Maroni lancia Tosi sindaco
«Vincerà anche senza il Pdl»

CONVENTION. L'ex ministro e numero due del Carroccio si è schierato a fianco del primocittadino dopo gli scontri interni. «Rielezione sicura». «Io sono un tosiano e vediamo se Flavio ha i “maroni” per rifare il sindaco». «Ha subìto attacchi come me perché troppo bravo e troppo leghista»
30/01/2012
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Il sindaco Flavio Tosi con l’ex ministro Roberto Maroni, numero due della Lega, ieri in Fiera per l’apertura della campagna elettorale FOTOSERVIZIO MARCHIORI

Verona. Tosi-Maroni: è Lega day in Fiera davanti a un migliaio di militanti, in tre sale. La logica dell'«ubi maior» imporrebbe di citare prima il «maior», appunto, cioè l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, ora deputato e aspirante a scalare al congresso la Lega guidata da Umberto Bossi. Ma stavolta, oltre a incoronare Tosi ricandidato sindaco della Lega, con altre liste civiche ma definitivamente senza più il Pdl, Maroni va oltre. «Dicono che Tosi sia un maroniano, ma invece sono io a essere un tosiano e voglio vedere se Tosi ha i “maroni” per rifare il sindaco a Verona», dice, fra applausi scroscianti. «Tosi, come me, ha subìto attacchi personali anche nel movimento, non tollerabili, perché è stato troppo bravo e troppo leghista».
MA ALLA manifestazione della Lega cittadina, guidata dal consigliere regionale ed ex assessore Paolo Tosato, intitolata «Con la Lega Nord e Tosi sindaco Verona è cambiata», Maroni va ancora più oltre. Se Tosi e la Lega vinceranno a Verona, precisa, «poi si aprirà la strada per tutto il Veneto e il nord del Paese. Il sogno è di vedere la Lega che da Verona lancia la sfida a un sistema politico ripiegato su di sè. Noi vogliamo essere un partito-sindacato della Padania e non abbiamo quindi da temere nulla», e ricorda Bossi, agli inizi: «Era il 1985 e aveva un grande sogno: fare della Lega il partito egemone del Nord. Pensai: è matto, ma quel pazzo visionario aveva ragione». Ed è l'unica citazione su Bossi, comunque applaudita.
Secondo Maroni dunque la Lega punta «a un modello-Verona» per tutta la politica nazionale. Alludendo al Pdl sostiene che il Carroccio non ha bisogno di allearsi con un partito «che dice il contrario di noi e sostiene un Governo Monti che porta solo tasse. Sarebbe un'ipocrisia», sottolinea, citando «La Padania» che ieri titolava «Tosi scalda i motori. A Verona la Liga punta al bis». «Tosi È stato ed è un ottimo sindaco e sono certo che esistano tutte le condizioni perché ciò accada ancora», aggiunge, dribblando sulla Lista Tosi. «È importante che ci sia una rappresentanza della società civile per arricchire il movimento», aggiunge, «e sul fatto di liste personali deciderà il Consiglio federale».
Dopo il no del Consiglio federale a liste civiche personali, con il nome del sindaco, Tosi aveva detto che senza la Lista Tosi si ritirerà. Anche lui dribbla: «Il ragionamento politico è che vincerà la Lega. A Verona noi vinceremo. E siamo qui per celebrare l'inizio della corsa solitaria della Lega per la campagna elettorale. Che ci siano le liste civiche accanto al candidato sindaco è normale, che ci sia il Pdl è molto meno normale». Tosi ribadisce l'ala del Pdl veronese (allusione a quella ex An guidata dai fratelli Giorgetti) che «ha remato contro gli alleati e la città» e dice poi che «dentro le civiche troveranno posto persone del Pdl che hanno lavorato con noi nell'interesse della città», riferendosi all'ala del vicesindaco Giacino e degli assessori Di Dio e Benetti, a consiglieri ex Fi. «E chi resterà del Pdl farà un'altra strada».
INSOMMA, giornata targata Lega (tosian-maroniana). Va in onda un film su cinque anni di amministrazione, con scene di Tosi impegnato su sicurezza, riqualificazione, viabilità. Sul palco, oltre a Tosato e al segretario provinciale Paternoster, gli assessori leghisti Corsi, Toffali e Pisa e i presidenti di circoscrizione Venturi, Zanotto e Andreoli, il capogruppo in Comune Barbara Tosi, sorella del sindaco. In sala gli altri consiglieri leghisti, l'eurodeputato Fontana e il deputato Bragantini, i regionali Bassi e Cappon e l'assessore Coletto, l'assessore provinciale Ambrosini, assessori regionali leghisti come Stival (veneziano), Conte (padovano) e Finozzi (vicentino), esponenti anche da Brescia e Reggio Emilia.
Assenti il deputato Francesca Martini, il presidente dei senatori leghisti Bricolo e Montagnoli, deputato, bossiani. Si vedono esponenti della Lista Tosi come il coordinatore e capogruppo Miglioranzi, l'assessore Perbellini, i consiglieri Pavesi, Spangaro, Lavarini, il presidente di Veronamercato Sardos Albertini. Sabato, a Padova, si riunirà il Consiglio nazionale della Liga Veneta, guidato da Gobbo (contro la liste civiche con i nomi dei candidati sindaco) che Tosi punta a battere al prossimo congresso. A Padova ci sarà anche Roberto Calderoli, l'uomo vicino al cerchio magico bossiano che coordina le segreterie della Lega nelle regioni. Da quella riunione dovrebbe uscire il «sì» o il «no» alla Lista Tosi. Sarà un sabato di fuoco.

Enrico Giardini

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commenti - 33

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17 maria1 30/01/2012 14:26 41 commenti

Santo subito !

23 amboseli 30/01/2012 13:35 144 commenti

TOSI SINDACO!

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