Musica
in piazza Dante
blitz con multe
e denunce
Un’operazione dei vigili per far rispettare l’ordinanza che vieta di suonare strumenti musicali nelle strade dopo le 22. Fischi e spintoni, arrivano agenti in assetto anti sommossa. I ragazzi devono rispondere di resistenza
Verona. Note stonate quelle che si sono levate l'altra sera da piazza Dante. Sono infatti fioccate le prime multe ai suonatori disobbedienti ai danni di due giovani di 19 e 22 anni che, con i loro strumenti a percussione, contravvenivano all'ordinanza numero 39 che vieta di suonare strumenti musicali nelle vie, nelle piazze, nei vicoli della città dopo le 22.
Ma la reazione più dura l'ha causata la melodia di una chitarra, che in una manciata di secondi ha fatto convergere in piazza polizia e carabinieri, tra i fischi, le urla e gli sguardi sgomenti dei ragazzi, all'incirca 150.
E che dopo qualche tafferuglio ha portato al fermo e alla denuncia a piede libero di due ragazzi, che ora dovranno rispondere di varie imputazioni tra cui resistenza a pubblico ufficiale, con le relative aggravanti.
I «butei e le butele di piazza Dante», che si sono detti «spaventati e indignati dalla reazione delle forze dell'ordine, hanno già organizzato un sit-in di protesta contro l'ordinanza e tutti i divieti imposti dall'amministrazione», per domani pomeriggio, dalle 17 in poi, rigorosamente in piazza Dante.
L'altra sera, l'operazione «anti-bongo» della polizia municipale è scattata poco dopo le 23.30. Quattro macchine dei vigili, una decina di agenti in totale, hanno fatto rotta in piazza per far rispettare l'ordinanza e staccare le prime multe. Hanno avvicinato il gruppo di suonatori, identificandone prima uno, uno studente, poi l'altro, un impiegato.
Immediata la reazione del gruppo che ha intonato canti, fischiato i vigili, urlato «vergogna» e battuto le mani in segno di sfida. Ma la festa è proseguita. E nonostante la presenza dei vigili e di alcuni agenti della Digos in borghese, più volte gli strumenti hanno ripreso a suonare, più volte gli agenti si sono avvicinati senza però riuscire ad identificare l'autore delle performance sonore.
Intanto, una colletta improvvisata tra i ragazzi ha raccolto 80 euro come contributo spese per le multe. La situazione è però precipitata poco prima dell'una di notte. I bonghi tacevano, ma una chitarra ha fatto nuovamente intervenire il vicecomandante Lorenzo Grella che ha intimato al musicista, seduto per terra, in cerchio con altri amici, di fornire i documenti per poter elevare la contravvenzione.
Dopo il rifiuto del giovane e il tentativo di farlo alzare, mentre l'altro opponeva resistenza passiva, sono volati strattoni tra i vigili e i ragazzi che nel frattempo si erano radunati attorno al chitarrista.
I vigili hanno allertato la polizia e carabinieri presenti in zona con una decina di auto: nel giro di una manciata di secondi hanno fatto irruzione in piazza in assetto antisommossa, con i caschi in testa e i manganelli in mano.
Sono volati urla, fischi e colpi da una parte e dall'altra: tanta paura negli occhi dei più giovani e rabbia contro quella che ritengono, come hanno ribadito ieri pomeriggio «un'aggressione violenta e ingiustificata contro un gruppo di giovani armati solo di una chitarra». Alla fine degli scontri, due ragazzi sono stati presi e portati dalla polizia municipale al comando.
Rilasciati intorno le due e mezza di notte, sono ora indagati per resistenza a pubblico ufficiale e mancata esibizione dei documenti. Uno dei due è stato accompagnato al pronto soccorso con un sopracciglio tumefatto, varie botte e segni sulla schiena e le braccia.
Ieri, per tutta la giornata, sui siti web è cresciuta la protesta. dei giovani.
«Nonostante tutto questo, mercoledì saremo di nuovo qui», è il messaggio che i giovani hanno voluto ribadire.



1mostro1975 - 11/06/2009 15:13
Ridicolo è, pensare che di Mercoledì sera, giorno feriale per tutti i lavoratori, dopo le 22, si possa suonare musica in zona abitativa senza disturbare gli abitanti del luogo!!!Questo vale per qualsiasi luogo e, a mio avviso, va al di là di tutte le ordinanze comunali o rivendicazioni politiche, si chiama senso civico.