13.07.2012
IL COLOSSO DELL'ARREDAMENTO. Entro l'estate l'accordo fra multinazionale svedese, proprietà dell'area e Comune. Nel sito del grattacielo Biasi punto vendita e centro commerciale, occupazione per 1.300 persone e altre 200 nell'indotto. Rivoluzione viabilistica a carico dell'azienda
L’Ikea di Roncadelle in provincia di Brescia. La multinazionale svedese è presente anche a Padova, vicino al casello autostradale di Padova Est
Verona. Ikea avanza alla conquista di Verona. E dall'ex comparto Biasi sparisce l'insegna. Un caso? No, perché questa sarà un'estate densa di trattative per definire l'insediamento della multinazionale svedese dell'arredamento low cost a sud della città, nell'area dove sorge il grattacielo Biasi, a due passi dall'autostrada: tra Borgo Roma e Ca' di David, nell'area dismessa in via Forte Tomba. Fabio Venturi, presidente della quinta circoscrizione, prevede: «Già a fine estate si potrebbe raggiungere un accordo formale tra pubblico e privato». In quanto all'approvazione del progetto, si indica la prossima primavera.
Se ne parla da mesi in via ipotetica. Ma oggi, quand'è imminente la presentazione di una prima versione del progetto, Ikea appare più vicina che mai a Verona. I principali attori dell'operazione si dicono tutti felici di perseguire l'obiettivo.
Per il vicesindaco e assessore all'urbanistica Vito Giacino l'arrivo di Ikea «sarà una grande occasione di sviluppo per le nostre imprese e di assunzione per i veronesi». Lo stesso Venturi si dice «favorevolissimo», pensando soprattutto alla nuova bretella per bypassare l'abitato di Ca' di David: opera che Ikea si accollerebbe. Infine gli ex dipendenti Compometal avrebbero una scappatoia nella multinazionale, in cui verrebbero assorbiti.
Ikea non fa mistero di voler innalzare il numero dei punti vendita in Italia da 20 a 30. Tra i territori da «colonizzare», Verona ha un ruolo di strategico. «Sarà il sito Ikea più importante del nord Italia», dice Giacino. Ora gli store più vicini si trovano a Padova e Brescia. Quello di Verona sarà un complesso imponente. Lo stesso Gruppo Ikea, da noi interpellato, parla di «un punto vendita con annesso centro commerciale in grado di generare un'occupazione diretta di circa 1.300 persone, e altri 200 posti di lavoro nell'indotto».
Nella nota, si aggiunge qualche dettaglio sull'evoluzione della trattativa triangolare fra enti pubblici (in primis il Comune), proprietà dell'area e multinazionale. «A marzo», spiegano dall'ufficio comunicazioni di Ikea, «è stata presentata una proposta di accordo di programma. Durante l'ultimo incontro con sindaco e vicesindaco, il mese scorso, Ikea ha ribadito il proprio interesse di installarsi in quell'area. E l'amministrazione comunale ha confermato la volontà a procedere in tempi brevi a un confronto con i vari enti coinvolti, per una possibile approvazione del progetto entro la primavera 2013».
Se l'invaghimento di Ikea per Verona è lusinghiero, «ciò non significa che accetteremo qualsiasi proposta», chiariscono Giacino e Venturi. «Un progetto di queste dimensioni necessita del parere della Regione», avverte il vicesindaco. Le condizioni poste dal Comune sono tre: oltre a una corposa revisione viabilistica a carico di Ikea per snellire il traffico di Ca' di David, Borgo Roma e Golosine-Santa Lucia, si chiede la bonifica dell'area Compometal, e l'assunzione di lavoratori locali, tra cui gli ex operai della fonderia (130).
La questione Ikea non ha ancora sfiorato il Consiglio comunale, eppure già ribollono le contestazioni. Daniele Polato, consigliere Pdl, annuncia battaglia: «Su Verona sud insistono grandi attrattori di traffico, come Fiera, ospedale e università, e l'edificato ha una percentuale altissima. Vogliamo aggiungerne?».
Lorenza Costantino
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