«Funivia o people mover?
Senza soldi, sono solo sogni»

AEROPORTO. All'Ordine degli ingegneri tavola rotonda sui possibili collegamenti tra la città e il Catullo. Il presidente Arena: «L'unico dato certo è il nuovo casello dell'A22». L'assessore Corsi: «Rilanciare il raddoppio ferroviario con Mantova»
28/01/2012
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Una funivia urbana realizzata in Spagna

Verona. «La priorità è dare al territorio una risposta economicamente sostenibile per il collegamento dell'aeroporto con la città. Se non ci sono le risorse, occorre migliorare quello che c'è. Senza soldi, infatti, tutti i progetti futuristici restano sogni». Parla chiaro Paolo Arena, presidente del Catullo all'incontro promosso dall'Ordine degli ingegneri per delineare la situazione attuale e le prospettive future per i collegamenti stradali e ferroviari tra Verona e l'aeroporto.  «Occorre individuare le strategie per creare questo collegamento che siano fattibili da un punto di vista economico», dice Arena facendo intendere che tutte le idee paventate negli anni come il People mover, il raddoppio ferroviario della Verona-Mantova e la funivia, sono considerate astrazioni prive di calcoli finanziari per il loro reale sostentamento. L'unica cosa su cui Arena si dice fiducioso è il nuovo casello autostradale perché «già deliberato dall'A22» e perché «è in corso un dialogo con il Consorzio Zai». Nei mesi scorsi infatti, più di qualche polemica era stata sollevata sulla mancanza di una bretella che collegasse il nuovo casello con il Quadrante Europa. Di questo avviso resta infatti il vice presidente della Provincia Fabio Venturi che dice: «Sono d'accordo con il casello autostradale ma credo che vada rivisto il progetto sulla base di una migliore fruibilità dell'infrastruttura». Venturi ritiene però che oltre alla viabilità sia necessario un collegamento veloce tra lo scalo e la città per incrementare il flusso dei turisti. E dice: «É opportuno fare uno studio per vedere se c'è lo spazio per un project financing in tal senso, una specie di metropolitana di superficie. E va pensato anche un collegamento diretto con Montichiari».  Per Enrico Corsi invece la soluzione da rivalutare è quella di un vecchio progetto della Regione del 2003 del raddoppio della linea ferroviaria Verona-Mantova che transiti per l'aeroporto. E dice: «Il progetto c'era e c'era anche il finanziamento del Cipe che poi è stato dirottato altrove. Al di là di tante belle proposte, bisogna valutare che il sistema aeroportuale adesso si regge anche sugli incassi dei parcheggi e che il Catullo non ha per questo flussi tali da sostenere un project financing per un collegamento speciale». Alessandro Montagnoli, deputato della Lega, aggiunge: «La situazione economica attuale vede risorse molto limitate vale perciò la pena individuare le priorità e i progetti più efficaci e concentrarsi su quelli». A fare il punto sui progetti che negli anni sono stati messi sul tavolo dalle varie amministrazioni, ci hanno pensato gli esperti dell'Ordine come l'ingegner Antonio Zerman, che ha maturato esperienza professionale per molti anni allo stesso Catullo, Gennaro Della Rosa della commissione trasporti dell'Ordine, Giovanni Saccà, Gianluigi Cavagna. Infine Maurizio Pangrazi responsabile di Atv, ha illustrato la situazione attuale che consiste in un bus di 53 posti, attrezzato per disabili, che collega il Catullo con la stazione di Porta Nuova ogni 20 minuti tutti i giorni dell'anno, per 18 ore di servizio al giorno.G.C.




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