Biglietto autobus
più caro? È rivolta
I NOSTRI SOLDI. L'Atv in difficoltà: ridurre i costi del personale è difficile, eliminare i servizi impossibile. Non resta che il ticket. Biglietto autobus più caro? È rivolta Potrebbe passare da 1,10 euro a 1,30. Ma Comune e Provincia contestano i tagli di Governo e Regione
Verona. Stangata in vista per gli utenti dei trasporti pubblici. Una delibera regionale stabilisce infatti che, a causa dei minori trasferimenti di risorse dallo Stato, le aziende di trasporto dovranno tagliare i costi. E tra le ricette da adottare si indicano misure di riorganizzazione della rete dei servizi fra cui la riduzione delle corse poco o per nulla sostenibili economicamente e di ritocco delle tariffe. A tale proposito, nella delibera si legge che «la tariffa urbana di corsa semplice dovrà tendere al valore standard di 1,30 euro». Attualmente a Verona il biglietto costa 1,10 euro.
Il sindaco Flavio Tosi, «padrone» al 50 per cento di Atv, mentre l'altra metà appartiene alla Provincia, però non ci sta. «I tagli della Finanziaria», esclama, «non devono colpire alla cieca, in modo indiscriminato, anche chi le risorse le ha sempre gestite bene. È necessario cominciare a pensare con una visione federalista: si deve tagliare a chi spreca». Il sindaco promette battaglia. «Nei prossimi giorni», fa sapere, «se il rischio di dover aumentare le tariffe diventasse reale, convocherò i colleghi sindaci del Veneto per un ragionamento comune, in accordo con la Regione, di sensibilizzazione dello Stato centrale. Lo ripeto: non si possono penalizzare una Regione e dei Comuni virtuosi costringendoli a far ricadere i maggiori costi sui cittadini. Aumentando il prezzo dei biglietti, poi, si rischia seriamente di disincentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici».
Il bilancio regionale prevede un finanziamento complessivo per il trasporto pubblico di 255 milioni, una cifra inferiore del 10,2 per cento rispetto al 2010. Complessivamente il governo ha ridotto di 4.000 milioni nel 2011 i finanziamenti e nel 2012 scenderanno di 4.500 milioni. «In linea di principio», continua il sindaco, «non abbiamo mai avallato aumenti dei biglietti. Le tariffe si possono ritoccare per adeguarle ai costi reali, come quello del carburante, ma non si può accettare che si scarichino sugli enti locali le conseguenze dei tagli statali. Dev'essere chiaro», conclude un contrariatissimo Tosi, «che non sono il sindaco o il presidente della Provincia a decidere l'aumento dei biglietti. La responsabilità se la deve assumere chi ha fatto venir meno i trasferimenti, e non è la Regione, che questi tagli li subisce».
Getta acqua sul fuoco, invece, l'assessore provinciale ai trasporti Gualtiero Mazzi. «Gli enti territoriali», osserva, «devono procedere ad un riordino di linee e tariffe entro giugno, ma come Provincia non abbiamo però intenzione di approvare aumenti tariffari o tagli delle linee fino alla conclusione dei lavori del tavolo tecnico sulla ripartizione dei dieci milioni di avanzo di bilancio regionale, sulla base dei costi standard. E il criterio fondamentale per riequilibrare le sperequazioni», sottolinea, «è ripartire le risorse in base al numero di abitanti. Questa commissione tecnica, da me fortemente voluta insieme all'assessore comunale Enrico Corsi, è già al lavoro e probabilmente, alla luce delle risorse che arriveranno dall'avanzo regionale, i tagli saranno più contenuti. Tra l'altro», conclude, «ho fatto presente che Verona l'anno scorso ha già operato un riassetto delle linee, eliminando molte sovrapposizioni, e una revisione delle tariffe. Intervenire ancora significherebbe togliere servizi indispensabili alla gente».
Enrico Santi
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1 Beppe_da_Lugagnan 16/06/2011 13:00 2824 commenti
E intanto el Fajana nol scrie niente, nol risponde. Ci sà sa el fa...