11.08.2012
I RISCHI IN QUOTA. Già 30 interventi, l'ultimo due giorni fa per salvare due turisti. Il capostazione del Soccorso alpino sottolinea i rischi e le precauzioni da adottare. Morandi: «Spesso non c'è sufficiente preparazione. Equipaggiamento e abbigliamento molte volte sono inadeguati. Il Monte Baldo il più pericoloso perché viene sottovalutato»
Verona. Un sentiero poco conosciuto, un equipaggiamento inadatto, viveri insufficienti. Si aggiungano mancanza di allenamento, oppure eccessivo entusiasmo. Magari anche condizioni meteo avverse. E l'incidente in montagna è assicurato. Anzi, è sufficiente la combinazione di alcuni tra questi elementi, per finire nei guai. INTERVENTI. Dall'inizio dell'anno, sono già più di trenta gli interventi effettuati dal Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico (Cnsas) sulle nostre cime. Soprattutto sul monte Baldo, «spesso sottovalutato perché non altissimo», spiega Roberto Morandi, capo della stazione veronese del Cnsas. «Non si considera il fatto che, anche a duemila metri di quota, il tempo varia in modo repentino. E presa la funivia a Malcesine, con sole splendente e temperature sopra i 30 gradi, in vetta si può trovare brutto, e non più di 10-15 gradi». DIFFICOLTÀ SOTTOVALUTATE. La coppia di sessantenni danesi recuperata sul versante lacustre del Baldo, nell'ultimo intervento effettuato dal Soccorso alpino, aveva fatto proprio questo errore. Saliti in quota nel pomeriggio con la funivia di Malcesine, marito e moglie hanno pensato poi di fare ritorno a piedi. Hanno imboccato quindi il sentiero 634, che collega Bocca di Navene (1.420 metri) a Navene, il paesino benacense che si trova a cinque chilometri a nord di Malcesine. Ma a metà strada, quando il sole era ormai al tramonto, i due avevano già finito l'acqua nella borraccia, ed era spossati per il percorso rivelatosi troppo lungo e impegnativo. Lui, per di più, in passato aveva sofferto di problemi cardiaci, e non se la sentiva di forzare il proprio fisico proseguendo nella camminata. I due sono stati recuperati dai volontari del Soccorso alpino dopo tre ore di ricerca. EQUIPAGGIAMENTO. «A fare la differenza», prosegue Morandi, «è l'equipaggiamento. Siamo dovuti correre in aiuto di una signora che, durante una camminata in zona Prada, ha messo male il piede, fratturandosi una caviglia. Calzava semplici scarpe da ginnastica con il collo basso. Gli scarponi avrebbero limitato i danni». PASSEGGIATE SOLITARIE. Sempre quest'estate, il Soccorso alpino ha salvato un'escursionista veronese di 67 anni, avventuratasi da sola nel Vajo dell'Orsa, sotto Ferrara di Monte Baldo. La donna, che voleva fare una semplice passeggiata immersa nella natura, è però uscita dal seminato. Quel tanto che basta per smarrire il sentiero. E la rotta. «Invece di fare subito dietrofront, fino a un punto che le consentisse di ritrovare il percorso conosciuto, la signora si è intestardita a proseguire fuori traccia, cercando comunque di uscire dalla boscaglia. Invece non ha fatto altro che peggiorare la situazione, finendo sempre più lontana dal sentiero», spiega Morandi. Partita l'allerta dai famigliari, preoccupati per il mancato ritorno all'ora stabilita, ci è voluta la minuziosa ricerca da parte dei volontari del Soccorso alpino. La donna è stata ritrovata, stanca e impaurita, ma per fortuna salva. In primavera, erano stati tratti in salvo quattro ventenni veronesi, intrappolati in un canalone sopra l'abitato di Pai dopo un'escursione fuori dai sentieri tracciati. AZZARDI SPORTIVI. Morandi racconta: «Il Baldo è frequentato anche da ciclisti appassionati di mountain-bike, o di downhill. Alcuni sentieri sono molto impegnativi, richiedono un buon livello di allenamento. E basta una svista per perdere l'equilibrio, con cadute molto brutte. Di recente, abbiamo soccorso un ciclista tedesco di 57 anni nei pressi della stazione intermedia della funivia di Malcesine. Era ruzzolato, fratturandosi una gamba». Caviglia rotta, invece, per un partecipante di una gara di corsa montana, sul Carega: anche in questo caso, è arrivata la barella del Cnsas.
Lorenza Costantino
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