01.08.2012
PERICOLI IN ACQUA. L'incidente domenica pomeriggio a Bardolino: dopo il lancio il ragazzo non ha più sentito le gambe e si è lamentato per il formicolio alle braccia. Diciottenne ricoverato in gravi condizioni a Verona: si è buttato dove ci sono solo 60 centimetri. Ora rischia la paralisi
Un bagnante si tuffa da un pontile di Bardolino: è estremamente pericoloso dal momento che il livello dell'acqua in estate è basso FOTO PECORA
Bardolino. Sono gravi le condizioni del giovane olandese che nel tardo pomeriggio di domenica si è tuffato da un pontile a circa metà della passeggiata a lago che congiunge Bardolino a Garda. Troppo pochi i circa 60 centimetri di acqua dove si è lanciato il giovane alto più di un metro e ottanta e di corporatura robusta. L'impatto è stato violentissimo. Gli amici, quelli con cui stava condividendo la vacanza sul Garda, gli stessi che avevano tentato di dissuaderlo dal tuffarsi perché la giornata era ormai conclusa, si sono subito resi conto della gravità della situazione. Così come lo hanno capito bene i soccorritori arrivati sul posto nel giro di pochissimi minuti: verso le sei del pomeriggio il 118 ha allertato la Croce Rossa di Bardolino che è arrivata al pontile di fronte all'hotel Sportman via acqua con la nuova idroambulanza. A bordo c'era anche il personale sanitario, medico e infermieri, della «Emergency fly doctor service» (Efds) che ogni fine settimana presta gratuitamente servizio insieme ai volontari del soccorso bardolinese. Nessun dubbio, dunque, che i soccorsi prestati al ragazzo siano stati i più rapidi e professionali possibili. Ma che la situazione fosse più che seria è stato subito evidente: il giovane, che non aveva perso conoscenza, ha detto che non sentiva più le gambe e di avvertire una sorta di formicolio alle braccia. Sintomi riconducibili ad una possibile lesione della colonna a livello cervicale. I soccorritori hanno provveduto a stabilizzare lo sfortunato giovane che, sempre assistito dal medico, con un'ambulanza è stato portato sull'elisuperficie da dove è partito alla volta dell'ospedale di Borgo Trento. Grande lo sconcerto per l'episodio tanto che il sindaco Ivan De Beni ha firmato ieri mattina una lettera che verrà inviata nei prossimi giorni a tutti gli operatori e gestori o proprietari di attività che hanno un accesso diretto o un pontile sul lago. «Anche per me è stato un grande dispiacere apprendere dell'incidente accaduto al ragazzo olandese», ha detto De Beni, «purtroppo siamo tutti consapevoli, non solo come amministratori ma anche come genitori, che non è in nostro potere evitare che succedano queste cose. Possiamo e dobbiamo, però, fare tutto quanto è possibile per cercare di prevenirli: per questo ho deciso di inviare la lettera con cui raccomando a chi ha accessi sul lago di provvedere a mettere cartelli per avvisare i clienti di non tuffarsi o quanto meno di fare molta attenzione prima di buttarsi. Il lago sembra sempre meno insidioso del mare ma non è così. Occorre conoscerlo». «I pontili possono essere lunghi», sottolinea il sindaco, «ma finire in un punto dove, com'è accaduto questa volta, c'è poco più di mezzo metro di acqua che, essendo scura, può far pensare ad altre altezze. Ripeto», conclude il sindaco, «sappiamo che il periodo estivo sottopone a questi rischi e so bene che non possiamo obbligare tutti alla prudenza, ma questo è quello che io come sindaco e gli operatori alberghieri possiamo fare per cercare di arginare e limitare il più possibile ogni tipo di incidente, dal più semplice a quello più drammatico accaduto al giovane turista».
Giuditta Bolognesi
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