08.08.2012
Controlli dei vigili hanno portato alla denuncia di 26 persone che hanno utilizzato pass disabili falsi; 127 le violazioni all’ordinanza sull’uso del contrassegno; 82 i casi di utilizzo indebito dello stesso da parte di familiari o parenti; 30 i conducenti sorpresi ad utilizzare talloncini intestati a persone decedute.
Verona. Ventisei persone sono state denunciate per aver utilizzato pass per disabili falsi, 127 le violazioni accertate all’ordinanza sull’uso ed esposizione del contrassegno, 82 casi di utilizzo indebito del permesso da parte di familiari o parenti del titolare, 30 i conducenti sorpresi ad utilizzare talloncini intestati a persone decedute. Sono i risultati dei controlli della Polizia municipale di Verona contro i «furbetti» del pass disabile. Si va dall’ingresso libero in area ztl all’utilizzo di corsie bus, passando per la sosta in parcheggi agevolati e comodi e il mancato pagamento di ticket di sosta e del Verona-Park. È quest’ultimo, forse, il comportamento più ricorrente emerso dai controlli del 2012, l’agevolazione della sosta, alla base dell’85-90% degli abusi accertati. Nonostante l’elevato numero di controlli e l’attenzione sull’argomento, questi comportamenti a Verona non sembrano diminuire. Un esempio è il caso dei pass di deceduti esposti con noncuranza sul parabrezza, 30 nei primi sette mesi del 2012 a fronte dei 36 di tutto il 2011. Tra le situazioni più eclatanti accertate, quella di un automobilista che si è fatto ritirare il permesso, salvo poi presentare ricorso sostenendo che stava portando un parente all’ospedale per un’urgenza. Oppure del talloncino mostrato agli addetti al parcheggio e sparito qualche istante dopo dall’abitacolo. O ancora quello della nonnina, non a bordo dell’auto, che, contattata al telefono, ha ammesso candidamente, ovviamente da casa, di non sapere neppure dell’esistenza di pass per disabili. Oltre che dalla collaborazione di accertatori della sosta e cittadini, i controlli della Polizia municipale sono resi ancor più efficaci dalle tecnologie impiegate: palmari e interrogazioni in tempo reale, black list con targhe sospette, un alert addirittura sulle anagrafiche dei permessi rilasciati, proprio per combattere comportamenti che danneggiano gravemente i veri titolari dei permessi e portatori di handicap.
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