Stop ai fondi, i volontari costretti
ad abbandonare Forte Gisella
LA CITTÀ DIMENTICATA. L'associazione Santa Lucia non può più contare sui contributi. Si rischia un ritorno al degrado
Verona. «A causa della crisi finanziaria sono fortemente tagliati i fondi che i tradizionali enti finanziatori (Fondazione Cariverona, Banco Popolare, Centro servizi volontariato) mettevano a disposizione per progetti sui territori. Di fatto sono stati cancellati gli interventi a favore degli edifici storici, e di ciò risente fortemente anche il progressivo recupero storico di Forte Gisella. Anche il Comune ha dichiarato la propria impossibilità ad intervenire, pertanto noi dal 15 aprile siamo costretti, purtroppo, a smettere l'attività».
Lo comunica con molta amarezza Igino Mengalli, presidente dell'associazione Santa Lucia che, attraverso una convenzione con l'ente locale, da anni gestisce il forte di proprietà del Comune. «Manca il sostegno non solo economico, pur necessario, ma anche ai progetti, alle iniziative, alla ricerca delle fonti di finanziamento per proseguire un'opera di valorizzazione che ha dato grandi risultati», spiega illustrando le ragioni che inducono l'associazione a lasciare, dopo 13 anni di meritorio lavoro a beneficio del Forte e del suo utilizzo. Era infatti il 1998 quando i volontari dell'associazione si rimboccarono le maniche e cominciarono a pulire il manufatto d'architettura militare ridotto a una discarica. Un recupero storico proseguito poi con vari studi e progetti di restauro di parti del complesso, dalla costruzione del ponte, simile a quello originale, al restauro di un portale d'ingresso fino al ripristino dell'apparato murario crollato e del vallo, e alla realizzazione dei servizi igienici. Interventi, peraltro, verificati dai tecnici comunali.
Il Forte è diventato sede di molteplici iniziative di carattere culturale, sociale, sportivo e, con la creazione di percorsi botanici, parco naturalistico. «Non abbiamo mai chiesto che ci venisse dato ma noi ci siamo dati al Forte per renderlo fruibile dalla popolazione, soprattutto da scuole, gruppi, scout, parrocchie», puntualizza Mengalli, «e per organizzare manifestazioni che facessero conoscere, vivere e valorizzare il forte dove non abbiamo mai avuto la nostra sede proprio perché potesse essere sede di ogni iniziativa rispettosa del luogo». Il presidente dell'associazione Santa Lucia evidenzia che i lavori di recupero effettuati sono stati parzialmente finanziati dagli enti e da donazioni private comprese quelle dei gruppi che hanno usufruito del forte.
Sempre con offerte, l'associazione ha potuto far fronte alla manutenzione ordinaria del verde e degli edifici e alle attività di presidio, custodia ed organizzazione di manifestazioni come «Vivi l'estate al Forte», «Pasquetta a Forte Gisella» e i «Campi di lavoro internazionale». L'associazione Santa Lucia afferma: «Le spese per energia elettrica, acqua, gas, carburante, combustibili, attrezzature, assicurazioni sono sempre state a nostro esclusivo carico; dal 2007 dal Comune non abbiamo ricevuto alcun contributo per la gestione del Forte. Visto lo spirito di cooperazione previsto dalla convenzione, abbiamo proposto di realizzare assieme alcuni progetti, quelli possibili, ad esempio la piantumazione di un bosco urbano, e di stabilire una corsia preferenziale per il forte vista l'importanza che esso ha assunto per la collettività, ma ci è stato detto che è impossibile», riferisce Mengalli
E aggiunge: «Ci sembra che alla funzione sociale e culturale della nostra iniziativa non venga attribuito un adeguato valore, e per questo manca un impegno concreto da parte del Comune». Inoltre, fa notare che Forte Gisella è l'unico forte disponibile al pubblico. Il forte è conosciuto anche all'estero, tanto che ha ricevuto visite di associazioni austriache, ungheresi, polacche e francesi.
Proprio l'associazione francese Vauban, che riunisce i maggiori studiosi europei di fortezze, nell'autunno scorso ha assegnato all'associazione Santa Lucia e a Forte Gisella una medaglia e una pergamena lodando il recupero fatto e additandolo come esempio.
«Il suo presidente», sottolinea Mengalli, «ci ha chiesto di cooperare con loro per poter proporre questo Forte ed altri di varie città d'Europa all'Unesco perché vengano dichiarati patrimonio universale dell'umanità».
Marco Scipolo
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1 gigilatrottola 30/03/2011 14:31 200 commenti
@Garcia: l'avevo capito, ma la sostanza e' che il volontariato, per sua stessa definizione e' volontario. Non c'e' un contratto di manutenzione per cui se questi volontari ci vanno lo fanno a loro spese. Se a lei va bene (come a me) che ci vadano, si faccia una donazione all'associazione. Il volontariato e' di per se' gratuito altrimenti non e' piu' volontariato ma prestazione d'opera che deve essere retribuita. D'altronde, se qualcuno si fa male, non si va certo dal comune a pretendere un qualsivoglia risarcimento, ma eventualmente l'associazione (spero) ha una sua assicurazione.