Allarme per il disagio minorile
Esperti a rapporto in Comune
GARDA. Assessori, sindaco, parroco, insegnanti, assistenti sociali, vigili e carabinieri impegnati a fare prevenzione. Dopo episodi di vandalismo, danni, furti con scasso uso di stupefacenti e alcolici, l'amministrazione ha convocato un tavolo per discutere del problema
Garda. Politiche giovanili all'ordine del giorno. Amministrazione, parrocchia, carabinieri, polizia locale, scuola ed associazioni fanno sistema per prevenire il malessere di ragazzini e bambini. Perché Garda sarebbe «la punta di un iceberg», di un disagio che tocca sempre più famiglie, riflettendosi sui minori che mostrano comportamenti di contrasto, difficoltà emotiva, scarsa aderenza alle regole tanto da arrivare a compiere, talvolta, gesti inconsulti. Come piccoli furti, scassi, atti vandalici, performance di cui, però, non sono sempre da ritenersi responsabili, benché spesso a loro additati. «Colpa dei soliti...» dicevano in paese quando, prima di Natale, le pecore del Presepe del Borgo finirono in acqua come le sedie di un bar. «Sono sempre loro, sempre gli stessi», si ripeteva anche quest'estate dopo una serie di altri atti vandalici. Il problema del disagio e dei bisogni giovanile sono una emergenza che il Comune sta affrontando, investendo maggiori risorse anche economiche. Sul tema qualche sera fa l'assessore ai servizi sociali Federico Manzalini, col sindaco Antonio Pasotti, ha organizzato una riunione invitando addetti ai lavori ed esperti. Erano presenti educatrice ed assistente sociale, Michela Bertamè consigliere della Lega Nord e maestra, Giorgio Mondo comandante della polizia locale con i suoi agenti, Maria Luisa Risari presidente del Circolo anziani, Maria Zappalà coordinatrice della scuola dell'infanzia, Costanza Bertoldi dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo (Ic) di Garda, Massimo Felisi presidente del consiglio di istituto, il parroco don Giuseppe Marchi con Alfredo Michelon dell'associazione Noi Garda, Andrea Vilio consigliere Avis, Mirko Dorizzi dell'Ac (Associazione calcio) Garda, Paolo Giavoni responsabile del servizi sociali dell'Ulss 22 e Luca Scolari comandante dei carabinieri della stazione di Bardolino. Ha premesso Manzalini: «Questa riunione ne segue una fatta a settembre tra noi, Ulss 22 e carabinieri. In quel caso», ha ricordato, «ci eravamo anche concentrati su un gruppo di minori dediti ad assunzione di stupefacenti ed alcolici, ritenuti responsabili di atti vandalici avvenuti d'estate. Lo scopo dell'incontro era di organizzare insieme nuove iniziative in materia di politiche giovanili per cui si era pure approfondita la situazione del disagio familiare che si ripercuote sui ragazzi». Ora si procede. «Mi occupo di servizi sociali nel territorio», ha proseguito Giavoni, «Garda non è che la punta di un iceberg dove, rispetto alla popolazione, la percentuale di bambini in affido o in comunità è alta perché il nucleo familiare sta male. Sono molte le segnalazioni in Prefettura di minori che assumono stupefacenti. Spie preoccupanti poiché sono segnale di disagio». «Abbiamo raccolto la richiesta della popolazione di intervenire nelle politiche giovanili, come promesso in campagna elettorale», ha proseguito Manzalini. «Si sono così già predisposti interventi volti a migliorare i servizi del Comune investendo ulteriori risorse. Abbiamo ad esempio rinnovato il contratto di comodato gratuito con l'Ulss 22 per l'uso del locale comunale dove, nella palazzina di Piazza del Donatore, ha sede il centro educativo». Qui 8 ragazzini sono seguiti da educatori professionali tutti i pomeriggi nei compiti e nelle attività di svago e durante il pranzo. «Visto il successo dello scorso anno, vi abbiamo destinato il doppio dei fondi: 10mila euro per 2012», ragguaglia l'assessore. Inoltre, considerati gli aumenti delle richieste di intervento su vari fronti, abbiamo aumentato a 24 le ore di presenza in Comune sia dell'assistente sociale, sia dell'educatrice. Abbiamo inoltre organizzato incontri sul tema del rapporto tra genitori e figli adolescenti che proseguiranno. Ora c'è questo tavolo di confronto voluto per valutare insieme altri interventi, sempre a sostegno delle politiche giovanili». Bertoldi ha assicurato il successo dello sportello attivo nel Progetto benessere, attuato da oltre dieci anni con Ulss 22 e Comune, che offre consulenze a genitori e insegnanti. Il punto di riferimento si rivela «ottimo canale per ascoltare i bisogni emergenti ed offrire supporto». Giavoni ha indicato tre piste di intervento: «Lavorare sulla genitorialità organizzando nuovi incontri sulle pratiche educative, avvicinare i ragazzi al tema della legalità e collaborare con chi si occupa di loro nel tempo libero, le associazioni».
Barbara Bertasi
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1 PaoloMudanda 31/01/2012 11:40 417 commenti
Mi sembra che tutt sappiano di chi si tratta ma non vogliano punire nessuno per proteggerli. Aspettano che ci sia un'episodio ancora più grave?