04.08.2012
NEL PALAZZO FERROVIARIO. Aperti i primi negozi, a rilento la ristrutturazione della biglietteria
Una moquette a pois ricopre il pavimento. E dal soffitto pendono lampadine d'ogni forma e centinaia di bottigliette in vetro colorato, illuminate da una sfera specchiata, come in discoteca. Non manca certo di farsi notare, Desigual: il punto vendita del marchio spagnolo d'abbigliamento, appena aperto sul lato est del palazzo ferroviario di Porta Nuova.
E la stazione porta a compimento la sua trasformazione in centro commerciale.
Desigual, infatti, è solo il primo della decina di nuovi negozi che approderà nel palazzo ferroviario. Entro la fine di agosto, per esempio, dovrebbero arrivare anche Kiko, profumeria e make-up, e Triumph, intimo e costumi.
Le insegne si illumineranno nella nuova galleria commerciale, ricavata sempre nell'ala est dell'edificio, e dominata dal grande negozio su due piani che sarà della libreria Feltrinelli. Quest'ultimo è lo spazio più «scenografico»: gradini luminosi portano dal piano terra a quello superiore, dove una lunga vetrina si affaccia sul binario 1. Potrebbe avvenire in novembre l'inaugurazione di Feltrinelli, che pianta quindi la seconda bandierina in città, dopo l'apertura in via Quattro Spade.
Nei prossimi mesi, in stazione seguiranno Mango e Nike (abbigliamento), Sephora (profumi e cosmetici), e un supermercato su due livelli. Insomma, la parte commerciale dello scalo ferroviario è a buon punto.
«La stazione, vicinissima al centro, diventerà un luogo dove fare shopping, oltre che prendere il treno», aveva spiegato Fabio Battaggia, amministratore delegato di Grandi Stazioni. E c'è chi si augura che questa riconversione di funzioni e spazi serva anche ad allontanare i brutti giri finora mai debellati del tutto.
Va un po' più a rilento, invece, la ristrutturazione della biglietteria, al momento trasferita in una struttura prefabbricata nell'atrio della stazione, per consentire i lavori negli uffici. Bisognerà, infatti, attendere ancora alcuni mesi per vedere il punto d'acquisto dei ticket nella sua nuova veste «open space»: un lungo bancone senza vetro tra impiegati e utenza. L.CO.
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