12.09.2012
Il devastante incendio si è sviluppato verso le 20.30 nel deposito Brendolan per cause da chiarire e ha provocato danni ingenti. Alte lingue di fuoco e scoppi in viale del Lavoro. Il fumo visibile a 25 chilometri di distanza. L'anno scorso un altro disastroso falò.
Belfiore. Un'esplosione simile allo scoppio di una bomba e poi fiamme. Subito i belfioresi che abitano vicino al deposito dell'azienda commerciale Brendolan, che scappano in strada per vedere cosa sta succedendo. Sette camion completamente distrutti dal fuoco nel giro di mezz'ora.
È accaduto ieri sera intorno alle 21 in via del Lavoro, al deposito della ditta Commerciale Brendolan di Belfiore. Otto minuti prima delle 21 si è udita una forte esplosione. Poi le fiamme hanno avvolto il primo tir con impresso il marchio A&O. Nel giro di pochi minuti, i bilici vicini sono stati contagiati dall'incendio. Uno dietro l'altro hanno preso fuoco altri sei bilici. Pochi minuti dopo le 21, i vigili del fuoco si trovavano già sul posto: sono intervenuti con tre autobotti provenienti dai distaccamenti di Verona, Legnago e Lonigo, più un'autoscala. I pompieri hanno direzionato subito gli idranti verso gli pneumatici e le motrici.
Alle 21.30 è giunta un'autogru con la quale sono state trascinate le motrici dei mezzi pensanti avvolti dalle fiamme, portandole in posizione di sicurezza. Intanto alcuni dipendenti accorsi sul posto si sono occupati di spostare gli altri camion vicini a quelli che stavano bruciando. Nel frattempo i volontari della Protezione civile comunale di Belfiore e i carabinieri della stazione di San Bonifacio, hanno chiuso gli accessi sud e nord di via del Lavoro per permettere alle autobotti di rifornirsi e transitare in tutta sicurezza. Infatti la calca di persone attorno al deposito, minuto dopo minuto, continuava a crescere.
Non solo i residenti, ma dopo le 21.15 hanno iniziato ad arrivare anche auto dai paesi vicini. Decine e decine di persone, forse oltre un centinaio si sono disposte in tra gruppi attorno al deposito, molte con il telefonino per immortalare il rogo. Sms sono giunti ai presenti da chi si stava portando a Belfiore, chiedendo quale fosse il deposito andato a fuoco. Le prime immagini del rogo alle 21.40 si trovavano già in rete.
La colonna di fumo e fiamme si è levata altissima intorno alle 21.20: si poteva vedere a 25 chilometri di distanza. Si sono accorti del rogo residenti di Arcole, San Bonifacio, Caldiero, Ronco all'Adige, Oppeano, Zevio e chiamate sono giunte persino da Bovolone. Il centro di magazzinaggio e distribuzione a Belfiore è il principale della catena che raggruppa i marchi A&O, Galassia, Famila, Iperfamila e C+C. Nel deposito al momento dell'incendio si trovavano una quarantina di mezzi, molti di quelli vicini al punto dello scoppio erano camion frigo. I residenti si sono allarmati più che altro per gli scoppi che si sono succeduti. Si è trattato degli pneumatici che scoppiavano quando raggiungevano il massimo calore che potevano sopportare.
I residenti lungo via Cicogna, la laterale che costeggia proprio il deposito dalla parte del parcheggio interno, sono rimasti fuori dalle abitazioni in via precauzionale per oltre un'ora. Le fiamme sono state domate venti minuti prima della 23. Altri sette, otto camion, sono stati salvati perchè sono stati spostati appena in tempo. Se fossero rimasti a fianco di quelli andati a fuoco, avrebbero probabilmente fatto la stessa fine. Quelli bruciati alla fine sono sette in tutto. Il sindaco di Belfiore, Davide Pagangriso è rimasto a controllare la situazione, soprattutto per sapere se la popolazione residente stava correndo rischi. L'odore acre in tutto il paese si sentiva forte.
Ma terminata la prima fase di emergenza, i vigili del fuoco hanno tranquillizzato il primo cittadino. «In casi come questi, i vigili del fuoco mi hanno assicurato che non ci sono rischi per i cittadini», avvertiva ieri sera poco prima delle 23 Pagangriso, «non è stato necessario nemmeno chiamare l'agenzia Arpav per effettuare i controlli. Dunque i belfioresi possono stare tranquilli».
Dei cassoni in lamiera nel caso dei camion frigo o in tela plasticata per quelli normali, alle 23 erano rimasti solo gli scheletri. Anche le sette motrici comunque non potranno più essere impiegate. La prontezza dei soccorsi ha evitato che l'incendio assumesse proporzioni ben maggiori, dato il numero di mezzi parcheggiati all'interno dell'azienda durante la notte, uno accanto all'altro in buon ordine.
Non è certo il primo incendio che la Commerciale Brendolan deve affrontare. Nel febbraio del 2011 il deposito di Caldiero della stessa catena della grande distribuzione che ha punti vendita in tutta la penisola, è andato a fuoco. Ma in quel caso sono arsi tre quarti del deposito. In questo caso l'incendio è stato limitato ai veicoli: sia gli uffici che il magazzino si sono salvati.
Zeno Martini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli da leggere
Partecipa. Inviaci i tuoi commenti