Discarica di Ca' Baldassarre
rischio di disastro ecologico
VALEGGIO. La Bastian Beton non vuole più accollarsi i costi dello smaltimento dei liquidi. Ca' Baldassarre è chiusa dal 1996, ma sversa ancora. La ditta dà ordine di non far raccogliere il percolato. Cisterne piene e il Comune dichiara l'emergenza. Il sindaco: «È serio il pericolo di un inquinamento»
Valeggio. È emergenza nella gestione del post mortem della discarica di Ca' Baldassarre. Dal giugno scorso il percolato, pericoloso liquido prodotto dai reflui della discarica, non viene più ritirato dalle ditte specializzate e le cisterne che lo contengono sono ormai arrivate al limite. La situazione è determinata dal fatto che la ditta concessionaria della discarica, la Bastian Beton, rifiuta d'accollarsi i costi per lo smaltimento del percolato, che in precedenza erano pagati col fondo previsto dopo la chiusura della discarica (6 milioni e 409mila euro), terminato nel 2010. Così, con una nota del 23 giugno 2011, l'azienda ha comunicato al Comune che non avrebbe più provveduto ai pagamenti della fase attuale ed ha segnalato, con una nota del 27 giugno, la conseguente cessazione del ritiro del percolato da parte delle ditte che lo smaltiscono e l'avvicinarsi del riempimento delle cisterne che lo raccolgono.
Nei giorni scorsi, poiché le vasche di raccolta sono arrivate al limite, le pompe che pescano il percolato sono state bloccate per evitare il rischio di una tracimazione e di un'infiltrazione del liquido nel sottosuolo, ma adesso è urgente intervenire quanto prima per evitare il disastro ecologico. Per questo motivo il sindaco, Angelo Tosoni, ha emesso il 26 luglio un'ordinanza, inviata anche a Prefettura, Provincia e Regione, in cui intima all'azienda Bastian Beton di «porre in essere tutte le attività necessarie a garantire l'esaurimento dell'attività della discarica stessa, ricordando che l'omesso controllo ed intervento potrebbero determinare pericoli o danni all'ambiente e alla salute con ogni conseguente responsabilità di ordine penale e personale».
Il rischio alla discarica di Ca' Baldassarre, secondo il sindaco Tosoni è grave: «La sospensione dell'attività di captazione e smaltimento porta direttamente all'innalzamento del battente (la quantità di liquido da aspirare) all'interno del bacino della discarica, col conseguente pericolo d' inquinamento».
A riprova delle giuste ragioni del Comune viene citata nell'ordinanza la vigente convenzione per la gestione dell'impianto, licenziata dal consiglio comunale il 20 settembre del 1994, in cui sta scritto che al termine dei conferimenti la ditta concessionaria «si obbliga a provvedere a propria cura e spesa a tutti i lavori necessari per la bonifica e la sistemazione finale dell'area». Visto che, si legge, trattasi di un «pericolo imminente», in caso di inosservanza degli obblighi imposti, sarà il Comune a subentrare «per il periodo di tempo strettamente necessario a scongiurare l'emergenza», salvo poi recuperare costi e spese.
Stanno quindi giungendo al pettine i nodi di una gestione della discarica che certo non possono essere risolti dal fondo di rotazione (7 milioni e 156mila euro, da restituire a partire dal 2014 con rate di 477mila euro) concesso dalla Regione, istituzione che adesso finisce sul banco degli imputati. «La Regione», afferma Francesco Pasini, capogruppo della minoranza della lista «Il ponte», «ha avuto un ruolo centrale nella stesura di tutti gli atti, dalla durata ipotizzata del post mortem (15 anni), che s'è rivelata insufficiente, alle tariffe. Adesso deve essere chiamata con forza ad un tavolo cui partecipino tutti gli attori in campo (Comune, Provincia, gestore) ciascuno dei quali non potrebbe da solo far fronte all'emergenza. Certo il problema delle discariche di prima generazione non riguarda solo Valeggio. È anche indubitabile che bisognava accorgersi prima che c'era qualcosa di anomalo se il percolato non calava».
Decisa anche la presa di posizione Maria Grazia Lugo, capogruppo di «Valeggio anch'io» e per anni revisore dei conti del Comune: «Segnalammo più volte che la discarica era un buco nero che avrebbe finito per ingoiare una marea di risorse, ma non venimmo mai ascoltati. Ora i cittadini rischiano di pagarne le conseguenze. Intervengano il prefetto e la Regione, ma anche il Comune cambi marcia, perché la commissione sulla discarica s'è riunita solo due volte e veniva messa al corrente solo a cose fatte». Stasera si riunisce alle 19 il Consiglio comunale. Si parlerà solo di questo.
Alessandro Foroni
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1 tavnograzie 28/07/2011 16:56 154 commenti
Facile prendere i soldi e scappare!!! Se la discarica è ridotta così ,evidentemente è stata probabilmente gestita male quando veniva riempita e non è giusto che i cittadini paghino per gli errori di chi ha avuto grossi guadagni.