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18.08.2012

Altri tagli, braccio di ferro con Roma

I PRIMI 100 GIORNI DEL TOSI-BIS. Con la spending review saltano 3,2 milioni. Palazzo Barbieri: «Si rischia di andare sottozero». Il sindaco: «Ma in tre mesi via ad Agsm-Amia, ex Gasometro, Arsenale». E il 31 firma per il filobus

Il sindaco Flavio Tosi interviene al primo Consiglio comunale del suo secondo mandato nel maggio scorso

Il sindaco Flavio Tosi interviene al primo Consiglio comunale del suo secondo mandato nel maggio scorso
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Verona. Ancora mannaia sul Comune. Con il decreto della «spending review» (riduzione della spesa) Roma diminuirà di altri tre milioni e 200mila euro i trasferimenti a Verona. Lo riferisce l'assessore alle finanze, Pierluigi Paloschi. E il sindaco Flavio Tosi promette battaglia, insieme all'Anci (Associazione dei Comuni). «Se ciò verrà confermato, per noi vorrebbe dire mettere mano ancora al bilancio. E le strade sono due: o si tagliano servizi o si aumentano le tasse». A 100 giorni dalla sua conferma a sindaco — rieletto il 6 e 7 maggio — Tosi non demorde sul fronte dei tagli di risorse pubbliche. «LO STATO avrebbe dovuto darci 44 milioni, di trasferimenti», spiega Tosi, «a fronte di oltre un miliardo, fra Irpef e Irap, che Verona paga a Roma, cioè il solo 4 per cento. Poi però si trattiene 44 milioni dell'Imu sulla seconda casa e quindi siamo a zero. E andremo sottozero, con 3,2 milioni in meno». Ciò significa, secondo il sindaco, «che ai cittadini che già pagano le tasse dovremmo praticare una tassazione aggiuntiva per pagare i costi del Comune e questo è assurdo. Perché in qualsiasi Paese una parte delle tasse serve già per pagare i servizi degli enti locali». Ma come procederà la battaglia con l'Anci? «C'è un confronto aspro con il Governo sul patto di stabilità, in realtà un “patto di stupidità”», puntualizza Tosi. «Ora infatti arrivano anche sanzioni, per chi non lo rispetta. Per fortuna non a noi, che siamo a posto, ma al Comune di Torino ne hanno data una di ben 38 milioni. Prima ti mettono in ginocchio e poi ti bloccano l'accensione dei mutui. Questo vuol dire massacrare l'economia e le imprese. Noi infatti», precisa il sindaco, «paghiamo entro 30 giorni le imprese che lavorano per il Comune, ma questo significa bloccare le opere pubbliche. Altri Comuni pagano in sei mesi o in due anni».  Imu, addizionale Irpef, tassa di soggiorno, tagli di trasferimenti statali, scontro con il governo Monti proprio su patto di stabilità e «spending review»: questi i temi caldi dei primi 100 giorni del Tosi-bis. IN QUESTI TRE mesi però hanno tenuto banco anche le proteste dei cittadini dopo i tagli di linee urbane estive degli autobus Atv e l'aumento del biglietto — motivati dai tagli di trasferimenti dalla Regione e da uno squilibrio fra le Province venete nell'assegnare i fondi — in seguito alle quali il Comune ha finanziato il reintegro di un quarto delle linee tagliate. Dei primi 100 giorni, Tosi ricorda in particolare la cessione dell'Amia all'Agsm e poi il filobus. L'assessore a mobilità e infrastrutture Corsi è reduce da un incontro a Modena con la cordata di imprese che lo realizzeranno — sono stati raggiunti accordi su dettagli del progetto — e che il 31 agosto (non più il 29) firmeranno il contratto con Amt, appaltatatrice dell'opera. Poi scatteranno i 120 giorni per presentare il progetto esecutivo. «Cito poi il via ai lavori del parcheggio dell'ex Gasometro, o il project financing per riqualificare l'Arsenale e la prosecuzione dei lavori all'ex caserma Passalacqua, poi il piano per l'Ikea, l'iter del passante nord che si sta concludendo. Il termovalorizzatore di Ca' del Bue? Ho dato mandato all'assessore agli enti Toffali di predisporre il protocollo antimafia anche per quell'opera, come per i traforo. Insomma», conclude Tosi, «stiamo correndo. Purtroppo, fra Via e pareri, da quando un'opera viene approvata a quando partono i cantieri passa un anno. Una follia». NELL'OPPOSIZIONE in Consiglio comunale, il Pd contesta tutto dei primi tre mesi del Tosi-bis. «Si ricordano solo per l'imposizione fiscale», dice il consigliere Vincenzo D'Arienzo, «l'addizionale Irpef più che raddoppiata e le aliquote Imu, entrambe punitive per i più deboli. E poi: per adesso nulla su mobilità e sul trasporto pubblico. Avremo inoltre bisogno di sapere nella logistica quale ruolo avremo in futuro. Da qui la Tav, la Marangona, il Consorzio Zai, l'aeroporto: non ricordo una parola in questa direzione». La Fondazione Arena? «Sto zitto perché la stagione è in corso, ma così non può andare avanti. Agsm-Amia? Un poltronificio, senza riduzione dei costi. E poi», prosegue D'Arienzo, «la scelta leghista di contrastare pregiudizialmente Monti non porterà nulla di buono. In compenso, traforo, filobus, Ca' del Bue, tutti al palo, non porteranno benefici e ci costingeranno a correzioni future di grande impatto economico». Il Pd «si assumerà l'onere di avviare iniziative per programmare un altro futuro, insieme a tanti e in un orizzonte in cui Verona possa essere davvero area metropolitana. Prima o poi la propaganda lascerà il posto alla realtà e ne vedremo delle belle».


Enrico Giardini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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