La città trema, ancora paura
Scuole aperte, la Procura vigila

Serie di quattro scosse, l'ultima alle 23.54. Ancora scintille tra l´assessore provinciale all´istruzione Luciani e il sindaco Tosi: «Non c´è stata una linea comune». Il procuratore: «Pronti ad aprire un´inchiesta se gli edifici scolastici sono stati costruiti male». Chiusa via Augusto Verità per il crollo di alcuni calcinacci, controlli in centro e Veronetta
28/01/2012
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I pezzi di cornicione caduti in via Augusto Verità FOTO MARCHIORI

Verona. A Verona e provincia si torna a tremare ancora. È successo tre volte ieri pomeriggio alle 15.50, alle 16.20 e 16,34, provocando ancora panico e agitazione tra i veronesi. Un'altra scossa, ancora, alle 23.54, di magnitudo 2. Niente danni ed epicentro, ancora, tra Grezzana e la Valpolicella.
Ma non c'è solo la reazione di chi anche ieri ha tremato per alcuni secondi nelle case, uffici e negozi di città e provincia tra lampadari e soprammobili. Ma in serata è stata chiusa via Augusto Verità in centro per la caduta di alcuni coppi e calcinacci dai tetti e dai cornicioni degli edifici su entrambi i lati della strada. Pietre, mattoni e calcinacci invadevano la careggiata. Fortunatamente al momento del crollo non passava nessuno. La strada è stata chiusa per un paio d'ora per permettere ai vigili del fuoco di mettere in sicurezza gli edifici. Decine di controlli sono stati effettuati non solo in centro ma anche a Veronetta e hanno tenuto impegnato i pompieri e i vigili per tutta la sera. Il terremoto, dunque, ha l'effetto di far scoprire le magagne dei nostri palazzi, scuole e condomini. E proprio su queste eventuali disfunzioni si sta concentrando l'attenzione degli investigatori in procura.  EDIFICI E NORME. «Il vero problema non è tanto chi mette in giro certe voci su possibili e future scosse di terremoto. Noi siamo più interessati a verificare l'idoneità di scuole e palazzi pubblici a reggere di fronte all'onda d'urto del terremoto», attacca il procuratore della repubblica mario Giulio Schinaia. «Se riceveremo segnalazioni su crolli in edifici pubblici e verificheremo responsabilità di chi ha costruito quegli immobili o di chi non ha svolto i controlli, avvieremo sicuramente gli accertamenti», avverte il capo dei pm scaligeri. Sul fronte, invece, del procurato allarme sembra non muoversi foglia. «Fino ad oggi, (ieri mattina ndr), non ho ricevuto alcuna segnalazione su chi può aver provocato ulteriore panico e allarme tra i cittadini in occasione delle scosse del terremoto», rivela ancora Schinaia.  Ma su eventuali indagini sui mitomani, in procura non sembra esserci una particolare attenzione o allarme: «Non ritengo che sia serio colpevolizzare il panico ne cercare un capro espiatorio», taglia corto il procuratore della repubblica. D'altro canto, chi in questi giorni vive le scosse con un certo panico appare più che giustificato: «Sono reazioni difficilmente controllabili». Sulla possibilità di prevedere scosse, il procuratore appare molto scettico: «È impossibile, nessuno può sapere se e quando arriveranno altri terremoti». SCUOLE APERTE. Tanto rumore per nulla. Le scuole di pertinenza della provincia, che sono complessivamente 53, di cui 25 nel comune di Verona, stanno bene. Il sisma di martedì notte non ha provocato danni, eccezione fatta per qualche crepa superficiale e qualche fessurazione. Segni che comunque non compromettono in alcun modo la sicurezza e la stabilità delle strutture. Le verifiche volute dal sindaco Tosi, che ha firmato l'ordinanza per chiudere tutte le scuole della città nella giornata di giovedì mentre la Provincia aveva dato invece il via libera, hanno quindi dato esito negativo per quel che riguarda le strutture provinciali. In buona salute è anche l'istituto San Micheli, dove una grossa crepa già esistente aveva messo in allarme i vigili del fuoco che, ancora mercoledì e a scuola aperta, avevano chiesto ulteriori verifiche da parte dei proprietari, cioè della Provincia.  «I tecnici si erano recati sul posto già mercoledì ma avevano trovato l'edificio chiuso. Tornati giovedì hanno controllato i vetrini posti a controllo della crepa, monitorata dal 2009, che non si sono mossi», spiega l'assessore provinciale all'Istruzione Marco Luciani. ISTITUZIONI CONTRO. Ieri quindi tutti gli studenti delle superiori sono tornati sui banchi di scuola. Ma come la terra che in questi giorni non smette di tremare, anche le polemiche tra il sindaco Tosi e l'assessore Luciani non sembrano del tutto sopite. «Il controllo capillare di tutti gli edifici avrebbe avuto più senso se fosse partito subito, la mattina dopo il sisma, anche a scuole aperte dato che sarebbe stato difficile chiudere tutte le scuole senza il preavviso necessario. Fatto questo, l'ordine di chiusura andava poi fatto solo in quegli edifici che ancora mancavano all'appello quanto a controlli o dove erano state rilevate situazioni che richiedevano maggiori verifiche. Sicuramente, quindi, non 200 scuole, considerato soprattutto che la normalità e la tranquillità dopo un evento straordinario come un terremoto si ripristinano proprio tornando alla quotidianità», analizza Luciani, che punta il dito anche sull'efficacia del tavolo in prefettura. «Ci siamo riuniti tutti per la gestione dell'emergenza sia in mattinata che nel pomeriggio e avremmo dovuto avere e stabilire una linea precisa e condivisa. Sarebbe stato un segnale di efficenza e coerenza verso tutti i cittadini, fermo restando l'autonomia decisionale e l'autorità di ciascun comune. Invece così non è stato», aggiunge l'assessore.

Giampaolo Chavan e Ilaria Noro




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