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05.04.2012

Un grazie ai medici di Borgo Trento per la sensibilità e la premura

Egregio direttore de L’Arena Mi permetto di portare a Sua conoscenza la mia esperienza e di chiederne la pubblicazione perché ritengo possa far piacere ai Suoi lettori conoscere l’esistenza di una struttura pubblica nella vostra città con caratteri d’eccellenza.

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Egregio direttore de L’Arena, mi permetto di portare a Sua conoscenza la mia esperienza e di chiederne la pubblicazione perché ritengo possa far piacere ai Suoi lettori conoscere l’esistenza di una struttura pubblica nella vostra città con caratteri d’eccellenza. In questo momento in cui la cronaca, sempre più spesso purtroppo, è costretta ad occuparsi di malasanità e in cui noi cittadini siamo alle prese con disservizi di ogni genere credo sia importante ed opportuno sottolineare situazioni positive, in controtendenza, che rimarrebbero, altrimenti, sconosciute. Ho frequentato per oltre tre anni, con mia moglie malata, l’ospedale Borgo Trento, unità operativa di oncologia, day hospital. Siamo stati accolti da personale efficiente e competente ma anche sensibile e premuroso. Si sono presi cura di noi, non solo della malattia, ma anche di noi persone, tenendo presente la nostra famiglia, dimostrandosi flessibili e disponibili anche in funzione delle nostre esigenze di pendolari, siamo di Trento, e genitori di due figli piccoli. A mia moglie sono state erogate tutte le cure dovute con grande competenza e professionalità ma anche con attenzione e cortesia: siamo stati accompagnati in questo percorso dolorosissimo da persone straordinarie che hanno contribuito a lenire non solo i sintomi della malattia ma anche le sofferenze di noi familiari. I medici, i paramedici e tutto il personale che abbiamo conosciuto non si sono limitati al loro dovere, facendosi carico della patologia, ma si sono presi cura di noi come persone con scienza e coscienza. Nonostante il male si sia rivelato fin dall’inizio inesorabile, in tutta la sua gravità, lasciandoci ben pochi margini di speranza, tutti hanno continuato ad adoperarsi e a sostenerci senza abbandonarci, fino alla fine. Non ci siamo mai sentiti un numero a percorrere un protocollo di cura già scritto e sperimentato nella routine del loro lavoro quotidiano ma una famiglia sorretta in un momento tanto drammatico. Ora che mia moglie non è più con noi, il mio ringraziamento e la mia gratitudine vanno a tutto lo staff del day hospital che hanno, tra l’altro, consentito a me e ai miei bambini di vivere con lei tutto il tempo possibile e nelle condizioni più accettabili per la sua malattia

ANDREA CRISTELLI

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