«Esche all'arsenico per far fuori i piccioni»

IL CASO. Denuncia del consigliere Cametti. «Pericolose per tutti». Borgo Trento, in strada volatili morti o agonizzanti
16/02/2011
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Piccioni in piazza dei Signori

Verona. Esche avvelenate anti piccioni a Borgo Trento. A lanciare l'allarme sono Lucia Cametti, presidente della Commissione cultura di Palazzo Barbieri e Lorenza Zanaboni, responsabile provinciale della Lav. «Partendo da via Tonale, per passare a viale della Repubblica, via Todeschini, fino all'Arsenale, ci si imbatte in uno scenario tristissimo con piccioni morti e agonizzanti, uccisi da bocconi di riso avvelenati: i poveri animali soffrono, barcollano, cercano di volare, ma sbattono contro le auto in sosta e contro i muretti, poi muoiono tra l'indifferenza generale».
Fra le vittime ci sarebbe anche il gatto di un'anziana coppia di pensionati che vive in via Tonale. «Oltre ad aver subito questa cattiveria i due anziani», esclama Lucia Cametti, «devono subire le molestie dell'ufficio animali del Comune poiché qualcuno li ha "denunciati" per aver dato del cibo ai piccioni, fatto accaduto moltissimo tempo fa. I vigili hanno perfino imposto loro di sigillare il balcone con una rete».
Gli avvelenatori si servirebbero, per confezionare i loro bocconi killer a base di riso, di arsenico. «Si tratta di una sostanza inodore», spiega la Cametti, «per cui particolarmente indicata, ma la cosa peggiore è che oltre a procurare sofferenze e morte a dei poveri animali questi individui mettono in pericolo anche la vita dei bambini che vanno a giocare nel parco dell'Arsenale e che potrebbero mettersi le mani in bocca dopo aver toccato le esche avvelenate».
Insieme a Cametti e Zanaboni, ieri a Palazzo Barbieri, erano presenti per denunciare la situazione anche Mirella Finazzi  e l'avvocato Chiara Benciolini della Lav.
«Trattandosi di una zona circoscritta», continua la presidente della Commissione cultura, «ho chiesto alla polizia municipale che si facciano indagini, controlli, appostamenti per individuare i responsabili». E sottolinea: «Esistono sistemi civili e indolori, come i chicchi anticoncezionali, per ridurre il numero dei colombi, chiederò con una mozione in Consiglio comunale che diventi possibile, con un semplice sms ad un numero verde, denunciare casi di maltrattamenti di animali. Con la nuova legge», aggiunge, «chiunque per crudeltà o senza necessità maltratta o cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con multe da tremila a 15mila euro».E.S.




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