Allarme dal Club alpino italiano: «I tagli
minacciano la sicurezza in montagna»
Milano. «La montagna italiana non sarà più sicura a causa dei pesanti tagli al Club Alpino Italiano». L'allarme è lanciato dallo stesso presidente generale del sodalizio, Umberto Martini.
«Nel bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 gennaio, spicca un nuovo pesante taglio pari a circa il 45 per cento in favore dell'attività svolta dal Club Alpino Italiano», spiega, «un ente pubblico non economico che svolge attività di servizio generale, in particolare su temi della prevenzione e sicurezza in montagna. Basti citare la formazione, l'attività con le scuole, il mantenimento della rete sentieristica, i rifugi».
Da quasi 150 anni il Cai, che oggi conta 319mila 426 soci, opera su tutto il territorio nazionale grazie al lavoro volontario degli associati. Prosegue Martini: «Ancora più grave è il taglio del finanziamento alle attività di soccorso sanitario in montagna del Corpo nazionale di Soccorso alpino e speleologico del Cai (Cnsas) che è stato ridotto di circa il 72 per cento. L'attività di soccorso in montagna del Cnsas è un servizio universale, sussidiario e volontario, a favore della collettività, e insieme a tutte le attività del Cai concorre alla tutela e allo sviluppo turistico della montagna italiana».
E conclude: «Senza il Cai e il Cnsas il soccorso sanitario agli abitanti, ai turisti e agli appassionati della montagna avrebbe costi molto elevati che graverebbero interamente sulla finanza pubblica. Va sottolineato che degli oltre 6000 interventi anno svolti dal Cnsas meno del 5 per cento sono a favore di soci Cai. L'attività del Club Alpino Italiano – sottolinea infine il presidente generale - è una attività di pubblica utilità su cui gravano questi nuovi tagli: senza la manutenzione dei sentieri, senza la rete dei rifugi e senza soccorso la montagna italiana non sarà più sicura per nessuno, creando così anche un grave danno all'economia dei territori di montagna e del nostro paese tutto».
Tweet
1 phenomenon 12/01/2012 18:22 871 commenti
beh ma tanto col global warming la neve fra qualche anno non ci sarà più. asdrubale