di chi canta, soprattutto della generazione più giovane che comincia ad affacciarsi alla ribalta.» Alle diverse domande che gli sono state rivolte dai giornalisti, ha ricordato «un adorabile amico, come Luciano Pavarotti» e che «la felice avventura dei tre tenori non si potrà più ripetere con nessun altro collega .Mi piacerebbe poter ancora cantare e dirigere, ma ne parleremo nei prossimi giorni -ha pure soggiunto, riferendosi ai suoi rapporti con l'Arena di Verona e dichiarandosi poi moderatamente favorevole all'uso dei microfoni per l'opera all'aperto «anche se in certe ore della serata, l'acustica dell'Arena è unica e troppo affascinante».
Ha ricordato pure i suoi grandi modelli nella direzione d'orchestra, da Carlo Kleiber («nessuno come lui ha saputo esaltare effetti musicali così strepitosi»), a Herbert von Karajan, Georg Solti, Claudio Abbado e ha parlato dei suoi progetti futuri, quelli del «Il postino» (farà la parte di Neruda) nuova opera del messicano Daniel Catàn, assieme a Rolando Villazon e a Nancy Fabiola Herrera, «che però verrà rimandata al settembre 2010», del «Simon Boccanegr», «ma non canterò da baritono, ma con la mia voce da tenore», di «Thais» di Jules Massenet e dell'«Ercole» di Vivaldi.
«Sono però un po' inquieto» ha soggiunto, nel dipingere la situazione artistica e soprattutto finanziaria dei teatri che dirige (Washington e Los Angeles). Alla conferenza stampa veronese erano presenti «vecchi compagni di avventura» del grande tenore spagnolo, come il soprano veronese Cecilia Gasdia, il regista americano John Pascoe, il critico Harvey Sachs, il più grande esperto al mondo di Toscanini e due recenti vincitori del suo concorso «Operalia», il soprano cinese Hui He e il tenore brasiliano Thiago Arancam.
Gianni Villani
Gianni Villani
