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24.07.2012

Crisi e spread, il ministro Passera:
«L’Europa deve dare un segnale»

Borse europee di nuovo al ribasso oggi. E lo spread dell’Italia ha ripreso a salire, fino a 537 punti. Per il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, un segnale immediato per arrestarne la corsa «lo deve dare l’Europa ed è ora che lo dia».

Il ministro Corrado Passera (a sin.) e il premier Mario Monti

Il ministro Corrado Passera (a sin.) e il premier Mario Monti
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Milano. Non migliora la debolezza dei mercati europei, frastornati tra una nuova bordata di una agenzia di rating e indicazioni sconfortanti dalle indagini sulle imprese, dove spiccano nuovamente in negativo le piazze di Spagna e Italia. La Borsa di Milano chiude a -2,7%. E lo spread prosegue la sua impennata. Per il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, un segnale immediato per arrestare la corsa dello spread «lo deve dare l’Europa ed è ora che lo dia».

Intanto Francia, Italia e Spagna lanciano un appello congiunto affinché vengano rapidamente attuati gli impegni concordati dai leader europei al vertice di fine giugno. I tre paesi chiedono di dare attuazione alle decisioni prese al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, in cui tra l'altro si è concordato lo «scudo antispread» voluto dall'Italia, così come la possibilità di effettuare ricapitalizzazioni delle banche direttamente dal futuro fondo salva Stati permanente Esm.


A Milano il Ftse-Mib segna un meno 2,7  per cento dopo il pesante avvio di settimana visto ieri. Restano sotto pressione e volatili i titoli di Stato. I rendimenti dei Btp decennali si attestano al 6,56 per cento e in questo modo il loro differenziale o spread rispetto ai Bund tedeschi è a 537 punti base.

Più pesante Madrid, con un meno 3,5 per cento dell'Ibex 35 mentre la Spagna - particolarmente bersagliata dalle vendite in questa fase che vede la tensione concentrarsi anche sulle due maggiori economie della periferia dell'unione valutaria, oltre al paese iberico anche sull'Italia - è riuscita ad effettuare a caro prezzo un nuovo collocamento di titoli di Stato. Bond a 3 e 6 mesi, scadenze brevi e solitamente facili da piazzare. La domanda è rimasta solida e Madrid ha raccolto lievemente più del previsto, 3,048 miliardi di euro, ma ha dovuto nuovamente farsi carico di aumenti dei già elevatissimi rendimenti richiesti.

I tassi dei Bonos decennali hanno segnato nuovi massimi storici al 7,58 per cento, lo spread sui Bund resta molto alto a 632 punti base. Sui titoli di Stato spagnoli intanto si avvicina un fenomeno guardato con allarmismo dai mercati: la possibile inversione della curva dei rendimenti, con i tassi dei Bonos a 5 anni saliti a livelli molto vicini a quelli dei Bonos decennali.

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