Torna in aula dopo 15 anni il caso
delle «Camicie verdi» padane

24/02/2012
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Processo alle Camicie Verdi Padane

Verona. Ritorna in aula il 25 febbraio, a 15 anni dalle indagini condotte all’epoca dal procuratore Guido Papalia, la vicenda giudiziaria legata alla Guardia Nazionale Padana, nota come l’indagine sulle «camicie verdi». Un procedimento che negli anni ha scatenato molte polemiche, registrato alcuni ricorsi alla Corte Costituzionale e ha visto uscire di scena indagati di rilievo, come gli esponenti di punta del Carroccio. Ora a essere chiamati a comparire solo una trentina di militanti accusati di aver avuto parte in una associazione a carattere militare con finalità politiche. Tra questi c’è chi ha annunciato che chiederà i danni per le lungaggini giudiziarie.

Attorno proprio a questa ipotesi d’accusa - l’unica rimasta nei diversi passaggi del procedimento davanti ai giudici - il tribunale scaligero nell’ottobre del 2010 aveva chiesto alla Consulta un parere sulla legittimità costituzionale del decreto che nel frattempo aveva portato alla cancellazione il reato, non senza polemiche sul piano politico. La Corte, nel novembre scorso, aveva rinviato gli atti al collegio veronese affinchè rivalutasse gli atti alla luce del nuovo quadro normativo che di fatto aveva reiterato quanto previsto dal decreto governativo varato quello stesso anno. Domani in udienza, il Pm Angela Barbaglio proporrà probabilmente al collegio giudicante lo stesso quesito di legittimità costituzionale, alla luce anche del terzo comma dell’art. 18 della Costituzione che vieta, tra l’altro, le associazioni«che perseguono anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare».

A quel punto, i giudici potrebbero decidere di rinviare una istanza di chiarimento alla Consulta o prendere atto delle indicazioni data dalla stessa e dichiarare il non doversi procedere perchè il fatto contestato dall’accusa non è più previsto come reato. Una possibilità, quest’ultima, secondo il rappresentante dell’accusa, che potrebbe sembrare in contraddizione rispetto a decisioni precedenti espresse dallo stesso collegio. I giudici, infatti, su richiesta dell’accusa, avevano chiuso la prima e unica udienza avanzando, sulla base della vecchia norma di abrogazione del reato, la richiesta di un pronunciamento della Corte Costituzionale.

Ad avviare l’inchiesta sulle «camicie verdi», ad avanzare l’ipotesi che fosse stata costituita una organizzazione presente in più regioni e con una struttura gerarchica, era stato l’allora procuratore di Verona Papalia. Al centro delle indagini, che avevano portato anche a una perquisizione in via Bellerio, a Milano, nella sede della Lega, episodi riguardanti il periodo 1996-97.




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