Il centro commerciale tiene aperto
E i dipendenti scioperano all'esterno
LA POLEMICA SULLE DOMENICHE. I lavoratori dell'Auchan di Bussolengo si sono radunati per protesta sul piazzale. «Le aperture libere del decreto Salva Italia sono solo "deregulation". Senza sviluppo»
Verona. Uno sciopero per fermare «l'arroganza» della grande distribuzione. Così i sindacati hanno definito la protesta organizzata ieri davanti al centro commerciale Auchan di Bussolengo: i lavoratori si sono radunati nel piazzale per manifestare il proprio dissenso contro la decisione delle grandi catene commerciali di adottare le direttive previste dal decreto «Salva Italia», snobbando la normativa regionale. Ciò significa serrande alzate tutte le domeniche dell'anno, senza se e senza ma, indipendentemente da quanto previsto dalla legge 30 approvata lo scorso dicembre dalla Giunta di Palazzo Balbi, che limita le aperture a 16 durante l'intero anno, oltre a quelle di dicembre.
Alcuni gruppi come Auchan, Pam e Coin-Oviesse, infatti, nelle scorse settimane avevano presentato ricorso al Tar contro le disposizioni della Regione, ottenendo la sospensione dell'ordinanza sindacale fino al 22 febbraio, data in cui è prevista la camera di consiglio sul caso. Cosa accadrà quel giorno? Quel che è certo è che i sindacati Cgil, Cisl e Uil stanno valutando la possibilità di costituirsi parte civile.
Ieri a scegliere di tenere aperto sono stati il supermercato Pam di via IV Novembre, l'unico all'interno del territorio comunale, le Corti Venete di San Martino Buon Albergo e, appunto, l'Auchan, dove si è svolta la protesta, organizzata anche nelle altre città del Veneto. «Riteniamo che le aperture domenicali, così come previste dal decreto "Salva Italia", portino solo a una "deregulation" del settore, senza creare maggiore occupazione né sviluppo economico», spiegano Floriano Zanoni (Filcams Cgil), Andrea Sabaini (Fisascat Cisl) e Cesare Ierulli (Uiltucs Uil). «Inoltre, si andrà a peggiorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici, impedendo loro di vivere la domenica in famiglia».
Alla manifestazione ha preso parte anche Roberto Fasoli, consigliere regionale del Pd. «Queste aperture vanno a penalizzare i negozi di vicinato, che rischiano di chiudere i battenti, costringendo le fasce deboli della società - tra cui gli anziani - a farsi accompagnare ai centri commerciali», dice Fasoli. «La legge regionale prevede il coinvolgimento di tutte le parti sociali quando si discute di aperture domenicali, alcune giornate di chiusura totale e la possibilità, al termine di un anno di monitoraggio, di modificare alcuni aspetti della norma».
Tra i manifestanti anche la mamma di un bimbo di 4 anni, disperata per i nuovi provvedimenti Monti. «È pazzesco, per venire a lavorare devo lasciare mio figlio a casa dai nonni o dal papà», racconta Claudia Mammi, dipendente di un centro commerciale, con le lacrime agli occhi. «L'unità della famiglia non c'è più, non si riesce più a trascorrere tempo assieme».
Manuela Trevisani
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1 Marco_da_Madonna_di_Campagna 04/02/2012 08:23 1387 commenti
detto da uno che come pseudonimo ha la traduzione letterale di "pazzo assassino" è tutto un programma...