17.04.2012
«JACKPOT» A SANTA LUCIA. Michele Piccicuto e Giorgio Reggiani stavano giocando alcuni spiccioli e tutto si è illuminato. Ma di colpo le macchinette hanno dato i numeri. I due giocatori: «Stavamo aspettando il tagliando del premio». Battibecco con la titolare ma dal monopolio: «Vincita valida»
Verona. «Si è illuminata tutta la slot machine, è uscita la scritta “Hai vinto” e c'era pure una bella musichetta e io stavo per fare il secondo infarto dalla gioia. E poi bam, di colpo si spegne tutto e mi dicono che è un errore. Ma stiamo scherzando?». Racconta così Michele Piccicuto, ferroviere cinquantenne, lo shock subito ieri insieme a Giorgio Reggiani, fotografo in pensione, al punto Snai di Santa Lucia. Entrambi stavano giocando alcuni spiccioli alle slot machine nella stessa sala quando all'improvviso, i loro due monitor hanno cominciato a illuminarsi e sul video è apparsa la scritta «Hai vinto» con tanto di musica come accade per la vincita del «Jackpot» nazionale. I due, ancora inebetiti, sono stati subito attorniati dagli altri giocatori e hanno notato che il segnalatore del Jackpot era sui 485mila euro. Ma nemmeno il tempo di capire che la loro vita stava per cambiare e di colpo tutte le slot di quel blocco sono andate in tilt riportando solamente la scritta «Tentativo di riconnessione» e il credito residuo delle banconote inserite per le giocate. Che per Reggiani erano 34 euro mentre Piccicuto si stava giocando l'ultimo euro. «Stavo aspettando lo scontrino con la vincita per capacitarmi che fosse davvero successo a me», racconta Reggiani, «quando tutto è andato in tilt. Così ho chiamato la responsabile del centro e mi ha riferito che c'è stato un errore di sistema e che la vincita non era certificata. Ma a me è sembrata una truffa bella e buona e così ho cominciato a telefonare agli uffici nazionali della Snai ma non sono riuscito ad avere alcuna risposta e quindi ho chiamato i carabinieri che a loro volta hanno allertato la Guardia di finanza». E, infatti, nella sala slot che si affaccia su stradone Santa Lucia si è creata molta tensione: la titolare, Farije Shele, ha cercato di calmare gli animi convinta che bastasse dire che si era trattato di un errore per far sì che i suoi ospiti se ne andassero senza replicare. Racconta: «Si tratta di un problema che si è verificato in altre parti d'Italia, nello stesso momento: un chiaro blocco del sistema. Anche a Bussolengo è accaduto e là il giocatore ha capito e se ne è andato senza fare tante storie». Ma a quel punto scatta la bagarre perché la signora viene accusata da altri due giocatori che avevano assistito alla vincita di non raccontarla giusta. Sami Hnaien, un giovane fabbro marocchino, le contesta: «Prima ci hai detto che la vincita a Bussolengo è stata confermata e che il biglietto è uscito e ora dici il contrario». Lei, sentendosi aggredita, lo intima a lasciare la sala visto che non sta giocando. Volano parole grosse davanti ai finanzieri che stanno prendendo il numero di matricola di tutte le slot. Poi le acque si calmano quando gli agenti vanno con la responsabile nella cabina di regia a controllare i video delle telecamere e a verificare, tramite il Monopolio di Stato, se le macchine sono regolarmente collegate online e quindi se si può risalire alla registrazione delle eventuali vincite. I finanzieri procedono quindi a interrogare separatamente tutte le parti in causa: i due vincitori, la responsabile del locale e qualche testimone. E Reggiani, poco dopo, esce soddisfatto dal colloquio e spiega: «Dal controllo, i finanzieri hanno avuto conferma dal monopolio che la vincita c'è stata. Per la verità il jackpot è stato vinto da più persone contemporaneamente in tutta Italia per un problema del sistema. E i finanzieri sono dovuti intervenire a sedare gli animi anche in altri posti. Per ottenere questi soldi, però, dovremo decidere se fare una class action oppure se rivolgersi singolarmente a un avvocato. E se li otterrò devolverò il 10 per cento in beneficenza». Anche Piccicuto pensa già a come festeggiare: «Sono invalido per via dell'attacco di cuore, lavoro solo io e ho un figlio di 20 anni, mi farebbero proprio comodo questi soldi, comprerei la casa e farei una bella festa». Faisel Fatteh, panettiere magrebino di 38 anni, è disposto a testimoniare la loro vittoria: «Io ero proprio dietro Giorgio, ho visto tutto, dalla Snai non possono dire che non hanno vinto. Non siamo mica a "Scherzi a parte", se c'è stato un errore della macchina è un problema loro, non di chi ha vinto».
Giorgia Cozzolino
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