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20.08.2012

Via Cappello, una commessa
minacciata con la siringa

CRIMINALITÀ. Rapina in un negozio di bigiotteria, è il secondo caso analogo in due giorni. Il bandito potrebbe essere un tossicodipendente locale Le telecamere l'hanno ripreso mentre si avvicinava al negozio

Via Cappello affollata di turisti. Ieri in un negozio di bigiotteria è stata messa a segno una rapina

Via Cappello affollata di turisti. Ieri in un negozio di bigiotteria è stata messa a segno una rapina
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Verona. Due rapine in due giorni. Due rapine puntando una siringa. Ma se coincide l'arma impropria, non coincidono le descrizioni dei tipi che hanno colpito in via Oberdan sabato pomeriggio e in via Cappello, ieri pomeriggio. Secondo quanto testimoniato dal rapinato sabato pomeriggio alla polizia che era andata sul posto, un uomo, descritto come nordafricano sarebbe entrato nel negozio con la siringa in mano minacciando. Ma poi il negoziante gli avrebbe messo in mano dieci euro e l'uomo se ne sarebbe andato spontaneamente, al punto che il commerciante manco ha sporto denuncia, vista la cifra irrisoria che poi lui stesso ha consegnato. Diversa la rapina riuscita di ieri che ha fruttato 300 euro a un malvivente descritto sul metro e 75, molto magro e sdentato. Il che lascia presumere che davvero si trattasse di un tossicodipendente. La commessa del negozio Stella Z, che si trova al civico 12 di via Cappello, al momento della rapina era da sola in negozio. L'uomo senza travisarsi è entrato nel negozio e ha minacciato di ferire la giovane con una siringa infettata. Spaventata, la ragazza ha consegnato quello che aveva in cassa, e poi l'uomo è fuggito. La descrizione che la donna ha fornito ai carabinieri è molto precisa. Ieri, dopo le 13.30, quando appunto c'è stata la rapina la commessa è andata con i militari in alcuni dei posti frequentati da tossicodipendenti, ma del rapinatore non c'era traccia. La zona di via Cappello comunque è ricca di telecamere, quindi in questi tre giorni i carabinieri avranno modo di acquisire i filmati ed esaminarli, nel tentativo di identificare il rapinatore che è molto probabile abbia anche precedenti penali. Tre giorni perchè poi le immagini vengono sovrascritte da altre. Era dal 2010 che non veniva messa a segno una rapina con l'uso di siringhe. In quel caso, era sempre estate, giugno, e il malvivente aveva colpito alla gelateria Renon, mascherato da un sacchetto di plastica. Ma poi è necessario andare ancora più indietro negli anni, fino ad arrivare al 2009, quando, anche in quel caso era stato un africano a colpire, ma a San Martino Buon Albergo, ai danni di una parrucchiera. Negli ultimi anni s'era perduta l'«usanza» di mettere a segno colpi con la minaccia di ferire qualcuno con una siringa infettata perchè usata. Ma la persona che ha colpito ieri pomeriggio in via Cappello ha dimostrato di essere una sprovveduta, forse era talmente alta la necessità di procurarsi denaro per acquistare dosi che l'uomo è entrato in azione pensando semplicemente a quello e non alla pericolosità d'essere ripreso dalle tante telecamere del centro cittadino, già rivelatesi utili in altri casi anche se diversi.A.V.

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