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12.09.2012

I VOSTRI RACCONTI /1

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Buongiorno,vi ringrazio di questa bella oppurtinità

L'esperienza che voglio raccontare è quella di mio marito, 43 anni che una sabato mattina, attorno alle 5.30, ho trovato in bagno, steso, impotente di muoversi e di parlare ma certamente cosciente. Chiamato il 118 ho ricevuto alcune indicazioni su come comportarmi da lì all'arrivo dell'ambulanza. Devo dire che quei minuti mi sono sembrati interminabili... Quando è arrivata l'ambulanza è stato subito richiesto l'intervento dell'auto medica; ma quella richiesta è stata inutile in quanto la centrale l'aveva già inviata e il medico è arrivato immediatamente. Il medico, dopo aver visto velocemente la situazione, mi ha chiesto più volte da quanto tempo si trovasse lì... Non capivo l'importanza di questa informazione!!! anche perchè non potevo rispondere con certezza. E in quel momento non capivo  neanche perchè il medico sembrava colto da una sorprendente calma e seduto in cucina al telefono con la centrale..  Cosa stava succedendo? perchè non partivano visto che mio marito era già in ambulanza?

Poi ho capito tutto: il medico aveva fatto la diagnosi corretta (ICTUS) e aspettava l'ok da parte della centrale per portarlo a Borgo Trento dove esiste (per fortuna) l'unità altamente specializzata di stroke unit. Evidentemente l'ok non arrivava perchè la mia zona di residenza risulta di competenza dell'spedale di Borgo Roma. Ho sentito questo medico agitarsi e affermare con decisione: 'Devo portarlo là!'. Arrivato l'ok l'ambulanza è partita. Poi ho capito anche che se il medico non fosse stato così determinato, probabilmete mio marito sarebbe vissuto lo stesso, ma come? La tempestività, in questi casi è determinante perchè le cure di cui oggi la medicina dispone siano efficaci. Probabilmete se fosse stato ricoverato prima in Borgo Roma per poi essere trasferito in Borgo Trento si sarebbe perso tempo prezioso e le cose non sarebbero andate come effettivamente poi sono andate: mio marito, nonostante la situazione sia sembrata da subito piuttosto seria, ha ripreso la sua vita normale grazie alle cure avute poi in reparto.

Credo che non dimenticherò mai il volto di quel medico quando poi in PS alla mia domanda :'Dottore, potrebbe essere un ictus?' mi ha risposto: 'SI, ma qua è nel posto giusto. Ora speriamo....'

GRAZIE di cuore a tutte le persone che operano nel 118 con grande professionalità, umanità e disponibilià!

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