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18.08.2012

Nell'ultimo sms il mistero di Felix

SPARITO A GARDA. La mattina della scomparsa l'inglese, originario di Hong Kong, l'aveva passata tra le bancarelle del paese. Dopo pranzo era partito per l'escursione. Marr informava la moglie che sarebbe ritornato in albergo in tempo per la cena. Le ricerche ancora senza esito. E continuano gli appelli dei familiari

La figlia di Felix Marr con la foto del padre FOTOSERVIZIO DIENNE

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Garda. Il venerdì mattina, a Garda, c'è il mercato sul lungolago. Felix Marr, 64 anni, passeggia tra le bancarelle insieme alla moglie Shirley, in mezzo al brulichio di turisti che comprano vestiti leggeri e souvenir. La vacanza dei coniugi Marr sta volgendo al termine. Non possono immaginare che il finale sarà drammatico e ancora tutto da decifrare. L'uomo, infatti, scomparirà nel giro di poche ore senza lasciare tracce. Ancora due giorni e li aspetta il volo per rientrare in Inghilterra. Originari di Hong Kong, da quarant'anni risiedono a Londra, città dove hanno trovato lavoro e costruito una famiglia. Felix Marr non ha certo dimenticato la Cina e le proprie origini. A distanza di tanto tempo, il cinese lo parla ancora, in due varianti: il mandarino, lingua ufficiale del Paese, e il cantonese, dialetto delle regioni Sud-orientali. LE PASSIONI. Ma ormai si sente inglese, ed europeo. E dell'Europa, oltre alla terra che gli ha dato da vivere, ama l'Italia. Ogni cosa. Il clima, il paesaggio, la cultura, il cibo. E la musica, in particolare l'opera lirica. Verdi, Bellini, e Puccini: quel tale che compose la Turandot, ambientata proprio in Cina. Felix Marr sa a memoria interi brani, e li canta con discreta voce tenorile, sull'accompagnamento al pianoforte di sua moglie. I Marr possono sfogare la loro vena artistica, ora che sono in pensione, e soprattutto lui non ha più a che fare con i bit e i byte del lavoro di informatico. Quale luogo migliore del lago di Garda per rispondere alle loro passioni? I Marr hanno soggiornato qui per la prima volta sei anni fa. E sono rimasti incantati. Il paesaggio è splendido. Negli hotel, si è trattati da signori, e a tavola vengono serviti manicaretti squisiti. Si è in piena stagione lirica: alla sera, con pochi chilometri, si raggiunge il centro di Verona, per assistere alle rappresentazioni in Arena. Di giorno si scende al lago, si fa un giretto in paese. O ci si può inoltrare nella natura. LA MATTINA. Mentre passeggia tra le bancarelle del mercato, forse Felix Marr ci pensa. Sì, nel pomeriggio si incamminerà verso la collina. Proprio dietro l'hotel, c'è un cartello che indica il percorso verso la Rocca del Garda, la Madonna del Pign e l'eremo dei Camaldolesi. Ammirerà il lago dall'alto, prima di ripartire per Londra. È mezzogiorno. I coniugi Marr rientrano in albergo. Dopo aver pranzato, salgono nella loro stanza. Lui le propone la passeggiata. Lei risponde che è stanca e che preferisce restare in hotel. «Io vado a camminare sul monte», dice allora lui, riempiendo d'acqua la borraccia e prendendo il bastoncino da trekking. LA PARTENZA. L'orologio segna le tre. Felix Marr sfila di tasca il portafoglio: non gli serve, e non vuole rischiare di perderlo, anche perché dentro ci sono tutti i documenti. Lo lascerà in camera. Piglia invece il cellulare, qualche spicciolo e la carta di credito. Così, per sicurezza. Sua moglie non ha idea di dove si trovi «il monte» di cui parla suo marito. Ma sa che Felix è una persona responsabile, non abituata a scarpinate in zone impervie, tanto meno fuori dai sentieri segnati. «Cosa vuoi ordinare per cena? Il menù va scelto in anticipo», gli ricorda invece. Lui segna sulla lista i piatti che preferisce e saluta la moglie: «Ci vediamo più tardi». Ma non si vedranno più DOPO LA SCOMPARSA. La figlia di Felix Marr, Angelina, e il nipote Tim, entrambi trentenni, parlano fittamente in inglese, seduti sul divanetto di un hotel a Garda. Non è lo stesso albergo dove avevano soggiornato i coniugi Marr. La prenotazione, infatti, è scaduta il giorno seguente alla scomparsa. Dopo quel venerdì pomeriggio, cioè, in cui Felix si è incamminato verso il monte. E non ha più fatto ritorno. LE RICERCHE. Lo hanno cercato per giorni i vigili del fuoco, la protezione civile, il soccorso alpino, le squadre cinofile. Tutto il territorio boscoso della Rocca e dei promontori limitrofi è stato setacciato. Ma del turista inglese non c'è traccia. La moglie conserva sul cellulare l'ultimo sms: quello in cui, verso le 19.30, suo marito la informava di essere sulla strada del ritorno, e di non preoccuparsi, perché sarebbe arrivato in tempo per la cena. È trascorsa la sera, la notte. Felix non è tornato, né ha più dato notizie. Il suo telefono ha suonato a vuoto, finché non s'è scaricato. GLI APPELLI. È passata una settimana esatta, c'è il mercato sul lungolago. Angelina e Tim, volati in Italia appena appreso della scomparsa, stanno facendo tutto il possibile per ricostruire la vicenda. Inoltrano volantini per e-mail: gli stessi che, in formato cartaceo, tappezzano Garda. Chiedono alla gente. Studiano i sentieri. Ma i frammenti del puzzle sono minuscoli, sia perché Felix non aveva specificato la sua meta, sia perché nessun escursionista pare averlo incontrato lungo il sentiero. I parenti, ormai alla disperazione, hanno perfino consultato un medium di Hong Kong, che ha risposto di vedere Felix in mezzo al pungitopo - ma tutta la collina benacense è coperta di pungitopo - vicino a una statua della Vergine. La Madonna del Pign? Anche lì s'è cercato, pure con i cani, inutilmente. Insomma, cosa sia successo a Felix Marr tra le 15 e le 19.30 di venerdì scorso resta un mistero.


Lorenza Costantino

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