Girondini a Bondi: «Arena nell'Olimpo»

LA RIFORMA DELLE FONDAZIONI LIRICHE. Il sovrintendente si appella al ministro dei Beni culturali: «Creiamo un indotto per la città di 500 milioni». Il sindaco Tosi: «I contributi economici statali vanno parametrati a dimensioni e caratteristiche degli enti». «Se Scala e Santa Cecilia esigono lo status di teatri nazionali noi vogliamo quello di internazionale. Metà dei nostri spettatori vengono dall'estero»
29/05/2009
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Il gong in Arena che segnala l'inizio dell'opera

Verona. Un'Arena nell'Olimpo dei teatri lirici del mondo. Visto che come nessun'altra attira stranieri, vuole il marchio di internazionale. Non che non lo sia già. Ma il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini, presentando l'87° Festival areniano, punta a un riconoscimento istituzionale.
E lo fa proprio nel momento in cui il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, sta studiando una riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche italiane — sono 14 — che dovrebbe portare a individuarne due di «eccellenza», cioè la Scala di Milano e l'Accademia nazionale Santa Cecilia di Roma. «Se loro vogliono lo status di teatri nazionali, allora mi sembra giusto che l'Arena abbia quello di teatro internazionale», spiega Girondini, che ha già manifestato la sua richiesta a Salvatore Nastasi, capo di gabinetto di Bondi e negli ultimi mesi dell'anno scorso commissario della Fondazione Arena.
«Siamo l'unico teatro in Italia con il 40 per cento dei spettatori dall'estero», precisa Girondini, insieme al sindaco e presidente della Fondazione, Flavio Tosi, con i consiglieri di amministrazione Luigi Tuppini, presidente dell'Accademia dei Filarmonici, Renzo Rossi e con il direttore artistico Gianni Tangucci. «Chiediamo che il ministro Bondi riconosca questa nostra caratteristica peculiare», aggiunge Girondini, ricordando come «l'attività dell'Arena attira ogni estate mezzo milione di persone e produce un indotto per la città di 500 milioni. In un periodo di crisi generalizzata è una realtà che va considerata nella sua giusta misura».
Il sovrintendente fonda la richiesta al Governo anche sul percorso di ripresa sostenuto dalla Fondazione. «Dal 2002 al 2007 era stato accumulato un buco di bilancio di 16 milioni 200mila euro, che abbiamo ereditato, mentre noi riusciremo a chiudere il bilancio 2008 con un utile di esercizio», prosegue Girondini, ringraziando per il loro appoggio lo Stato, che eroga il Fondo unico dello spettacolo (Fus) nella misura di 14 milioni, per l'Arena, e che nel 2009 è stato mantenuto come per il 2008.
Il dirigente della Fondazione lirico-sinfonica scaligera cita l'attività invernale del Teatro Filarmonico — «meno spese, più incassi» — e ricorda l'apporto dei soci Regione (un milione l'anno di contributo ordinario), e poi Provincia e Camera di commercio (destinano l'8 per cento del Fus) e Comune, che oltre a essere proprietario dell'Arena ha destinato il magazzino di via Gelmetto e l'ala ovest dell'ex Arsenale per rimpolpare il patrimonio della Fondazione. «Abbiamo un bilancio in attivo perché abbiamo saputo diminuire le spese e aumentare le entrate», conclude Girondini, che poi ringrazia per il contributo gli sponsor come Unicredit (major partner), presente con Antonella Massari, e poi Calzedonia-Intimissimi di Sandro Veronesi e Volkswagen, presente con Max Auerspeig, che con altri sponsor minori portano nelle casse dell'Arena circa due milioni l'anno.
«Ora ci appelliamo agli industriali della città affinché diano un sostegno alla Fondazione», conclude Girondini.
«Al sovrintendente e al Consiglio di amministrazione i complimenti per i brillanti risultati conseguiti sul piano economico», dice Tosi, «che hanno riportato in attivo il bilancio della Fondazione.
Quanto al Fus, ci batteremo perché venga mantenuto sui livelli che merita la Fondazione Arena, visto il numero di dipendenti, la sua struttura, i suoi costi e anche quello di spettatori».

Enrico Giardini

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