Al ristoratore è stata contestata la premeditazione
Verona. Alle 23 Andrea è stata dichiarata morta: oggi Giacomo Attolini, difeso dall'avvocato Guido Beghini, sarà davanti al gip per rispondere di omicidio e tentato omicidio aggravati dalla premeditazione. Un epilogo annunciato, quello della donna ferita a morte da un colpo di pistola sparato a bruciapelo, alla testa. Tiberio Sutic, il marito, è stato invece salvato dal portafoglio: il proiettile esploso dalla Smith&Wesson di Giacomo Attolini avrebbe raggiunto in pieno petto Tiberio Sutik, il marito di Andrea, e avrebbe potuto ucciderlo. E se un miracolo c'è stato, in questa brutta vicenda in cui sono entrate prevaricazioni, paura e morte, lo si deve all'involucro di cuoio che il giovane custodiva nella tasca. Il resto, cioè le avances pesanti che Attolini fece alla giovane, madre di un bimbo di quattro anni, le pressioni affinchè non raccontasse nulla, la denuncia che la donna invece presentò regolarmente ai carabinieri, il fatto che il ristoratore avesse saputo di essere indagato e per questo da giorni la chiamava con insistenza, rappresenta lo scenario inquitante di questa storia. Il preludio di una tragedia consumata in mezzo alla strada, davanti agli occhi di un bimbo. Al ristoratore di Villafranca il pm Marco Zenatelli ha contestato la premeditazione: non solo perchè era uscito di casa portando con sè l'arma ma soprattutto perchè domenica mattina, dopo che la coppia non si era presentata all'appuntamento che lui aveva fissato nel suo ristorante, era andato davanti alla caserma dei carabinieri di Villafranca perchè a tutti i costi voleva sapere dove abitavano i Sutic. Una informazione che però non ha ricevuto ed è stato invitato a presentarsi per comunicare il nome di un legale. Già, Andrea era andata a denunciare quelle avances pesanti da parte del suo datore di lavoro e i militari lo avevano convocato per invitarlo ad eleggere domicilio da un avvocato. Da quel momento ha iniziato a tormentare la coppia, voleva incontrarli ma loro avevano paura. Di ricatti e di denaro chiesto per ritirare la denuncia ha parlato solo Attolini. «La signora ha denunciato la violenza ben prima di domenica, se poi sono intervenuti altri comportamenti lo appureremo ma ritengo che il modo in cui i media hanno presentato la vicenda tradisca un certo pregiudizio», il secco commento del pm. «Raramente intervengo ma guardando i telegiornali mi sono innervosito, le notizie diffuse dipingono uno scenario diverso da quello effettivo. Credo che prima di parlare di romeni o di italiani sia doveroso parlare di persone».F.M.
Tweet