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09.05.2012

Il sindaco Tosi dopo la rielezione:
«Resto qui per completare l'opera»

PRIMO GIORNO A PALAZZO BARBIERI. Il sindaco dopo la rielezione rientra in ufficio, partecipa a una messa e va a Porta a Porta. Tosi: «A Roma potevo andarci tante volte...». Mille sms, telefonate con Bossi e con Leoluca Orlando

Prima giornata dopo il voto: il sindaco Flavio Tosi ritorna in ufficio e riprende in consegna la fascia tricolore per altri 5 anni FOTO MARCHIORI

Prima giornata dopo il voto:  il sindaco Flavio Tosi ritorna in ufficio e riprende in consegna la fascia tricolore per altri 5 anni FOTO MARCHIORI
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Verona. Ci...risiamo e ci resteremo. Tre ore di sonno, per Flavio Tosi, confermato sindaco. «Sono andato a letto alle 5, dopo la festa, ma sono abituato a dormire poco. E ora c'è da lavorare per la città». Un migliaio gli sms ricevuti. Risponde a tutti. Telefonate illustri, come quella di Umberto Bossi, «con lui ho un rapporto chiaro e franco e mi ha detto di essere felice per Verona», dice Tosi nonostante abbia affermato giorni fa di ritenere inopportuna la sua ricandidatura a segreterio federale. Quindi quella del candidato sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l'esponente dell'Idv andato al ballottaggio con Fabrizio Ferrandelli. «Ci siamo detti in bocca al lupo a vicenda». COME PRIMO impegno istituzionale, la messa nella basilica di Sant'Anastasia per ricordare tre carabinieri di Verona scomparsi, fra cui il sottotenente Enrico Frassanito, vittima dell'attentato terroristico e Nassiriya, in Iraq, il 29 aprile di sei anni fa. Poi la visita a una centenaria, Norma Conato, di Avesa, e quindi la registrazione, a metà pomeriggio, della trasmissione televisiva Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa. «Le presenze in tivù occupano soltanto il 5 per cento della mia attività, per il resto lavoro per Verona». Il giorno dopo la vittoria non tira il fiato Flavio Tosi, eletto sindaco per la seconda volta lunedì con il 57,35 per cento, portando a Palazzo Barbieri una maggioranza formata da Lega Nord, il suo partito (10,72 per cento) e dalla lista Civica per Verona Tosi sindaco (37,24), le uniche due formazioni che entrano con lui nel nuovo Consiglio comunale, che come la Giunta vedranno un «monocolore» tosiano. Tosi arriva in municipio intorno alle 9. Nel suo ufficio, sbriga qualche pratica, poi indossa la fascia tricolore da sindaco e parla al telefono con Radio Padania, che magari il tricolore non lo gradisce proprio. Grandi pacche sulle spalle e abbracci con Vito Giacino, il vicesindaco uscente, confermato con oltre 4.000 preferenze, e poi con Alberto Benetti e Stefano Casali, rispettivamente assessore e consigliere uscente e confermati a suon di voti, e l'assessore leghista Enrico Toffali. SUL TAPPETO, sulla scrivania e anche nel laboratorio politico di Verona 2012-2017 Tosi, come puntualizza dopo la sua elezione, ha progetti e programmi da completare, avviati durante il primo mandato e da chiudere nel secondo, come il passante nord con traforo delle Torricelle, il filobus, la riqualificazione dell'ex caserma Passalacqua e dell'Arsenale, il termovalorizzatore di Ca' del Bue, per non parlare della gestione degli enti e delle aziende e del loro rilancio. Senza contare la cosidetta ordinaria amministrazione, che probabilmente incide di più nell'opinione pubblica rispetto alle grandi opere. Ma Tosi avrà la testa a Verona o, visto il suolo ruolo di star nella Lega, è proiettato altrove? «Avevo detto che se avessi vinto a Verona avrei puntato alla segreteria della Liga Veneta e così è», dice in piazza Bra, di fronte alla scalinata di Palazzo Barbieri, «ma quanto a Roma dico che in passato ci sarei potuto andare più volte, ma alla fine ho scelto il Veneto e Verona. E qui intendo restare per completare il lavoro. È questo l'impegno che intendiamo mantenere per i prossimi cinque anni». ALLE 11 la celebrazione in Sant'Anastasia in onore di tre carabinieri scomparsi, il sottotenente Enrico Frassanito, di cui erano presenti in chiesa la mamma Anita e il fratello Giuseppe, e poi l'appuntato scelto Ciro De Vita e l'appuntato Giuseppe Chiariello, ai familiari dei quali Tosi ha rivolto un saluto, insieme al comandante provinciale dei carabinieri, Paolo Edera. Ha presieduto la messa don Corrado Tombolan, cappellano della legione Veneto dei carabinieri e responsabile interforze dei cappellani del Veneto, concelebrante monsignor Silvano Mantovani, parroco di Sant'Anastasia. «Essere qui è un atto doveroso anche in ricordo di mio nonno, Luigi Chemini, carabiniere, nato nel 1891. Ho un rapporto speciale con l'Arma e mi fa estremamente piacere che la mia prima uscita ufficiale da rieletto sindaco sia dedicata all'Arma». Ma Tosi può davvero diventare addirittura il leader federale della Lega, come ipotizza Vittorio Feltri? «Io conosco il valore dell'ex ministro Roberto Maroni e credo sia lui la persona più credibile e idonea per guidare la Lega Nord». Tosi lascia il palazzo con l'auto guidata da Idelmo Benedetti, che lo accompagna da cinque anni, e con il carabiniere Fabrizio Molinelli che gli fa da scorta alternandosi con l'altro, Alessandro Scandola, che Tosi dopo la rielezione ha ringraziato per il lavoro svolto in questi anni, vicino a lui.


Enrico Giardini

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