Il capo dei presidi: «Caro governo, così non si fa»
Il presidente del collegio dei dirigenti scolastici di scuola secondaria di secondo grado della provincia di Verona scrive al presidente del Consiglio e al ministro Gelmini per contestare le parole espresse recentemente da Berlusconi contro la scuola pubblica
Ecco il testo della lettera inviata da Luciano Carazzolo, presidente del collegio dei dirigenti scolastici di scuola secondaria di secondo grado della provincia di verona.
Al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi
Al Signor Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca On. Maria Stella Gelmini
Come dirigenti di scuole di Stato, rifiutiamo il giudizio espresso del Signore Presidente del Consiglio il 27/02/11 ove si affermava che «libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori».
Tale giudizio non risponde alla realtà ed è quindi ingiusto.
La SCUOLA PUBBLICA STATALE realizza «alleanza» tra docenti e genitori in diverse modalità:
a) in forme istituzionali, attraverso la rappresentanza dei genitori nel consiglio d’istituto, nelle classi, nei comitati genitori;
b) nelle situazioni di dialogo garantite dalle singole istituzioni scolastiche a genitori e studenti singoli e associati.
Nelle nostre SCUOLE PUBBLICHE STATALI due documenti, che sono alla base del quotidiano lavoro di istruzione e formazione, il piano dell’offerta formativa e il patto educativo di corresponsabilità, sono il risultato di confronto democratico e trasparente fra tutte le componenti della comunità scolastica: genitori, studenti, docenti, personale Ata e dirigente.
Come dirigenti scolastici non siamo sostenitori di vincoli a mandare i figli alla scuola di Stato. Rispettiamo la scelta dei genitori, sia essa per la scuola pubblica statale o pubblica paritaria. Il nostro rispetto è confermato da collaborazione tra scuole pubbliche statali e paritarie.
“1. La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.
2. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia fatta a New York il 20 novembre 1989 e con i principi generali dell'ordinamento italiano.
3. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell'identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento nella vita attiva.
4. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.” (Statuto delle studentesse e degli studenti. art. 1)
Con il contributo anche critico di tutti i soggetti coinvolti e interessati, questa È LA SCUOLA PUBBLICA per cui lavoriamo ogni giorno.
Il presidente del Collegio
Luciano Carazzolo
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1 parispat 09/03/2011 20:28 3 commenti
Sono orgogliosa che mia figlia frequenti la "Scuola Pubblica" del Prof. Carazzolo. Laura Erbisti