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04.06.2012

Tosi conquista la Lega del Veneto

IL CONGRESSO DI PADOVA. Nella sfida con Bitonci per la segreteria nazionale della Liga, ottiene il 57% come per il Comune. Il vincitore: «Ora riprendiamoci gli elettori che hanno scelto il voto per Grillo o l'astensionismo»

Flavio Tosi con il governatore Luca Zaia (al centro) e Massimo Bitonci (a sinistra) a Padova FOTO BIANCHI

Flavio Tosi con il governatore Luca Zaia (al centro) e Massimo Bitonci (a sinistra) a Padova FOTO BIANCHI
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Padova. Il segnale, alle 14,42 nella sala congressi dell'hotel Sheraton di Padova lo dà Adelino Brunelli, storico militante veronese. Si gira verso la platea e alza il pollice. «Tutto ok». Com'era previsto, ma con qualche patema perché nei congressi non si sa mai, Flavio Tosi, con il 57 per cento dei voti, è appena stato eletto nuovo segretario della Lega Nord-Liga Veneta. Il 57, quindi, si conferma numero fortunato per lui visto che con la stessa percentuale aveva riconquistato, un mese fa, Palazzo Barbieri. Su 414 votanti, al congresso «nazionale» Tosi ottiene 236 preferenze, tutte quelle che aveva sulla carta alla vigilia, né una di più né una di meno. Lo sfidante Massimo Bitonci, ne ottiene 178 (42%), 58 in più dei 120 delegati che avevano sottoscritto la sua candidatura. Gli indecisi, quindi, hanno scelto l'ex sindaco di Cittadella che, a differenza del rivale, rimane seduto in prima fila insieme al segretario uscente Giampaolo Gobbo a seguire lo spoglio. Tosi entra in sala, fra gli applausi dei sostenitori, solo a esito certo. Bitonci si consola: «La mia sconfitta è stata meno netta di quello che qualcuno ipotizzava». Ma il vincitore lo chiama sul palco, insieme a Gobbo. «Ora, finito il confronto congressuale e dopo un esito elettorale tutt'altro che entusiasmante per la Lega, è tempo di lavorare tutti assieme per il movimento». Tosi non nasconde l'emozione. Qualcuno gli chiede se lo è più oggi o quando era stato rieletto sindaco. «Sono sentimenti simili, se vieni rieletto significa che hai onorato il debito che avevi con i tuoi concittadini. Quella di oggi per chi è nella Lega dal '91 è una cosa che ti segna, la Lega è metà della mia vita». E adesso? «Per cinque anni continuerò a fare il sindaco, così come l'ho fatto quand'ero presidente veneto del movimento». Ma per Tosi è anche il giorno della rivincita dopo gli attacchi dei mesi scorsi. Per settimane era stato tenuto al palo prima di ricevere il via libera alla presentazione della Lista Tosi che poi sarebbe stata determinante per la sua vittoria, una guerriglia interna culminata nello «stronzo» indirizzatogli dallo stesso Bossi. Tosi ora ricorda l'episodio con un sorriso: «Non sono mai stato un tipo permaloso, e poi ci fu un chiarimento...». E oggi, in via Bellerio a Milano, parteciperà al suo primo Consiglio federale - si discuterà di importanti modifiche allo statuto - in veste di segretario «nazionale». Tosi glissa: «Maroni quando parla di modello Verona si riferisce proprio alla possibilità che la Lega esprima le sue candidature a sindaco, a presidente della Regione e così via con una composizione più ampia della sua percentuale, per cui insieme alla Lega ci vogliono anche altre liste civiche per essere più forti. Questa scelta, comunque, alla fine in via Bellerio fu condivisa da tutti, Bossi, Calderoli, Gobbo, Dal Lago...».  Secondo Tosi, malgrado il risultato non esaltante per la Lega delle recenti amministrative, «c'è ancora la possibilità di tornare credibili di fronte agli elettori». Nel suo intervento in sala aveva detto che molti leghisti avevano scelto il voto di protesta con Grillo o si erano astenuti. Ora fa sfoggio di ottimismo: «Sono voti recuperabili, perché noi siamo ancora percepiti come il partito che rappresenta gli interessi del Nord. Ma soprattutto oggi i cittadini vogliono risposte concrete ai loro problemi e non baruffe politiche, non è più il tempo di guerre intestine. Dobbiamo lavorare tutti su obiettivi raggiungibili, lasciando da parte slogan inutili».


Enrico Santi

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