martedì 21.05.2013 ore 00.35

TeleArena Radio Verona
Google+ Feed RSS

Home

01.08.2012

SuperFede affonda. Addio alle
medaglie e ai sogni di gloria

LA DEBALCE. L'azzurra: «Pensavo di nuotare in un tempo inferiore, ma non ne avevo più». Dopo il flop nei 400 sl, per la Pellegrini arriva anche quello nei 200 È solo quinta: oro alla Schmitt, argento alla Muffat e bronzo alla Barratt

Federica Pellegrini

Federica Pellegrini
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 33

La regina ha abdicato. Un flop personale nel giorno del flop azzurro che, per la prima volta dall'inizio delle Olimpiadi non porta medaglie a casa Italia. Non solo. All'Acquatics centre di Londra, nella serata nella quale Michael Phelps diventa l'atleta più medagliato di sempre nella storia dei Giochi, l'era Pellegrini si chiude. Dopo successi e vittorie cominciate ad Atene 2004 con l'argento nei 200 stile libero, in quella che sarebbe diventata la «sua» gara, e chiusa ieri sempre nei 200, dove non perdeva da cinque anni. Federica molla lo scettro alle più agguerrite rivali: alla 22enne Allison Schmitt, neo campionessa con tanto di record olimpico (1'53"61); alla francese Camille Muffat, che dopo l'oro nei 400 sl si porta a casa l'argento; all'australiana Bronte Barratt, che sul filo di lana beffa Missy Franklin. Per la Fede nazionale solo un quinto posto, come domenica, un'1'56"73 che la pone ad anni luce dalle altre e anche da se stessa. E allora è meglio non raccontarsi bugie ed ammettere che «non sono arrivata in un grande stato di forma, l'ho capito dai 400 ma ho cercato di voltare pagina. Ci credevo molto nei 200, ero convinta di poter limare un secondo rispetto al tempo di ieri ma in acqua non ho trovato le sensazioni anche per dare quel qualcosa in più di testa, ho cercato di fare una gara di testa, di cuore ma non è bastato. Ogni volta che entro in acqua ricomincio da zero ma nel nuoto non si inventa niente». Le sue parole sulla preparazione ricordano quelle di Magnini, piuttosto critico sull'approccio alle Olimpiadi. Fede concorda ma come il fidanzato mette in chiaro che non ce l'ha con Rossetto e previene anche le critiche di chi l'ha definita una mangia-allenatori. «Credevo che lavorare con Claudio mi avrebbe giovato e non ho rimpianti per le scelte tecniche che ho fatto», chiarisce. «Il problema non è Claudio: ho fatto tutto il possibile per arrivare qui e giocarmela e continuerò a lavorare con lui». La quasi 24enne di Mirano appare serena, quasi in pace con se stessa. Lo si capisce anche quando assicura che «è una sconfitta che non fa molto male. Questo è lo sport. Tante volte sei la più forte, altre no: si vince e si perde. Io sono la stessa di Shanghai o di Pechino, ma lo sport è fatto così. L'1'53"6 non l'avrei mai fatto: complimenti alle altre, sono state più forti». La doppia delusione olimpica comunque «non cancella quello che ho fatto, sono contenta di come sono e di chi sono a prescindere dai risultati. Il mio nome è Federica Pellegrini e lo sarà per tutta la vita». Adesso il suo unico pensiero è staccare la spina. Questi Giochi, il modo in cui è stata surclassate dalle rivali «sono un segnale: il mio fisico mi fa capire che ho bisogno di un anno per tirare il fiato. Ma non ho nessun rimpianto: ho fatto il possibile negli ultimi tre anni per cercare di arrivare in forma ottimale ma non è stato così. Oggi sentivo di non averne più di così ed è necessario un anno di stop». Anche Federica sa che all'Acquatic centre si è conclusa la sua era. «Fa male aver chiuso un ciclo della mia vita, ma sono contenta di aver provato fino alla fine. Il prossimo anno mi allenerò, farò delle gare alternative, corte come i 50 o i 100 dorso per divertirmi, ma poi ricomincerò a lavorare sulle mie gare viste le mie caratteristiche». Non c'è insomma voglia di mollare. Anzi: c'è la voglia di ricaricare le pile per provare a rimettere la testa davanti a tutte. Perchè tornare in vasca e battere la Schmitt, la Muffat, la Franklin è possibile. «Piano piano, quella è la convinzione. Ci devono essere anche le motivazioni, ma non credo sarà un problema: il nuoto è l'amore della mia vita, sono sicura che ricomincerò e andrò fino a Rio. Sono ancora giovane». Prima però «mi farò la settimana bianca se avrò voglia, ricomincerò a studiare, imparerò l'inglese, senza pensare ai tempi, al nuoto, a vincere, alla fobia di testarmi». Una vita normale per rilanciarsi all'assalto del trono perduto. Provando a dimenticare anche di essere stato ancora una volta l'atleta simbolo dell'Italia. Che dopo l'exploit della prima giornata di Giochi non corre più. Ieri, ad esempio, l'unica medaglia italiana l'ha conquistata Pietro Genga: peccato che arricchisca il bottino della Danimarca e non quello azzurro. Il tecnico tarantino allena infatti la nazionale di skeet danese che ha colto un argento con Golding. Il bilancio tricolore quotidiano è così per la prima volta in questa Olimpiade in biancoale. Anonimi o al di sotto delle loro possibilità gli altri, disastroso - al di là del tramonto di Federica Pellegrini - il contributo alla causa azzurra del nuoto. La Pellegrini non ha trovato il colpo d'ala o di braccia per riscattare la cattiva prova nei 400 stile libero e nella sua gara, i 200, si è piazzata quinta come domenica scorsa. Un bilancio non adeguato alle attese e al battage che costantemente alimenta il suo personaggio. Ma peggio ancora è andato il suo fidanzato.

Commenti 33

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di