In crociera tra paura
fatalismo e scongiuri
DOPO IL NAUFRAGIO. Dall'aeroporto Catullo ieri sono partiti un centinaio di viaggiatori. Destinazione Dubai per nove giorni su Costa Favolosa. «Dispiace per la Concordia, ma ci sentiamo al sicuro». «Io invece non dormo»
In valigia, insieme agli abiti leggeri e ai costumi da bagno, un pizzico di cinismo e una buona dose di fatalismo. E poi, con un pensiero di vicinanza ai naufraghi dell'isola del Giglio, subito a bordo dell'aereo che da Verona li condurrà a Dubai, all'appuntamento con la Costa Favolosa per una crociera da sogno negli Emitrati Arabi. Ieri pomeriggio erano in tanti, quasi un centinaio, i viaggiatori in partenza dall'aeroporto Catullo. Uno si aspetta che prima di partire ci scappi almeno uno scongiuro. Invece i volti sono sereni e rilassati. Paura di incorrere in un possibile incidente? Timore di navigare, dopo il disastro avvenuto alla “gemella” Concordia? Desiderio di cambiare meta per una vacanza magari rovinata da un evento che ha scosso l'opinione pubblica mondiale? Macché. «Gli incidenti possono succedere ovunque, anche per strada», è l'impressione più diffusa. «E poi la causa è stato un errore umano, non una compagnia inattendibile. Ci sentiamo assolutamente sicuri». FATALISMO AL TOP. «Cosa abbiamo pensato? Non ci sono scogli a Dubai», scherzano Roberta e Domenico da Vicenza, per tagliare l'aria. «Seriamente, se ci si ragiona non si partirebbe più, anche agli aerei succede di tutto, invece noi siamo sempre in viaggio». A condurre i croceristi a Dubai (con scalo a Bari) è un charter della Neos, tutto esaurito. Poi 9 giorni sull'ultima ammiraglia della flotta Costa, la Costa Favolosa: 114.500 tonnellate e lo spazio per 3.800 persone. Un itinerario da «Mille e una notte» con tappe a Muscat, la capitale dell'Oman, e Abu Dhabi, per un totale di 890 euro a persona, volo incluso. «Abbiamo speso poco, ormai le crociere hanno cifre più che abbordabili», spiega Maurizio, di Bergamo, in viaggio con moglie, sorella e un amica. «Il bello di questa forma di viaggio? Spostarsi di notte, senza accorgersene e svegliarsi ogni giorno in un posto diverso». Nessun turbamento, all'idea che giusto una settimana fa i naufraghi della Concordia si apprestassero a partire come voi? «Ovviamente dispiace moltissimo per loro, ma bisogna essere fatalisti», afferma Lina Carrara, «altrimenti non si andrebbe più da nessuna parte». Alessandra Moretti di crociere ne ha già fatte 20, alcune anche in momenti «caldi». Lo scorso febbraio, con l'Egitto messo a ferro e fuoco dai venti rivoluzionari della primavera araba, era in nave giusto vicino al Cairo. E non ha dubbi che la causa del disastro al Giglio sia stata una leggerezza del comandante. «Sono in contatto con un'associazione di croceristi e ho parlato con persone che erano a bordo della Concordia», racconta. «Il resto dell'equipaggio, dai cuochi agli inservienti, è stato in gamba, il difficile è stato gestire momenti in cui il panico e il caos hanno fatto perdere la testa ai passeggeri». SICUREZZA SOTT'OCCHIO. Vilma Veneziani, invece, alla sua prima crociera,confessa che è una settimana che non dorme. Ma neppure lei, in realtà, ha mai pensato a disdire. A supportarla c'è la compagna di viaggio, Lia Barretta, anche lei di Mantova, alla sua quarta volta. «Abbiamo prenotato proprio il giorno del naufragio e quando è accaduto siamo rimaste molto impressionate. Ma ragionandoci su, dal punto dio vista della sicurezza questo sarà il momento migliore per partire: razionalmente bisogna ammettere che le navi saranno controllatissime e l'attenzione ai massimi livelli. Anche noi, comunque, appena salite, verificheremo la collocazione di salvagenti e scialuppe». LE CROCIERE NON AFFONDANO. Ma c'è anche chi la crociera l'ha scelta appositamente qualche giorno dopo la sciagura. Come Margherita Binotto, di Vicenza, in viaggio col compagno Alberto Brazzale. «Sono agente di viaggio e so per esperienza che quando si verificano casi del genere la soglia di sicurezza si alza vertiginosamente», spiega. «Lavoro all'agenzia Welcome Travel, partecipata al 50% proprio da Costa, e non abbiamo registrato alcuna disdetta». E, del resto, anche l'European Cruise Council conferma che l'industria crocieristica, nonostante l'impatto mediatico del naufragio della Costa Concordia, non ha registrato flessioni. «La gente ha capito che la colpa è da addebitare solo al comandante, mentre la compagnia resta solida e affidabile», conclude Binotto. «E poi le crociere restano il segmento che si vende meglio rispetto, per esempio, ai villaggi vacanze. Perché? Dà meno problemi: lo standard è decisamente alto, i reclami dei passeggeri sono praticamente inesistenti». E.PAS.
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