«Scuola ultimo baluardo di civiltà»
38 docenti scrivono alla Gelmini

Un gruppo di insegnanti veronesi scrive al ministro dell'Istruzione: «Non ci sentiamo “le solite eroine snob che sono uscite dai loro salotti". Siamo sempre più impotenti di fronte al dilagare, nei media e negli atteggiamenti di personaggi importanti, di un'immagine della donna che cozza radicalmente con quella da noi data e pretesa all'interno della scuola»
28/02/2011
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Il ministro Maria Stella Gelmini

Verona. «Egr. Ministro Gelmini, siamo un gruppo di insegnanti che è rimasto stupito della definizione che Lei ha dato della manifestazione che il 13 febbraio scorso ha coinvolto in tutta Italia centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne. Anche noi, insieme ad amici, mariti e colleghi, abbiamo avuto il piacere di esserci e di parteciparvi. Sinceramente non ci sentiamo “le solite eroine snob che sono uscite dai loro salotti per tentare di strumentalizzare la questione femminile”».

«Siamo insegnanti che ogni giorno entrano in classe, si confrontano con bambini e bambine, ragazzi e ragazze in crescita e hanno a cuore la loro formazione. Ogni giorno constatiamo con preoccupazione come i modelli di successo e di vita proposti dai media sgretolino inconsciamente, ma inesorabilmente, il nostro operato educativo. Ci accorgiamo come la scuola sia rimasta quasi l'ultimo e l'unico baluardo di una serie di comportamenti “civili”, che ormai sembrano scomparsi: rispettare chi parla, per esempio, accettare e collaborare con gli altri, integrare la diversità, assicurare l'accettazione e il rispetto delle regole. In particolare, poi, con amarezza ci sentiamo sempre più impotenti di fronte al dilagare, nei media e negli atteggiamenti di personaggi importanti e significativi per la comunità civile, di un'immagine della donna che cozza radicalmente con quella da noi data e pretesa all'interno della scuola».

«La scuola da sempre è stata per la donna luogo e strumento di emancipazione, di conquista di dignità e di autonomia. Il diritto e la possibilità di studiare hanno aperto alla donna, ed in particolare alla donna italiana, una nuova prospettiva di autorealizzazione. Questa non è stata una cosa che ha riguardato poche “radical chic”, bensì intere generazioni. E' un dato di fatto che, soprattutto nella scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, sono le ragazze a conseguire in maggioranza i risultati migliori. E cosa si trovano davanti le nostre alunne? Una società che propone come modello “la pupa e il secchione”, dove la donna, appunto, ritorna ancora a fare la parte della “bella e stupida”».

«Noi insegnanti, che con le armi dell'istruzione lottiamo contro la deriva culturale di un mondo mediatico basato solo sul fascino dell'immagine, non siamo delle snob, siamo persone che nella fatica quotidiana di un lavoro spesso poco capito continuano a dire ai loro ragazzi e alle loro ragazze che lo studio è la base del loro futuro, che se vogliono costruirsi una vita seria e onesta devono rimboccarsi le maniche e studiare, che conoscere realizza come persone. Questo diciamo e questo ha sempre detto la scuola, perché essa ha il compito proprio di dire questo. Ma con quale coraggio lo ripetiamo oggi, quando sappiamo che molti nostri ex studenti sono andati a lavorare all'estero, perché non c'era posto per loro in Italia? Come possiamo onestamente continuare ad incoraggiare allo studio le nostre alunne, quando sappiamo che l'occupazione femminile è in calo e che in Italia le posizioni dirigenziali sono ancora prevalentemente maschili?».

«Siamo veramente preoccupate per il presente e per il futuro dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. Ma non desistiamo».

«Noi ci auguriamo e ce la mettiamo tutta, perché la scuola rimanga ancora una zona in cui regni il rispetto reciproco, sia bandito l'insulto e dove non ci sia posto per apprezzamenti sconvenienti che squalificano la persona e la riducono ad oggetto. Noi ce la mettiamo tutta e ci auguriamo che l'istituzione che ci rappresenta conservi e supporti questo impegno civile della scuola».



Un gruppo di Insegnanti

(seguono nominativi)


Nicoletta Capozza, Flavia Ugolini, Gabriele Mazzi, Patrizia Coatto, Chiara Galeotti, Giuliana Breda, Elisa Marchesini, Susanna Scolari, Massimo Franzoni, Astrid Allegrini, Novella Franchini, Paola Nicolis, Marianna Cipriani

dell’I.C. “B. Lorenzi”, Fumane (Vr)




Agata Laterza

dell’Istituto  “Primo Levi” San Pietro in Cariano (Vr)




Pietro Pasetto   Antonella Maconi    Daniela D’onofrio   Elena Oliosi

Lidia Tomasetto  Franca Errico       Arianna Moscardo     Clotilde Bonanno

Roberto Sommovigo      Maria Paola Colombo    Giovanni Tosi      Bruna Capicciola

Alessandra Brancolini     Elisabetta Baldani Guerra         Romina Vinci    Elisabetta Olivieri

Gessica del Brocco        Maria Bruna Albertini    Anna Caneppele     Miceli Rosaria

Gobbetti Carla    Giovanna Pedri         Loretta Marchi                  Marta Modena

dell’I.C. ‘Berto Barbarani’, S.Martino B.A.(Vr)




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