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10.09.2012

È morto il quarantenne investito sullo scooter

STRADE INSANGUINATE. L'incidente era avvenuto sabato sera a Bussolengo, sulla Regionale. Fabio Roncolato era un ex calciatore della Virtus. «Pieno di energie», ricorda Fresco, «bravo in campo come nella vita»

La Regionale 11, strada su cui è avvenuto l'incidente

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Verona. È arrivato in ospedale, ma poco dopo è morto. Non c'è stato scampo per Fabio Roncolato, quarantenne di Salizzole, ma che abitava con la sua compagna a Bussolengo, che ieri sera alle 20, sulla Regionale 11, in prossimità dello svincolo autostradale, nel comune di Bussolengo è stato vittima di un incidente stradale.
L'uomo che lascia la compagna e i suoi familiari nella Bassa, stava viaggiando sul suo scooter e per cause in corso d'accertamento da parte della polizia locale di Bussolengo è stato investito da un'automobilista che gli ha tagliato la strada, probabilmente per una mancata precedenza. Sabato sera sul luogo dell'incidente era arrivata anche la compagna della vittima. La polizia locale del comune ha tentato invano di consolarla.
La coppia si stava recando allo Stadio per tifare la loro squadra del cuore in occasione di Verona-Reggina, che si sarebbe disputata alle 20.45. Ma arrivati ai tornelli, la compagna di Roncolato s'è accorta di non avere con sè alcun documento. E con le nuove leggi è impossibile entrare allo stadio senza essere identificati. Così Roncolato non ci ha pensato due volte, è salito di nuovo sullo scooter deciso a recuperare a casa il documento. Ma allo stadio non ha fatto più ritorno. La compagna non vedendolo riapparire ha iniziato a telefonare al cellulare di Fabio, ma non rispondeva, poi s'è fatta accompagnare verso casa, temendo fosse accaduto qualcosa al suo Fabio su quella strada e l'ha trovato mentre il personale di Verona Emergenza tentava di rianimarlo. Poi l'ambulanza è partita alla volta di Borgo Trento, ma per Roncolato non c'è stato alcunchè da fare, i politraumi l'hanno ucciso.
La notizia della morte dell'operaio che lavorava a Car Diesel, s'è sparsa in fretta nell'ambiente che l'uomo ha frequentato per tanti anni, quello del calcio.
La vittima dal 1993 al '98 aveva giocato come centrocampista nella Virtus, lo ricorda bene Luigi Fresco.
«Fabio era una forza della natura, gli piaceva divertirsi, era un compagnone. Ogni anno con la squadra a fine campionato facevamo un viaggio. Ricordo un anno, a Tenerife, torno in hotel e vedo Fabio sul tetto. Era bravo a fare il condor, così con un altro della squadra s'era piazzato là sopra a fare il rapace. Un'altra volta in piscina ci ha fatti piegare in due dalle risate perchè aveva deciso di imitare la balena innamorata. Fabio era così. in campo era bravissimo, serio agli allenamenti. Poi purtroppo ha avuto una serie di infortuni al ginocchio e anche interventi e così ha detto addio al calcio», conclude Fresco, «c'è stato un periodo che giocavano in squadra sia lui che il fratello. Mi spiace proprio che sia finita così, ogni anno passava a salutarci. Era un uomo pieno di vita e di interessi, da noi aveva fatto anche l'obiettore di coscienza. Era sempre pronto a dare una mano. Ci mancherà».


Alessandra Vaccari

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