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domenica, 31 agosto 2014

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13.10.2011

Malacarne a rischio chiusura
per lo spaccio in via San Vitale

DROGA. I residenti di Veronetta allarmati. E il Comune avrebbe già pronto il provvedimento. Il titolare: «La situazione è insostenibile, ma il locale non c'entra. Noi siamo stati i primi a denunciare»

Angolo tra Corticella Fondachetto e via San Vitale
Angolo tra Corticella Fondachetto e via San Vitale
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Verona. Non conosce tregua la guerra tra cittadini che vogliono pace e i locali che alimentano la «movida notturna». Adesso nel mirino di un comitato di agguerriti residenti di via San Vitale è finito il circolo culturale Malacarne a Veronetta. E il Comune avrebbe già il provvedimento in mano: chiusura anticipata. O peggio, definitiva. Vigili e polizia pattugliano la zona una sera sì e l'altra pure e spesso si fermano a controllare i documenti. E tutto per un po' di fracasso notturno? No. Gli abitanti della via, è vero, non sopportano più di fare le ore piccole per colpa di chi resta in strada fino a tardi a chiacchierare. Ma soprattutto sono preoccupati dei traffici poco chiari di personaggi piuttosto loschi che avvengono sotto le loro finestre: il sospetto è che in Corticella Fondachetto, sulla quale il Malacarne ha una porta, si spacci droga. Detto fatto: si sono riuniti in un'assemblea, raccolto adesioni, e interpellato Polizia municipale e Comune che hanno deciso di passare all'azione. Lorenzo Forlati, gestore del locale nato nel 1999, punto di ritrovo degli universitari e promotore negli anni di importanti eventi culturali e laboratori creativi con scrittori del calibro di Carlo Lucarelli, Giuseppe Culicchia, Aldo Nove, solo per citarne alcuni, non ci sta. Non vuole essere il capro espiatorio di una situazione che lui stesso, dice, ha più volte denunciato, addirittura con un esposto alle forze dell'ordine più di un anno fa. Ha quindi preso carta e penna e scritto a tutti i residenti una lettera per spiegare le proprie ragioni: «I nostri clienti», ha scritto, «a volte possono essere esuberanti ma sono per lo più ragazzi e studenti, mentre fuori dal nostro locale ci sono spacciatori senza scrupoli. Noi subendo anche pesanti minacce ci siamo sempre rifiutati sia di dar loro da bere sia di farli accedere al nostro locale. Abbiamo anche presentato un esposto in questura in data 15 settembre 2010 e telefonato svariate volte alle forze dell'ordine per denunciare la situazione (…) Sappiamo che siete esasperati da queste persone che hanno aperto un supermercato di stupefacenti in Corticella Fondachetto creando situazioni insostenibili che sfociano spesso in colluttazioni violente, persone che urinano e sostano per strada, ma noi siamo esasperati quanto e più di voi (…). Vorremmo», conclude, «foste nostri alleati nel far fronte a una situazione che sarebbe molto più grave in assenza di bar e luoghi di aggregazione».
Questa è solo l'ultima di una lunga serie di confronti, a volte anche duri, tra residenti e gestori di locali. In ordine di tempo la più recente, ma lo spaccio di droga qui non c'entra, è stata quella tra l'osteria Carega e gli abitanti del rione contrari alle serate musicali del locale che richiamavano un gran numero di persone.
E in passato, parlando solo della noia per il fracasso, non sono mancate le proteste contro i bar di piazza Erbe, sia da parte di un comitato di cittadini stufi dal baccano guidato da Adriano Merlini, sia da parte dei gestori di altri locali incorsi in sanzioni e provvedimenti amministrativi (la Carega, osteria le Piere a Mizzole, il bar Wally, l'osteria La busa e il Mascaron a San Zeno, il bar Dal Colle di Borgo Venezia): questi ultimi, in particolare, hanno puntato il dito contro Palazzo Barbieri colpevole, secondo loro, di aver sempre avuto un occhio di riguardo per i bar del «salotto buono» e di aver usato invece costantemente il pugno di ferro con tutti gli altri.

Marzio Perbellini
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