mercoledì 19.06.2013 ore 10.35

TeleArena Radio Verona
Google+ Feed RSS

Home

30.07.2012

Nuova droga,
arriva la
capsula di
papavero

STUPEFACENTI. Dal laboratorio scientifico dei carabinieri di Verona è partito l'allarme al ministero della Sanità per inserire la sostanza nella tabella nazionale. Buonocore, della scientifica dell'Arma: «Dal fiore della pianta da oppio si ricavano la morfina e quindi l' eroina per lo sballo»

Il luogotenente Buonocore con il capitano Gueli e i militari di San Giovanni Ilarione FOTO FADDA

Il luogotenente Buonocore con il capitano Gueli e i militari di San Giovanni Ilarione FOTO FADDA
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 2

Le capsule di papavero da oppio (non perchè siano pasticche, ma perchè appunto sono la capsula del fiore della pianta a forma ovale), sequestrate dai carabinieri di San Giovanni Ilarione rappresentano il più grosso sequestro del genere mai effettuato in Italia. Ma non l'unico. Per questo espandersi del fenomeno, dal laboratorio di analisi scientifica dei carabinieri di Verona partirà il drug allert al ministero della Sanità. Perchè da inserire nella tabella delle droghe vengono utilizzate c'è da inserire anche questa. Mercoledì, come già riferito ieri, i carabinieri hanno arrestato un'intera famiglia: padre Kumar Suresh Saini, Himansu Saini, il figlio ventenne della coppia e Sunita Saini, la moglie. La famiglia gestisce un call center con trasfert money da sette anni a San Giovanni, ma era in Italia da nove anni. Nel negozio e nell'abitazione della famiglia, a Montecchio, sono stati sequestrati circa trenta chili di capsule. E se si considera che si tratta di papaveri essiccati e in parte svuotati, si ha la dimensione di quante possano essere le capsule: 13mila. Un mercato che fruttava, considerato il tenore di vita della famiglia e la casa in cui abitavano, che di certo sostengono i carabinieri, non potevano essere mantenuti con l'introito del negozio. È bene chiarire subito una cosa. Da queste capsule si possono ricavare morfina e quindi eroina. Assumerle significa essere un drogato. Da oppio. Non c'è differenza tra chi sbriciola le capsule e le fuma e chi le mette in un infuso e chi si inietta in vena morfina o eroina. È la stessa dipendenza. In India, Paese povero, molti si drogano in questa maniera perchè non si possono permettere di acquistare il prodotto raffinato e quindi si accontenta di quello grezzo. Coltivare papaveri da oppio è vietato. Gran parte della produzione di questi papaveri è Pakistana o Afghana. Ufficialmente i papaveri vengono prodotti per le case farmaceutiche che utilizzano la linfa del papavero incidendolo. Ma vista la grande richiesta il papavero da oppio viene coltivato anche nella Repubblica Ceca, Germania e Francia. «I semi non servono, ma la capsula contiene il principio», ha spiegato il luogotenente Roberto Buonocore, del servizio scientifico dell'Arma provinciale, «che dà gli stessi effetti sedativi della morfina o dell'eroina. Spesso gli indiani associano l'assunzione di questa droga all'alcol. E l'effetto è devastante». Anche in India è vietato drogarsi. «Queste capsule inoltre possono essere acquistate da organizzazioni criminali che poi le trasformano in eroina e morfina», ha detto il comandante dei carabinieri di San Bonifacio (di cui fanno parte quelli di San Giovanni) Salvatore Gueli. Riteniamo che con questo sequestro abbiamo scoperto un traffico davvero importante anche se resta da capire da dove provenissero queste capsule. il mercato era per lo più rivolto a connazionali, ma non è escluso che le capsule potessero essere acquistate da italiani. Quello che a noi preme è aver dato un grosso colpo allo smercio».


Alessandra Vaccari

Commenti 2

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di