Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
Cerca

sabato, 26 luglio 2014

Chiudi

14.04.2013

Hanno picchiato 14 coetanei
Scoperti e denunciati sei bulli

CEREA. I carabinieri sono risaliti ai giovani, fra cui tre minorenni, ritenuti gli autori di pestaggi, lesioni e danneggiamenti

L'indagine è partita dall'esposto di un 21enne preso a sprangate I militari hanno poi rintracciato le altre vittime colpite nel 2012

I carabinieri di Cerea hanno scoperto e denunciato la banda di bulli dopo una lunga indagine
I carabinieri di Cerea hanno scoperto e denunciato la banda di bulli dopo una lunga indagine
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia

Per mesi hanno tormentato e terrorizzato all'esterno di bar e locali frequentati dai giovanissimi della Bassa diversi loro coetanei a suon di pugni, calci, sberle, minacce e offese pesanti. Senza un apparente motivo e cercando ogni volta il pretesto per prendersela con qualcuno a caso, solo per il gusto di divertirsi e di chiudere la serata con risse culminate in molti casi al Pronto soccorso dell'ospedale di Legnago. Con in più l'aggravante di vantarsi delle loro prodezze da codice penale, degne del peggior bullismo, sulle pagine di Facebook dove postavano regolarmente il «bollettino di guerra» delle notte brave scandite da pestaggi, violenza e danneggiamenti. Ma la banda in questione, composta da tre maggiorenni e da altrettanti minori residenti nella città del mobile e in Comuni limitrofi, non è riuscita a farla franca ed ora dovrà rispondere davanti al giudice di una catena di prepotenze, molestie e lesioni commesse ai danni di almeno 14 giovani attirati in birrerie e pub ceretani sia dal circondario che dall'Est veronese. Anche se gli inquirenti ritengono che il numero delle vittime, tutte tra i 19 e i 22 anni, possa essere più alto di fronte ad una certa paura e ritrosia a sporgere denuncia per timore di ripercussioni. A smascherare i sei bulli, identificandoli uno per uno, ci hanno pensato infatti i carabinieri della stazione di Cerea al termine di una lunga e complessa indagine coordinata dal comandante Sabatino Ramolo. Un'indagine contrassegnata da appostamenti, controlli in borghese negli indirizzi della «movida» più gettonati dalle comitive giovanili, verifiche su Facebook e sugli altri social network passati al setaccio per risalire ai ragazzi picchiati e ai loro aguzzini. A far scattare le ricerche dell'Arma è stata la denuncia sporta nella caserma cittadina da un 21enne di San Pietro di Morubio, che la notte dello scorso 16 maggio, nella zona di via Pascoli, venne selvaggiamente bastonato con una spranga di ferro dal gruppo, che gli procurò lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. I bulli si scagliarono poi contro gli amici del giovane intervenuti a difenderlo e con l'auto di uno di loro. Quello fu l'episodio più eclatante di un'escalation di zuffe, percosse e scene raccapriccianti avvenute tra l'aprile e il luglio del 2012 ma rimaste a lungo oscure alle forze dell'ordine a causa del terrore delle vittime che hanno preferito sopportare in silenzio. Il lavoro certosino dei militari, che hanno trascorso molte serate nei locali frequentati dalla banda per raccogliere indizi ed avvicinare le presunte vittime, ha permesso però di risalire ad altri 13 dei ragazzi aggrediti, nove dei quali hanno presenato denuncia dopo essere stati convocati in caserma. Si tratta di giovani, perlopiù studenti universitari, che abitano tra Cerea, Albaredo, Bovolone e San Bonifacio.  Ad imprimere un'importante accelerata alle indagini ha contribuito anche la cinquantina tra messaggi e commenti rintracciati su Facebook ed analizzati dai carabinieri dove i bulli avevano inserito nero su bianco i vari episodi violenti su cui avevano messo la loro firma, spesso in preda ai fumi dell'alcol. Con frasi del tipo «La sera più bella, pieni marci e risse» che, cosa sconcertante, hanno collezionato consensi ed apprezzamenti da parte di tanti coetanei in rete. Alla fine tanta fatica è stata premiata e i carabinieri hanno completato un puzzle, che ha dato un nome ed un volto ai giovani aggressori. Si tratta di un operaio di 19 anni e di due suoi coetanei nullafacenti, residenti come lui a Cerea, rispettivamente di 19 e 21 anni. I tre sono stati già denunciati a piede libero per lesioni, minacce e danneggiamento. I loro complici minorenni, deferiti per gli stessi reati al Trubunale per i minori di Venezia, sono invece studenti delle superiori: un 16enne di Nogara, un altro 16enne ed un 17enne di Gazzo. Di fronte a questa brutta storia, che lascia l'amaro in bocca, Francesco Provvidenza, capitano della compagnia dei carabinieri di Legnago, lancia un monito ed invita i ragazzi a non fare un uso malato di internet e di Facebook. «Il web e i social network oggi in voga», sottolinea, «sono strumenti importantissimi per i giovani, che accorciano le distanze e facilitano la comunicazione. Tuttavia sono anche strumenti pericolosi con cui si può offendere e danneggiare le altre persone, commettendo dei reati». «Chi li usa», conclude il capitano, «non deve perciò dimenticare che stare nascosti dietro lo schermo, con l'illusione dall'anomimato, non mette al riparo dalle pesanti conseguenze insite in un impiego sconsiderato, che sempre più spesso sfocia nel cyberbullismo».

Stefano Nicoli

Il meteo

Verona

Multimedia

Telearena live

Tendenze su Twitter

Twitter

Facebook

Sondaggio

Hellas e Chievo hanno presentato le nuove maglie. Secondo te qual è la più bella?
Le nuove maglie di Hellas e Chievo
ok

Agenda

Teatro
Turandot
L'ultima grande opera di Puccini L'idea di ispirarsi ...
Concerti
Altermonia
Altermonia
Concerti
Steve Hackett
A grande richiesta, il Genesis Extended tour torna ...