Ateneo illustre ma senza fondi. Sos ai privati

IL NUOVO ANNO ACCADEMICO. Una relazione tra punti dolenti e ambizioni per la nostra Università che si conferma al 3°posto in Italia per didattica, ricerca e strutture. Il rettore Mazzucco: «Servono immediati interventi da parte della politica. Noi comunque apriremo agli aiuti delle aziende»
17/02/2011
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Il rettore Alessandro Mazzucco durante la sua relazione nell’Aula Magna FOTOSERVIZIO MARCHIORI

Verona. Capacità manageriale di gestire le risorse, anche se sono insufficienti, apertura al territorio per capire in quale direzione orientare le scelte formative, collaborazione con gli enti disposti a finanziare attività didattiche e progetti formativi, ricorso alla meritocrazia nella valutazione di docenti per la carriera e anche degli studenti per sostenere quelli che raggiungono buoni risultati ma che non hanno mezzi per studiare.
La relazione del rettore Alessandro Mazzucco, con la quale si è inaugurato il ventottesimo anno accademico dell'università di Verona, ha toccato punti dolenti e prospettive ambiziose per l'ateneo scaligero che, nonostante i recenti tagli alle risorse universitarie, con i suoi 23mila studenti è inserita dal Censis tra i «grandi atenei», quelli con un numero di iscritti compreso tra i ventimila e i quarantamila. Riferendosi a questa classifica, Verona si conferma anche quest'anno al terzo posto tra i migliori atenei italiani per didattica, ricerca scientifica, strutture e scambi internazionali. I dati sulle iscrizioni confermano un trend positivo: l'Università di Verona viene scelta da un numero crescente di giovani, «un risultato da attribuire al valore della laurea conseguita a Verona che proietta i giovani nel mondo del lavoro».
Secondo il rettore Mazzucco, «l'esigenza di ammodernare l'università è stata recepita in tutti i Paesi europei. La riforma in Italia darà un futuro più brillante ai nostri atenei anche se resta un processo difficile. L'università non è un bene pubblico in senso stretto, accessibile a chiunque come la scuola dell'obbligo, ma un bene in senso meritorio che ha precise ricadute sulla società civile». E, ha sottolineato la necessità di «un reciproco coordinamento di obiettivi» tra università e territorio, come si fa, ad esempio, in Canada, Israele e Stati Uniti, «per favorire al massimo l'occupazione giovanile». In Italia un laureato su quattro è invece disoccupato. Così Mazzucco si rivolge ai politici:«Servono immediati interventi da parte della classe politica affinchè dedichi più energie a questo problema», ricordando che l'ateneo veronese «è stato in grado di contenere i costi», anche se questo è bastato solo a «difendere il suo status». E ha indicato, tra le soluzioni, la creazione di un Politecnico del Veneto, per creare un'area didattica ampia distinata da un'area di ricerca scientifico-tecnologica più ristretta, condivisa con altri atenei, nonchè lo sviluppo di un network con università e aziende produttive.
Un altro aspetto della relazione ha riguardato la fuga di cervelli:«Una ricerca della Oxford Brookes University, con interviste a più di 50 scienziati italiani emigrati nel 2006 ha individuato due ragioni principali nella loro decisione di abbandonare la patria: lo scarso investimento italiano nel campo della ricerca (il più basso dell'Unione europea dei 15) e l'altra, cito letteralmente, "il problema più importante e difficile del mondo accademico in Italia è stato il suo sistema di reclutamento non trasparente". Se sul reclutamento è l'università a dover garantire le opportunità, sulla drammatica situazione del sottofinanziamento debbono provvedere i governi».
Il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini ha presentato il volume dei «Quaderni» dedicato alla storia dell'università di Verona. Il testo riporta interventi di personaggi illustri della politica e della cultura che hanno partecipato alla nascita e allo sviluppo dell'università a Verona. Il prefetto Perla Stancari, definendo l'università «cuore pulsante del territorio», ha annunciato stage formativi in prefettura per gli studenti interessati alla carriera prefettizia o nelle istituzioni pubbliche. Il sindaco Flavio Tosi ha sottolineato l'impegno dell'Amministrazione per il campus universitario da realizzare all'ex caserma Passalacqua, ricordando che l'università scaligera «è aperta al mondo economico e alla comunità locale».

Elena Cardinali

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