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13.04.2012

Abbandonata in strada,
venti ore in carrozzina

ZEVIO. Signora lasciata dall'ambulanza vicino al Chiarenzi, è rimasta nella hall per tutta la notte. Nessun parente si è fatto vivo e solo ieri pomeriggio vigili, carabinieri e Ulss sono riusciti a trovarle un posto a Marzana

Signora in carozzina

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Zevio. Cercava un posto dove essere ospitata, è rimasta seduta sulla sua carrozzina nella portineria dell'ospedale Chiarenzi per quasi 20 ore, lasciata lì dall'ambulanza. La vicenda della donna abbandonata quasi come un pacco ha scosso il paese, di lei si sono subito occupati polizia municipale e carabinieri. Mercoledì pomeriggio, da poco dimessa dal pronto soccorso del policlinico di Borgo Roma, la signora pensava di poter chiedere asilo all'associazione Betania di Bosco, frazione di Zevio. Ma la struttura d'accoglienza, come informano i responsabili, non aveva posto, né del resto era stata preventivamente informata. Così la signora cinquantunenne ha optato per il capoluogo. Secondo quanto dichiara, un'ambulanza della Croce blu l'ha depositata davanti all'ospedale verso le 16 e lei è rimasta nel bar di fronte fino alla chiusura, intorno alle 19, per trasferirsi quindi nella portineria del Chiarenzi in attesa che dei parenti la venissero a prendere. E lì invece è rimasta tutta la notte e l'intera mattina di ieri, tra la solidarietà del personale dell'ospedale. Va precisato che il Chiarenzi non dispone di punto di primo intervento, essendo un centro esclusivamente riabilitativo. Per cui i ricoveri avvengono solo se programmati. Nel primissimo pomeriggio di ieri è sopraggiunta la disponibilità da parte dell'Ulss 21 di mettere a disposizione della donna una stanza. Il direttore sanitario, Francesco Buonocore, parla di abbandono: «A quanto mi risulta», afferma, «la signora è stata abbandonata davanti all'ospedale. Nell'attesa delle indicazioni dei vigili di Zevio, ho disposto le sia riservata una stanza dove mangiare, lavarsi ed essere sottoposta a visita medica, perché è giusto porre prima attenzione alle persone che agli aspetti burocratici. Se possibile denuncerò l'abbandono e poi ci rivolgeremo ai figli che, a quanto ho saputo, le hanno revocato la patria potestà». Il presidente della Croce blu provinciale, Alberto Grigoletto, esclude responsabilità da parte dei suoi volontari: «A fronte dell'indisponibilità di Betania, è stata la donna, priva di patologie in corso perché ha richiesto la nostra ambulanza dall'edicola antistante il policlinico, a chiederci d'esser accompagnata al bar davanti al Chiarenzi, dove, a suo dire, l'avrebbe prelevata una parente. Non potevamo fare diversamente a fronte della richiesta di una persona lucida e cosciente, diversamente sarebbe scattato il sequestro di persona». zBen altro atteggiamento avremmo avuto», prosegue, «se la persona fosse stata presa in carico da un ospedale. Più tardi, alle 21, un medico del Chiarenzi ci ha chiesto di trasferirla all'ospedale di San Bonifacio. Trasporto rifiutato perché la notte non siamo convenzionati con l'Ulss 21. Quindi i nostri volontari hanno avuto una condotta impeccabile. Purtroppo, a quanto abbiamo capito, la situazione della signora è da servizi sociali, settore non di nostra competenza». Intanto dal racconto della donna traspare un'esistenza difficile, di solitudine, il desiderio di trovare un posto fisso in cui vivere. Dice d'essersi divisa dal marito una decina d'anni fa e successivamente dal convivente. «A dicembre compirò 52 anni, se ci arrivo», aggiunge, alludendo ai suoi guai fisici: un occhio che non ci vede bene, le gambe che non reggono causa un'operazione al femore non riuscita, i postumi di un ictus al braccio sinistro. Quanto ai figli, «Lasciamo perdere», risponde, lasciando intendere quanto per lei il capitolo sia doloroso. Dei dipendenti del Chiarenzi, dice: «Tutti generosi, mi hanno offerto brioche caffè e cappuccini. Il medico di notte ha chiamato dappertutto per aiutarmi. Ora attendo di vedere se la polizia municipale mi ha trovato un posto dove andare». La risposta affermativa del comandante Renato Cavallaro e dell'Ulss arriva in serata: la donna sarà accolta nella lungodegenza dell'ospedale di Marzana, appartenente all'Ulss di provenienza.  


Piero Taddei

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