«Transenne e frecce: troppi errori, scusate»

IL CAOS. Il presidente della Straverona cerca di ricostruire gli incredibili due giorni di disguidi. Fontana: «Siamo amareggiati. Sabato sera abbiamo avuto poco personale in centro. E ieri qualcuno ha manomesso i segnali»
16/05/2011
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Straverona

È amareggiato il presidente della Straverona Giovanni Fontana. Quanto accaduto sabato sera, in occasione della prima maratonina «sotto le stelle» che l'organizzazione della Straverona aveva deciso di affiancare alla tradizionale corsa della domenica mattina, lascia infatti tanto amaro in bocca: i pronostici erano così positivi e invece alla fine si è dovuto addirittura annullare la gara.
Colpa dell'errore umano e non del maltempo, che pure ha rovinato l'ultima parte della manifestazione, con l'arrivo di un temporale con acqua a catinelle.
Ma a decretare il flop della manifestazione è stato il fatto che le segnalazioni lungo il percorso sono state errate e così qualcuno si è ritrovato a non saper più quale fosse la giusta direzione e a dover fare anche un po' di strada in più.
«Il primo errore si è verificato all'altezza di via Del Bersagliere, nel quartiere di San Zeno», spiega Fontana. «Qui infatti lo spostamento di una transenna per lasciar passare un pullman ha portato alcuni corridori a sbagliare il percorso. Ciò di cui sono sicuro è che non sono stati i nostri operatori a spostare quella transenna: non posso e non voglio attribuire responsabilità, ma sia chiaro che non siamo stati noi». In ogni caso lo spostamento si è rivelato fatale: molti podisti hanno sbagliato il giro, e chi veniva dopo li imitava, col risultato di un grande caos. Che si è ripetuto anche in un altro punto, in pieno centro città.
«Un secondo errore si è verificato all'incrocio tra via Quattro spade e corso Porta Borsari», spiega ancora Fontana. «Questo è accaduto probabilmente per carenza di personale sul posto: poichè con i camion non era stato possibile arrivare fino qui a portare le transenne, era necessario che ci fosse qualcuno a dare indicazioni ed è possibile che sia mancato. Alla manifestazione dovevano collaborare circa 200 persone, all'ultimo ci sono state delle defezioni, e non siamo stati in grado di coprire queste assenze dell'ultimo momento. C'è anche da dire che in manifestazioni di questo tipo è difficile intervenire con lucidità in tempo reale, tutto richiede grande velocità e riparare ad un errore risulta così molto difficile. Comunque ho visto moltissime persone contente all'arrivo: è vero, avevano percorso qualche centinaio di metri in più, ma il clima per almeno 1.100 persone era di soddisfazione. Poi naturalmente invece per chi aveva tentato la competizione e poteva vincere la situazione è stata assurda. Come organizzazione siamo profondamente dispiaciuti di questo esito».
E come non bastasse, ieri ecco che anche la tradizionale Straverona propone uno dei tre percorsi, proprio quello più lungo, da 21 chilometri, sbagliato: i chilometri erano infatti almeno 24. Cosa è accaduto stavolta?
«Non riesco a spiegarmelo: sono sicuro che il percorso che abbiamo misurato noi era di 21 chilometri, e non capisco la deviazione che mi hanno riferito dopo il Don Calabria», ammette Fontana. «Mi viene persino da pensare che qualcuno possa avere manomesso le frecce: ma alla vera spiegazione dei fatti ancora non siamo arrivati e siamo piuttosto perplessi. Una sola cosa ho subito pensato: l'anno prossimo farò anche io, insieme ai podisti, il percorso, unico modo per capire che cosa accade». A.G.