07.04.2012
Mi permetto, da non credente, di offrire uno spunto di pensiero riguardo questi giorni di Pasqua, giorni terribili e duri, Il figlio di Dio lasciato morire sulla croce. Ma che poi resuscita.
C’e’ chi ci crede.
Mi permetto, da non credente, di offrire uno spunto di pensiero riguardo questi giorni di Pasqua, giorni terribili e duri, Il figlio di Dio lasciato morire sulla croce. Ma che poi resuscita.
C’e’ chi ci crede.
C’e’ chi invece non ha la Fede.
Entrambi hanno ragione.
C’e’ pero’ un testo, un momento di grande poesia, che mi suggerisce una storia altrettanto importante.
E’ la Buona Novella di De Andre’.
Sulle croci accanto a Gesu’ ci sono anche Dimaco e Tito. I due ladroni.
Sotto le croci ci sono le tre madri.
Tutte e tre mamme. Tutte e tre disperate nel vedere i figli abbandonati che muoiono.
E’ una poesia che ci suggerisce che si, il figlio di Dio muore sotto gli occhi della mamma, ma anche Tito e Dimaco moriranno, e sotto le croci ci sono solo le loro madri, unite nella sofferenza atroce di vedere un figlio che muore, ma sono li’ tutte e tre, sole pero’. Hanno dato loro la vita. Guardano, ora, la morte dei loro figli.
Pasqua e’ il giorno che, tramite la storia della morte e resurrezione di Gesu’, ci ricorda, che tutti siamo persone, che tutti siamo degni di essere amati, tutti abbiamo come dono la vita, tutti abbiamo madri e vite degne di essere ricordate, rispettate, piante, amate.
Aurelio Clementi
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