13.08.2012
DISGRAZIA. Nell'escursione che era partita da Fumane, la donna assieme al piccolo ha sbagliato direzione. Stava percorrendo il sentiero della Val Sorda col marito e i figli di 6 e 8 anni. Scivolata fatale, il bimbo l'ha vista precipitare
L’arrivo dei soccorritori sul luogo dove una donna di Sant’Ambrogio è caduta su un sentiero della Val Sorda, rimanendo uccisa sul colpo FOTOSERVIZIO DIENNE
«E la mia mamma, l'avete trovata? Come sta la mia mamma?». Mamma Federica Gellio, 39 anni, di Sant'Ambrogio di Valpolicella, non c'è più. E non è stato facile per papà Remigio ieri spiegarlo al piccolo che ha sei anni e che la sua mamma l'ha vista cadere da un sentiero e restare ferma, con gli occhi sbarrati, immobile, per sempre.
Ieri pomeriggio la famiglia, padre, madre e due figli di otto e sei anni sono saliti da Sant'Ambrogio a Fumane, decisi a fare una scarpinata sui sentieri della Val Sorda che vengono spesso sottovalutati. Ma erano attrezzati, le pedule giuste ai piedi. A un certo punto, come spesso accade, il gruppetto s'è diviso, da una parte il papà con la figlia e dall'altra la mamma con il bambino.
È lui l'unico testimone, ma ieri era spaventato e confuso. Ed è tanto piccolo. Troppo piccolo per tutto quello che ha vissuto e per quello che ancora lo aspetta.
«Stavamo camminando, la mamma è scivolata e caduta». Non c'è un grosso dislivello, ma la donna ha battuto la testa con la nuca. Il coraggioso bambino è tornato indietro sul sentiero smarrito, perchè forse è proprio quello il problema, la donna potrebbe aver imboccato la strada sbagliata perchè a un certo punto il sentiero si biforca. Poi il piccolino stanco e spaventato s'è seduto a terra. È lì che l'ha trovato un altro escursionista e piangendo gli ha detto che la sua mamma era caduta giù.
L'uomo che ieri è stato sentito anche dai carabinieri ha cercato la donna, praticamente caduta dal dislivello, ma sempre sul sentiero in una parte di roccia. L'escursionista ha cercato di soccorrerla, le ha appoggiato la testa sul suo zaino. Ha allertato i soccorsi. Anche il marito nel frattempo la stava cercando, ma sul sentiero giusto, quello che avevano deciso di fare, per questo nessuno gli dava notizie, perchè la poveretta in quel tratto non c'era mai arrivata. Erano le 18.30 quando finalmente grazie all'intervento del Soccorso alpino veronese e trentino il corpo della donna è stato posizionato sulla barella issata con il verricello e portato in piano a Malga Biancari, in località Girotto.
I soccorritori l'hanno adagiata sull'erba in attesa che arrivasse l'impresa di pompe funebri. Nel frattempo anche il marito e la figlioletta sono stati rintracciati e portati sul posto. L'uomo è stato fatto sedere sull'ambulanza. Gli è stato spiegato quello che era successo. Lui li guardava e ascoltava. Basta una manciata di secondi a stravolgerti l'esistenza, a toglierti quello che fino a un attimo prima davi per scontato perchè a 40 anni e con due figli piccoli pensi di avere ancora tanto tempo davanti. Pensi che la domenica è fatta per stare insieme, per divertirsi, per insegnare qualcosa ai bambini. Non pensi che la morte ti rapini la vita.
Con i lucciconi agli occhi i tanti veronesi che erano saliti alla malga per godersi un po' di fresco. «Quel bambino faceva piangere il cuore. Gli ho mandato la mia nipotina a fargli compagnia, tra bambini, ho pensato, magari gli passa un po' il tempo, perché continuava a chiedere della sua mamma e non sapevamo cosa rispondere. Che disgrazia tremenda, così piccolo assistere a una scena tanto atroce».A.V.
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