La Lista Tosi rilancia: al voto ci saremo. Zaia: «Anche per me nel 2002 fu "veto"»

I «niet» di Bossi non fermano i preparativi della formazione per la campagna elettorale delle comunali. Il coordinatore Miglioranzi: «Avanti tutta, il sindaco mi ha detto che la partita è ancora aperta». Zaia: «Nel 2002 a Treviso sperimentai la stessa situazione. Spero si trovi una via d'uscita»
07/02/2012
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Il sindaco con le consigliere della Lista Tosi Monica Lavarini (a sinistra) e Antonia Pavesi

Verona. «Alle elezioni ci saremo di sicuro, avanti tutta come un missile». A rilanciare la battaglia, il giorno dopo il «niet» del Consiglio nazionale della Liga veneta a un ritorno in campo della Lista Tosi alle amministrative di primavera, è Andrea Miglioranzi, coordinatore e capogruppo della lista in Consiglio comunale. Che si dice sereno. «La situazione è tutt'altro che compromessa. Se ho sentito il sindaco? Sì, mi ha detto che la partita è ancora aperta, per cui andiamo avanti a lavorare».  Il fatto che i responsabili della formazione avrebbero già individuato una sede per la campagna elettorale, sarebbe un'ulteriore conferma della loro determinazione. Magari cambiando nome, vista la proibizione delle liste «personali» da parte dei vertici del Carroccio. «Che si chiami Lista Tosi o Lista del sindaco o qualcos'altro», taglia corto Miglioranzi, «lo deciderà Flavio, ma questo è un problema che per ora non ci poniamo, quel che è certo è che la nostra forza è non tanto nel nome, ma nell'essere identificati con il sindaco e con il lavoro compiuto in questi cinque anni di ottimo governo della città, sarebbe una follia disperdere un tale patrimonio: questa forza civica c'è e ci sarà, perché è indispensabile per vincere». Ma i vertici del Carroccio non la vedono così. «E questo è preoccupante», esclama Miglioranzi, «perché vedo dirigenti distanti dalla base, mi auguro che si ricompattino al più presto».  Che dietro il divieto dell'utilizzo di una lista con il nome del sindaco, ribadito a Vicenza dallo stesso Umberto Bossi, ci sia una lotta di potere senza esclusioni di colpi interna al movimento l'aveva suggerito lo stesso Tosi. «È una regola che non c'è mai stata, e chissà perché salta fuori adesso. Tra l'altro», aveva aggiunto, «in un caso che ha meno senso perchè a Verona non corriamo con il Pdl e possiamo capitalizzare parecchio mettendoci una civica». Nei giorni scorsi Tosi, pur precisando di non voler danneggiare la Lega, aveva anche ipotizzato di non ricandidarsi se non avesse potuto schierare la sua civica. Ma per il momento non ci saranno sorprese. «Da qui alle amministrative c'è tempo», si sussurra nell'entourage del primo cittadino.  Al Consiglio nazionale svoltosi sabato a Padova, tra l'altro, gli avversari interni di Tosi avrebbero nuovamente tentato di far commissariare la segreteria provinciale retta dal fedelissimo Paolo Paternoster. Ma il tentativo è stato stoppato dal governatore Luca Zaia. «A tre mesi dalle elezioni», avrebbe detto, «sarebbe un messaggio devastante». Ma neanche ieri sono mancati gli attacchi al sindaco dal fronte interno. Sandro Sandri, consigliere regionale, ex assessore di Tosi ed ex assessore regionale alla sanità, lo contesta duramente: «Non è possibile che Tosi, militante così noto e bravo sindaco, ponga condizioni al suo partito, dicendo che o gli fanno presentare anche la Lista Tosi o non si ricandida. Piuttosto, si metta a disposizione del partito e si ricandidi per la Lega. Se non lo fa», esclama, «vuol dire che ha in mente un altro disegno». Sandri ne ha anche per Paternoster: «Non capisco la sua posizione di segretario provinciale della Lega che segue Tosi in questa battaglia per la sua civica, neanche ne fosse lui il coordinatore». E se la Lista Tosi cambiasse nome? «Le liste civiche vanno vagliate dal Consiglio nazionale, ma al 99,9 per cento sono convinto che non ci sarebbe problema». Se la prende con Tosi anche il deputato Marco Desiderati, capogruppo della Lega in commissione Trasporti. «Di personaggi così», afferma, «non sappiamo cosa farcene».
Il governatore veneto Luca Zaia, a proposito delle tensioni interne alla Lega sul divieto posto a Flavio Tosi a presentare una propria lista, ha ricordato di «essere stato oggetto, in passato, della stessa direttiva». «Nel febbraio 2002 - ha spiegato Zaia - iniziai una campagna per la presidenza della Provincia di Treviso con una lista che si chiamava "Zaia" e quella lista si trasformò, prima della
campagna elettorale, in "Forza Marca"». «Perciò - ha concluso
- il limite posto a Tosi nel nostro movimento non è una
novità».  «L’attuale direttiva - ha inoltre aggiunto Zaia - prevede che assieme alla lista della Lega possano essere associate una o più liste civiche». «Spero in ogni caso - ha detto anche - che a Verona si possa trovare una soluzione all’empasse che si è venuto a creare». Sempre in tema di elezioni amministrative e di rapporti con il Pdl, Zaia ha sottolineato che «viene confermata la linea
della responsabilità nei confronti delle amministrazioni in cui
siamo alleati, Regione Veneto in primis».




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