24.08.2012
COLOGNA. Blitz dei carabinieri contro un gruppo di nomadi, definiti «Caminanti di Noto», accusati di un raid in città. Tre sono stati denunciati mentre altri trenta sono stati deferiti per furto e danni e per aver usato abusivamente l'acqua consortile
Cologna. Purtroppo non è neanche una truffa nuova di zecca, eppure va quasi sempre a segno. Soprattutto se a compierla sono i cosiddetti «Caminanti di Noto», banda specializzati nell'inganno dello specchietto rotto che per qualche tempo si sono insediati nella zona artigianale di Cologna, portando scompiglio e microcrimi. Come l'inganno dello specchietto restrovisore che consiste, sostanzialmente, nel gettare una biglia addosso all'auto della vittima designata - di solito un anziano - producendo un rumore di auto che cozzano tra loro e poi l'avvicinarsi dei malfattori all'automobilista facendogli notare che ha urtato e rotto il loro specchietto retrovisore. A quel punto, la banda chiede con fare minaccioso il pagamento del danno, altrimenti si dovrà fare la constatazione amichevole e quindi vedersi magari salire il premio assicurativo. Uno spauracchio per quasi tutti. Figurarsi per un anziano preso così alle strette: di solito i truffatori riescono a spillare con questo sistema dai 100 ai 150 euro. Così è successo a Cologna Veneta, ma anche nei comuni limitrofi e persino nella vicentina Lonigo, a parecchi malcapitati: si calcola che siano almeno una ventina coloro che sono caduti nella truffa dello specchietto. Di questi, tre sono stati denunciati, perché riconosciuti dalle vittime, mentre 30 sono stati denunciati per furto aggravato di acqua dalla linea pubblica e per aver danneggiato la stessa colonnina erogatrice. Ma partiamo dall'inizio. LA BANDA, che proveniva per la maggior parte da Noto, in provincia di Ragusa, ha parcheggiato i propri caravan in località Quari di Cologna. Sono chiamati «Caminanti», con una emme sola, proprio perché dalla «base» poi si distribuiscono in tutto il circondario e poi, come nulla fosse, ripartono per altre «piazze». A quanto sembra, a Noto questi nomadi si sono specializzati. Spesso fingono anche di essere arrotini e compiono furti. Ma la loro abilità è soprattutto la truffa. A coloro che sono stati presi di mira, i nomadi siciliani hanno spillato, ciascuno dai 100 ai 150 euro in contanti. Come dicevamo, le loro vittime preferite sono stati gli anziani, anche nel colognese, perché più facilmente spaventabili da un gruppo di energumeni con modi decisamente poco concilianti, anzi aggressivi. E poi perché contano sul fatto che l'anziano pensi di aver potuto veramente, ed incautamente, magari per poca concentrazione dovuta all'età, di aver provocato un sinistro. LA RICHIESTA DI DENARO avveniva, da quanto è stato appreso dai carabinieri di Cologna Veneta che hanno svolto le indagini, in modo persino minaccioso. A quel punto, l'anziano sganciava gli euro, convintissimo di aver fatto la scelta giusta, anche per la sua incolumità. A tre dei truffatori però è andata male: costoro sono stati riconosciuti dalle vittime, dopo un confronto avvenuto in caserma dove erano andati a sporgere denuncia, e sono stati così denunciati per truffa aggravata. Si tratta di M.G., 37 anni, proveniente da Noto, senza fissa dimora, disoccupato; di B.S., 20 anni, di Noto, senza fissa dimora, senza lavoro e di B.B., 21 anni, anch'egli del paese ragusano e senza fissa residenza. ALTRI 30 DENUNCIATI. Oltre ai tre, accusati di truffa, i carabinieri hanno denunciato 30 della base nomade per furto aggravato e danneggiamento. Mentre infatti stazionavano in località Quari, costoro hanno manomesso la colonnina antincendio e si sono appropriati dell'acqua, di Acque Veronesi, oltre ad averla lasciata scorrere senza scopo per molto tempo. Quando se ne sono andati, su ordinanza del sindaco, hanno lasciato cumuli di rifiuti. I carabinieri invitano coloro che hanno subito la truffa di farsi vivi in caserma.
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